29 Maggio 1993- 18 Dicembre 2016: Ancora alla ricerca di giustizia

Domenica 18 dicembre ha rappresentato una data importante sul calendario delle iniziative per il ventennale dell’Associazione per l’Ambasciata della Democrazia Locale a Zavidovići Onlus, Impresa Sociale: dapprima l’assemblea dei soci e poi l’incontro pubblico sul senso del percorso di ricerca di giustizia ancora aperto nella vicenda del 29 maggio 1993, che ha visto protagonista e, suo malgrado, vittima Agostino Zanotti, direttore di Adl, assieme al fotografo Christian Penocchio e che è costato la vita a Sergio Lana, Fabio Moreni e Guido Puletti. Un percorso in cui si è affiancato il Comune di Brescia, costituendosi parte civile nel processo in corso a Hanefia Prijic detto Paraga; per questo è intervenuto all’incontro Gialuigi Fondra, assessore del Comune e, negli anni Novanta, molto attivo nelle iniziative di solidarietà e accoglienza con la Ex Jugoslavia: “in quel periodo il sostegno che arrivò fu per lo più dai cittadini e dai funzionari dei vari Comuni che dai sindaci, ma l’eccidio del 29 maggio portò ad un salto di qualità. Non ci furono, è vero, atti amministrativi, ma ci fu attenzione al processo di Travnik, nella presa di coscienza che quell’eccidio fece un danno all’intera comunità bresciana, lesa nel suo modo di fare solidarietà. Costituendoci parte civile oggi intendiamo proprio questo: che si riconosca che la nostra comunità da quella vicenda rimase lesa nel suo agire”.
Istituzioni e spinte del volontariato: queste le due anime dell’attivismo di quegli anni dalle quali è nata Adl, la cui storia si intreccia con il percorso di ricerca di giustizia intrapreso nella vicenda del 29 Maggio ma anche con il bisogno di giustizia che oggi permea tutte le questioni legate ai richiedenti asilo e ai migranti forzati. Non a caso uno dei primi eventi del ventennale di Adl è stato un incontro dal titolo “Sarajevo-Aleppo. Guerre, profughi, cooperazione e territori dagli anno ’90 a oggi” tenutosi il 18 Novembre al Polo del ‘900 di Torino. Siria e Bosnia, contesti diversi, tempi diversi, ma uguale la spinta ad esserci concretamente e con assunzione di responsabilità, affinché tutte le persone, in ogni parte del mondo, possano avere la scelta di come, quando, dove e perché muoversi, senza fili spinati, senza ostracismi. “Quello che fa Adl non è dare solo risposta ad un bisogno, ma un atto politico”, ha rimarcato Zanotti, ricordando che lui, Christian, Guido, Sergio, Fabio avevano deciso di mettersi in gioco, di osare e che gli embrioni di quel gesto di solidarietà hanno dato vita a tante ramificazioni che si collocano nelle fondamenta della nostra civiltà. Oggi è questo che viene richiesto a tutti noi: spingerci un po’ oltre per fare la nostra parte, per restare umani”.