DECRETO SALVINI

Ultimo aggiornamento:  27/8/2019

Io Accolgo – Comitato Brescia

18 Giugno 2019 – Conferenza Stampa di presentazione

20 Giugno 2019 – Presentazione campagna comitato locale

Agosto 2019 – Lancio pagina Facebook di Io Accolgo Brescia

13 Giugno 2019: Lancio della campagna nazionale #IO ACCOLGO
La campagna “Io accolgo” nasce, su iniziativa di Europasilo e un ampio fronte di organizzazioni della società civile, enti e sindacati, per dare una risposta forte e unitaria alle politiche sempre più restrittive adottate dal Governo e dal Parlamento italiani nei confronti dei richiedenti asilo e dei migranti (la “chiusura dei porti”, il “decreto Sicurezza” ecc.), che violano i principi affermati dalla nostra Costituzione e dalle Convenzioni internazionali e producono conseguenze negative sull’intera società italiana.

Documentazione

Schema DL 

Quadro sinottico

Nota di lettura ANCI 

Lettera al Presidente Mattarella 

Nota giuridica sintetica ASGI

Iniziative e materiali

L’Asilo rEsiste
Sabato 15 Dicembre 2018 a Parma la call for action organizzata insieme alla rete nazionale Europasilo per provare a costruire strategie condivise sui temi della garanzia dei diritti, le libertà di movimento, la difesa dell’accoglienza e la sfida della comunicazione.
Pubblicato l’Instant Report della giornata.

Il decreto immigrazione toglierà diritti, fermiamolo! – DIRITTI, NON PRIVILEGI
Aumento dei contenziosi giudiziari, crescita della presenza di irregolari sul territorio italiano ed estensione della rete dei centri di accoglienza straordinaria, il sistema emergenziale che negli ultimi anni è stato più soggetto ad abusi. Saranno queste le conseguenze del decreto immigrazione presentato dal Governo che mira a stravolgere il diritto di asilo in Italia abrogando, di fatto, il riconoscimento umanitario e restringendo il sistema degli Sprar.

Cartolina generale Europasilo

Cartolina Tempi Europasilo

ResistenzAsilo – La campagna di Europasilo

Decreto Immigrazione: effetti dell’abrogazione della protezione umanitaria e nostre proposte di riforma
Contrariamente a quanto propagandato dall’attuale Governo, l’abrogazione della protezione umanitaria porterà a maggiore irregolarità e ad un sicuro incremento della marginalità sociale, e conseguentemente della criminalità, creando un grave problema di sicurezza per tutti. Ciò perché restringendo i casi per i quali è possibile dare la protezione (calpestando la costituzione e l’umanità degli esseri umani) tantissimi migranti non potranno regolarizzare il loro soggiorno in Italia, con la mostruosa aggravante che, contrariamente agli slogan demagogici del responsabile del Viminale, tutti i diniegati divenuti irregolari non potranno neanche essere rimpatriati forzatamente nei Paesi d’origine, in quanto attualmente l’Italia non ha accordi per il rimpatrio con i principali Paesi di provenienza dei richiedenti asilo, e senza accordi per il rimpatrio sarà impossibile espellerli, costringendo quindi un numero impressionante di essere umani a vivere come randagi sul territorio dello Stato, con annessi gravi problemi di sicurezza per italiani e stranieri […]

Effetti dello smantellamento del sistema pubblico di protezione
La fine del sistema unico di accoglienza e tutela per richiedenti asilo e titolari di protezione, che aveva avuto un sviluppo positivo soprattutto negli ultimi tre anni, rappresenta un danno enorme non solo per le persone che cesseranno di averne diritto, ma anche per le istituzioni e le comunità locali.

Grafiche Europasilo

Articoli

Il giudice e il decreto sicurezza: «Chiaro, ma incostituzionale»
Il Tribunale civile di Milano non consente l’iscrizione all’anagrafe dei richiedenti asilo: «Non si può far dire alla legge qualcosa che non dice, sostituendo il legislatore». Quelle norme vanno prese sul serio: specie se cozzano con i valori costituzionali

Decreto sicurezza bis: l’inutilità del male
Il decreto da convertire in legge si concentra sulle ong, che dall’inizio dell’anno hanno soccorso solo 248 migranti su quasi 4mila. Un’assurdità inutile, motivata solo dalla strumentalizzazione politica.


La protezione umanitaria non si cancella: titolare ammesso ufficialmente nello Sprar
Da ieri, 31 luglio, è diventato ufficiale: i titolari di protezione umanitaria che hanno presentato la domanda di asilo prima dell’entrata in vigore del cosiddetto decreto Salvini, ora legge dello Stato, possono entrare nello Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati in capo agli enti locali (SPRAR, trasformato e denominato SIPROIMI). Una lettera del  Servizio centrale, infatti, ha concretizzato la sentenza del 4 luglio del Tribunale amministrativo regionale di Brescia che sanciva l’accesso a questo sistema, da parte di un titolare di permesso di soggiorno per motivi umanitari che era stato allontanato dal centro dalla prefettura, come capitato a molti altri migranti. 


Tutto quello che c’è da sapere sul decreto sicurezza bis
Il cosiddetto decreto sicurezza bis cioè il decreto legge numero 53 su “disposizioni urgenti in materia di ordine e sicurezza pubblica”, entrato in vigore il 15 giugno, è arrivato in aula alla camera dei deputati il 22 luglio per essere tramutato in legge, dopo essere stato modificato dalla commissione affari costituzionali e giustizia.

La protezione umanitaria non si cancella: da Brescia un altro colpo al “decreto Salvini”
Il 4 luglio il Tar lombardo ha riconosciuto il diritto all’accoglienza nell’ex SPRAR a un titolare di permesso per motivi umanitari che aveva presentato la domanda di asilo prima dell’entrata in vigore del provvedimento governativo, il 5 ottobre 2018. Era stato allontanato dal centro dalla prefettura, come capitato ad altre decine di migliaia di persone. Ha fatto ricorso e ha vinto: la norma è inapplicabile.


Carola libera, dl sicurezza smontato: la doppia umiliazione di Salvini
Secondo la gip, “le direttive ministeriali sui porti chiusi e il divieto di ingresso in acque territoriali” previsto dal decreto sicurezza e per il quale le motovedette italiane hanno intimato l’alt alla Sea Watch fin dall’approssimarsi alle acque italiane non può essere applicat, in quanto una nave che soccorre migranti non può essere giudicata offensiva per la sicurezza nazionale e il comandante ha l’obbligo di portare in salvo le persone.


Il decreto sicurezza al vaglio della Consulta: primo giudizio costituzionale per il governo
Le Regioni lamentano che gli effetti del decreto sicurezza incidono su un’ampia sfera di loro competenze, in parte le compromettono, provocando la lesione di diritti fondamentali in materia sociale e sanitaria. Il tutto operato con un decreto legge blindato dalla fiducia, senza che esistessero i requisiti costituzionali di «straordinaria necessità e urgenza», essendo quella dell’immigrazione una «emergenza immaginaria».


Decreto sicurezza bis, il Consiglio d’Europa contro Salvini: “Preoccupati per vite umane”
Nuova bocciatura per il decreto sicurezza bis. Il provvedimento voluto dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini, desta la preoccupazione anche del commissario per i Diritti umani del Consiglio d’Europa, Dunja Mijatovic.

Ecco perchè il decreto sicurezza bis fa acqua da tutte le parti
Sul tema del trasporto dei migranti il governo ricorre a un decreto-legge basato su necessità e urgenza, quando in realtà c’è una oggettiva e duratura diminuzione degli sbarchi. Da inizio 2019 sono arrivati in Italia 2.144 stranieri, l’85% in meno rispetto al 2018.

Cosa prevede il decreto sicurezza bis
Nell’articolo 1 del decreto si stabilisce che il ministro dell’interno “può limitare o vietare l’ingresso il transito o la sosta di navi nel mare territoriale” per ragioni di ordine e sicurezza, ovvero quando si presuppone che sia stato violato il testo unico sull’immigrazione e in particolare si sia compiuto il reato di “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”.

11.6.2019 Varato il decreto sicurezza bis, frizioni su espatri e migranti irregolari
Dopo le revisioni, il decreto è di 18 articoli. Quelli relativi all’immigrazione sono in testa al provvedimento. L’iniziale “pretesa” del ministro Salvini, autore di circolari e direttive anti Ong, di negare in autonomia (ossia senza accordo con gli altri ministri competenti) l’ingresso nelle acque territoriali a determinate navi qualora violino «le leggi sull’immigrazione vigenti», potrà essere adottata solo «di concerto» coi ministeri della Difesa e dei Trasporti e sentito il presidente del Consiglio.

Via la protezione umanitaria a una ragazza incinta: benvenuti nell’Italia del decreto Salvini
25 anni, scampata alla tratta di prostituzione nigeriana, con una bambina di un anno e un figlio di cinque mesi in pancia. La richiesta di protezione umanitaria di E., nata l’1 Aprile 1994, in Nigeria, risale a prima dell’introduzione del decreto sicurezza voluto da Salvini ed è addirittura antecedente al ministro Marco Minniti. Ciò nonostante la giovane nigeriana, madre di due figli, si è vista revocare il diritto di protezione umanitaria e ha avuto l’obbligo di lasciare la struttura Cas in cui è ospitata, nella provincia di Matera.

Il Decreto Salvini ha già bruciato 5 mila posti di lavoro
Secondo la Cgil a fine anno gli esuberi potrebbero arrivare a 15 mila unità nel settore dell’accoglienza e dell’integrazione dei migranti. E gran parte sono italiani tra i 30 e 40 anni.

Tutte le critiche al decreto sicurezza bis
Questa prima bozza è stata modificata diverse volte, essendo una delle parti più controverse e giudicate in contrasto con diverse normative nazionali e internazionali. Nell’ultima bozza sparisce il riferimento alle multe, ma rimane una sanzione da diecimila e cinquantamila euro per chi trasgredisce il divieto di oltrepassare le acque territoriali italiane, con il rischio accessorio di confisca della nave.

Decreto Sicurezza Bis: ennesimo attacco ai diritti fondamentali
In una nota, l’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione esprime le proprie preoccupazioni sulle ipotesi di un nuovo intervento in materia di immigrazione. “Salvare vite in mare non dovrà mai essere considerato un crimine. Il diritto non può essere stravolto da esigenze elettorali”

Così la propaganda di Salvini creerà oltre 700mila irregolari entro il 2020
Dopo l’abolizione della protezione umanitaria contenuta nel decreto sicurezza la crescita è costante. Il ministro parla di 90 mila persone non in regola. Che fine hanno fatto i 500 mila citati nel contratto di governo?

Ventimiglia, al campo Caritas aumentano migranti espulsi da accoglienza: “Dopo decreto Salvini persone esasperate”
A pochi mesi dall’approvazione del decreto sicurezza di Matteo Salvini, la frontiera di Ventimiglia si dimostra ancora una volta perfetta cartina tornasole dei risultati delle politiche sull’immigrazione in Italia. 


I problemi della ‘sicurezza’: l’impatto psicologico e psicosociale della legge 132/2018
L’AIP ha tra i propri compiti l’analisi su base scientifica delle politiche pubbliche, dal punto di vista del ruolo dei fattori psicologici e psicosociali implicati. In ragione del suo ambito di competenza, l’AIP ha sviluppato un’analisi delle implicazioni psicologiche e psicosociali delle recenti disposizioni legislative in tema di immigrazione contenute nella Legge 132/2018 (conversione del cd. Decreto sicurezza).

Il decreto sicurezza ha già fatto aumentare gli immigrati irregolari
Secondo i suoi ideatori, il decreto sicurezza dovrebbe permettere una gestione migliore dell’immigrazione, impedendone il “business”. Per il momento però i dati dicono che non è così: da quando è entrata in vigore, una delle leggi maggiormente volute dal ministro dell’Interno Matteo Salvini ha visto aumentare il numero di stranieri irregolari di 40mila unità. Lo riporta l’Ispi, istituto di ricerca su temi internazionali che da tempo avvertiva sul rischio di uno scenario del genere.

Iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo. “Il decreto Salvini” ha sconfitto se stesso.
Con un’ordinanza del 18 marzo il Tribunale di Firenze ha messo un punto fermo sulla questione della presunta residenza “vietata” per legge agli asilanti, affermando invece l’inesistenza del divieto. Tolto ogni alibi ai Comuni che si oppongono al riconoscimento del diritto. “Il legislatore non è riuscito nel suo intento di allontanare i richiedenti dalla comunità”, spiega l’avvocato Daniela Consoli (ASGI). Ecco perché.

Il diritto di essere accolti nonostante il decreto Salvini
Le prefetture, contrariamente a quanto avvenuto dall’entrata in vigore del provvedimento del Governo, non possono negare l’accoglienza ai titolari della protezione umanitaria. Un’importante sentenza del TAR Basilicata “chiude il cerchio” sulla irretroattività della norma. Mentre il Viminale diffonde dati sballati sugli esiti delle domande di protezione.

Penalisti all’attacco: “DL Salvini insensato”
Il decreto Salvini contiene ”insensatezze” e norme ”che non hanno altro valore se non quello di dare rilevanza penale al fastidio per situazioni anche minime: il lavavetri o il parcheggiatore abusivo ”. A denunciarlo è Gian Domenico Caiazza, presidente dell’Unione camere penali, intervenendo al congresso di Magistratura democratica.

Migranti, a Parma fronte dei sindaci contro la prefettura e il decreto Salvini
I primi cittadini non intendono “riaprire la fase delle grandi concentrazioni in pochi luoghi e in pochi territori” il che significa di fatto “istituire enclave completamente estranee ad ogni logica di pacifica convivenza con la popolazione residente (non solo nell’intorno delle strutture). L’unico vantaggio di questa operazione “sarebbe quello per i profitti dei soggetti privati che lucrano sul business dei migranti”.

Protezione umanitaria e “decreto Salvini”: la sentenza della Cassazione spiegata bene
La Corte ha riconosciuto che l’abrogazione del permesso per motivi umanitari voluta dal governo riguarda solamente coloro che hanno fatto domanda di asilo dopo il 5 ottobre 2018, data di entrata in vigore del provvedimento. Gli effetti sulla pubblica amministrazione e sull’accoglienza. Intervista all’avvocato Livio Neri, socio di ASGI

Come il decreto Salvini sta affondando un’azienda di africani a Palermo
Il caso Come il decreto Salvini sta affondando un’azienda di africani a Palermo Un gruppo di richiedenti asilo ha creato un’impresa di successo. Producono giochi educativi ispirati dalla loro cultura. Dopo una lunghissima serie di riconoscimenti, rischiano di rimanere senza documenti. Per colpa del “decreto sicurezza”

Il Consiglio d’Europa boccia il decreto Salvini
A mettere nero su bianco una lunga serie di riserve sul decreto è stata la commissaria per i diritti umani Dunja Mijatovic il 31 gennaio scorso con una lettera al premier Giuseppe Conte in cui si esprimono i timori «sul diritto di accedere all’accoglienza e ai servizi essenziali, come la salute e l’istruzione, dei residenti con il permesso di protezione umanitaria e per le sconcertanti informazioni secondo cui un certo numero di persone sarebbe potenzialmente a rischio di diventare senzatetto».

Seicento psicoanalisti scrivono a Mattarella contro il Decreto sicurezza
Quelli di noi che operano a Bologna, Genova, Milano, Roma, Trieste, Gorizia, Venezia, Caserta hanno visto, dopo l’approvazione della legge, da un giorno all’altro, centinaia di migranti lasciati in strada senza protezione. Diventati fantasmi, privati di tutto, uomini e donne che restano esposti al pericoloso circuito vizioso alimentato dalla condizione di bisogno estremo, vulnerabili e inermi, assoggettabili a contesti delinquenziali che possono spingerli/costringerli verso comportamenti anti sociali.

Il decreto Sicurezza? Un regalo alle mafie (che Salvini dovrebbe combattere)
«Nel momento in cui in Itala si colpisce la buona accoglienza lasciando ampi margini di manovra alla cattiva accoglienza, oppure lasciando persone in mezzo alla strada, è inevitabile che il caporalato vada a nutrirsi di questa nuova sacca di povertà», spiega il sociologo Marco Omizzolo, massimo esperto del fenomeno e da poco nominato Cavaliere del Lavoro dal presidente della Repubblica proprio per il suo impegno a riguardo.


Il Piemonte ha fatto ricorso alla Corte Costituzionale contro il cosiddetto “decreto sicurezza”
Diversi amministratori locali di centrosinistra si sono opposti al decreto: alcuni sindaci si sono rifiutati di applicarlo nelle loro città, ma Chiamparino è il primo a presentare un ricorso alla Corte Costituzionale. Anche Sardegna e Toscana hanno iniziato una procedura analoga, e sembra che voglia farlo anche la Basilicata.


Decreto Sicurezza incostituzionale: Toscana presenta ricorso
La Toscana ha presentato ieri il ricorso alla Corte Costituzionale contro il decreto sicurezza. A motivare il ricorso, spiega una nota, il fatto che il decreto Salvini, poi convertito in legge, “ha cancellato il permesso di soggiorno per motivi umanitari con l’impossibilità di rinnovo per chi già ce l’aveva, ma ha anche vietato l’iscrizione all’anagrafe dei richiedenti asilo, oltre ad aver esteso il Daspo urbano a ospedali e presidi umanitari”.


Decreto Sicurezza: la regione Umbria ricorre alla Corte Costituzionale
La decisione era stata assunta dalla Giunta regionale a seguito della relazione dell’assessore regionale Antonio Bartolini nel corso della quale  era stato evidenziato come il decreto sicurezza – a giudizio dell’esecutivo di Palazzo Donini –  presentasse profili di palese incostituzionalità che impattano su tutte le più importanti materie di legislazione regionale quali la salute, l’assistenza sociale, il diritto allo studio, la formazione professionale e le politiche attive del lavoro, l’edilizia residenziale pubblica.  


Castelli: «Più clandestini con il decreto sicurezza»
Gli Sprar e le procedure di integrazione riuscivano a controllare e ad aiutare queste persone, ma una volta respinte definitivamente le loro richieste, dopo anni li condannava alla clandestinità». Ora però, secondo il magistrato, con l’introduzione del decreto sicurezza, la situazione è molto peggiore, perché l’abolizione degli Sprar in tutta la fase predecisoria vorrà semplicemente dire negare a decine di migliaia di persone i diritti fondamentali, ma anche sotto il profilo della sicurezza e del controllo del territorio, vorrà dire perdere contatto con decine di migliaia di persone che non avranno alcuna scelta diversa dalla clandestinità. E la clandestinità, non l’essere straniero, è criminogena».


Decreto sicurezza, cresce il fronte delle Regioni contro: con le Marche i ricorsi sono otto
Maretta pure tra i Comuni. Nel mirino, tra le altre, la disposizione per cui il permesso di soggiorno per richiesta di asilo non consente più l’iscrizione all’anagrafe, pur valendo come documento di riconoscimento. A Palermo, città dalla quale giorni fa è partita l’idea di avviare una forma di ‘disobbedienza’ alla legge sicurezza, si è iniziato a protocollare i certificati di iscrizione all’anagrafe, che saranno poi firmati personalmente dal sindaco Leoluca Orlando al fine di salvaguardare gli impiegati dell’Ufficio anagrafe.


Decreto sicurezza, ecco una “via d’uscita” per i sindaci che lo contestano
Due avvocate dell’Asgi hanno trovato il modo con cui i comuni possono continuare a rilasciare la carta d’identità ai richiedenti asilo: visto che il permesso di soggiorno non è più un documento valido per chiedere la residenza anagrafica, se ne possono presentare altri, come l’identificazione effettuata dalla Questura dopo lo sbarco.

La mappa che raccoglie tutti i comuni in cui i sindaci e/o le giunte si sono apertamente espressi contro il DL Salvini

Decreto sicurezza, a Milano e Bologna presto i ricorsi dei richiedenti asilo
Non solo sindaci e regioni: contro l’articolo 13 che toglie il diritto alla residenza sono in preparazione i ricorsi dell’Asgi. Intanto il Viminale spiega il perché della norma: “L’eccessivo numero di richiedenti asilo nelle strutture di accoglienza ha spesso determinato un sovraccarico di lavoro per gli uffici anagrafe” 

L’iscrizione anagrafica e l’accesso ai servizi territoriali dei richiedenti asilo ai tempi del salvinismo
L’apparente preclusione all’iscrizione anagrafica del richiedente protezione internazionale, derivante dalle modifiche introdotte dal dl 113/2018, può essere superata attraverso l’interpretazione sistematica delle norme ancora in vigore. In mancanza, sarà necessario il rinvio alla Corte costituzionale per violazione dell’art. 3 della Costituzione. Dalla Rubrica “Diritti senza confini”.
“Pasticcio tra norme vecchie e nuove, i primi cittadini non hanno torto”
Per Sabino Cassese le nuove norme “creano una specie di limbo per coloro che sono in attesa di protezione internazionale, ridefiniscono la distanza tra cittaino e non cittaino (ma immigrato regolare, con permesso di soggiorno). Sono, oltre che inumane, incivili, perchè mirano, in sostanza, ad escludere uomini e donne dai servizi “welfare”, che sono invece fondati sul principio di universalità, tanto è vero che la Corte costituzionale ha riconosciuto a tutti il diritto di usufruirne”.

Migranti. Contro il dl Salvini, Nardella lancia il modello Firenze
Un tavolo tra il Comune e il mondo del lavoro, i sindacati, il terzo settore e il volontariato “per affrontare ed azzerare gli effetti negativi” del decreto sicurezza, una “legge pericolosa e dannosa”. Il tutto restando saldamente dentro “l’alveo della legalità”. E’ la strada scelta dal sindaco Dario Nardella, illustrata nel corso del confronto di Palazzo Vecchio 

Palermo, Orlando sospende decreto sicurezza. Ecco come funziona la non applicazione
“Su alcuni temi, e tra questi il rispetto dei diritti umani – dice il sindaco Orlando – io ho una visione e una cultura diversa da quella del ministro dell’Interno, ma qui siamo di fronte a un problema non solo ideologico, ma giuridico. Non si possono togliere diritti a cittadini che sono in regola con la legge, solo per spacciare per ‘sicurezza’ un intervento che puzza molto di razziale”.

Le vere conseguenze drammatiche del taglio dei 35 euro all’accoglienza
Dopo aver studiato nel dettaglio i bandi di gara pubblicati da tutte le Prefetture italiane per l’apertura e la gestione dei Centri di Accoglienza Straordinaria, In Migrazione analizza nel dettaglio il nuovo schema di Capitolato per la gestione dei centri di accoglienza presentato ieri dal Ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Un provvedimento che di nuovo porta soltanto tagli pesanti a tutti i servizi alla persona, a partire da quelli per l’integrazione che letteralmente spariscono

Il decreto Salvini spiegato per slogan ai prefetti: ecco la circolare del Viminale
Il 18 dicembre il ministero dell’Interno ha inviato una nota “illustrativa” della legge in tema di immigrazione e sicurezza agli uffici territoriali chiamati ad applicarla. Ma quella che sarebbe dovuta essere una puntuale parafrasi della norma ha assunto invece forma e contenuto di un manifesto elettorale. “Un capolavoro per non dire niente”, secondo Gianfranco Schiavone

Decreto Salvini: c’è scritto “sicurezza”, ma si legge “pericolo”
Per capire la pericolosità del Decreto Sicurezza n.113 è necessario fare un lavoro di lettura olistica del presente e ricapitolare per la futura memoria lo scacchiere geopolitico di questi giorni in connessione alle principali scelte del governo giallo-verde italiano.


Decreto Salvini, un centinaio gli immigrati che rischiano di ritrovarsi in strada a Parma
L’allarme parte dall’assessora al Welfare Laura Rossi a margine della commissione consiliare che ha esaminato la mozione bipartisan (Effetto Parma, Pd, gruppo misto con Roberta Roberti) che impegna il sindaco Federico Pizzarotti e la Giunta comunale a lavorare nelle sedi opportune perché il provvedimento venga modificato.

Migranti, perchè il decreto Salvini fa aumentare gli irregolari
Una fra i primi risultati del’eliminazione della protezione umanitaria è che gli ex beneficiari stanno finendo, letteralmente, per strada. Le Prefetture di tutta italiana hanno infatti iniziato a comunicare ai gestori dei vari centri che gli – ex – titolari di protezione umanitaria dovranno abbandonare le strutture, «conseguente» alla cessazione dell’assistenza umanitaria che era stata loro riconosciuta.

Il decreto sicurezza, spiegato
Il punto principale del decreto è la cancellazione dei permessi di soggiorno umanitari, una delle tre forme di protezione che potevano essere accordate ai richiedenti asilo (insieme all’asilo politico vero e proprio e alla protezione sussidiaria).

Video

#spiegateciildecreto
A ridosso della discussione parlamentare del DL Salvini, Ass. Progetto Accoglienza Onlus ha pensato di chiedere ad esperti autorevoli in tema di migrazioni di spiegarci quali saranno le conseguenze effettive della sua approvazione.
Al di là dei tecnicismi giuridici, è stato chiesto che gli intervistati si addentrassero nel DL, sviscerando che cosa vi è nascosto, sia per quanto riguarda le previsioni di violazioni dei diritti, sia da un punto di vista dei costi e delle ricadute sociali sulla collettività.
Ed è così che nasce la campagna #spiegatecildecreto, brevi video interviste, realizzate in videoconferenza, che lanciamo sul web nella speranza che contribuiscano a fermare, o almeno modificare, questo decreto e per promuovere la manifestazione del 10 novembre a Roma.





Migranti. Via scuola e formazione: così si tagliano i 35 euro della diaria
Dove saranno tagliati i 35 euro al giorno per l’accoglienza dei richiedenti asilo? Eliminando i servizi per l’integrazione e l’inclusione sul territorio dei migranti. Per loro solo vitto, alloggio e assistenza sanitaria. Niente scuola di italiano, niente iniziative di vita sociale, niente attività di volontariato, niente avviamento o formazione al lavoro.

Commissione Anci approva emendamenti da presentare al governo sul decreto Sicurezza e Immigrazione
“E’, perciò fondamentale” aggiunge la Presidente Melini “riprendere i lavori del Tavolo nazionale che garantiscano un coordinato e costante confronto tra l’ANCI e il Governo; recepire gli emendamenti di ANCI che richiedono che sia obbligatorio il consenso dei Sindaci per l’apertura di nuove strutture di accoglienza sul proprio territorio; che si continui ad accogliere anche i richiedenti asilo vulnerabili e i nuclei familiari con minori all’interno dello SPRAR, perché diversamente diventerebbero un costo sociale ed economico per il solo Comune; infine chiediamo con urgenza che vengano sbloccate le graduatorie per l’aumento dei posti della rete SPRAR, necessari a convertire i centri di accoglienza straordinaria, dove ad oggi ci sono ancora 130.000 persone accolte, che sfuggono alla gestione amministrativa dei Comuni. La conclusione della fase emergenziale è la migliore occasione per abbandonare ogni strumento di carattere straordinario, a partire dai CAS. E’ quindi del tutto insensato fare esattamente il contrario. Questi sono i contenuti di tutti gli interventi degli amministratori intervenuti oggi in Commissione”. 

“Provvedimento pericoloso, aumenterà il disagio sociale”
Da martedì il provvedimento che porta il nome del ministro degli Interni Salvini è all’esame della Commissione Affari costituzionali del Senato e per il 25 ottobre potrebbe arrivare in aula per il voto.

Osservazioni UNHCR sul Decreto legge in materia di protezione internazionale e immigrazione, e sicurezza pubblica
l’UNHCR esprime preoccupazione per alcune norme del Decreto Legge che appaiono in potenziale contrasto con la normativa internazionale sui rifugiati e sui diritti umani, rischiando di indebolire il livello generale di tutela con particolare riferimento alle persone vulnerabili e con esigenze specifiche. L’Italia tradizionalmente ha riservato un ruolo centrale al rispetto dei diritti umani e alla Convenzione di Ginevra, riconoscendo il fondamentale obbligo morale e legale di venire in aiuto alle persone in fuga dalla guerra, dalla violenza e dalle persecuzioni, in uno spirito di solidarietà e umanità.

DL Salvini, in Italia un arcipelago Gulag
Intervista al magistrato Domenico Gallo: c’è il rischio che venga creato “un oscuro circuito concentrazionario”. Da Mattarella un via libera con molte condizioni: “I giudici dovranno tenerne conto. Il contenzioso esploderà”.

Migranti e protezione umanitaria: con Salvini molti regolari sarebbe clandestini
“Non c’è motivo per cui gli possano negare il permesso per lavoro, ha tutti i requisiti richiesti, è una persona pienamente integrata”, riassume l’avvocata Stojanova. Secondo la legale, se tre anni fa fosse stato in vigore il decreto Salvini, Salim “avrebbe provato a trovare altre strade, ma avrebbe potuto anche essere espulso”.

Le gravi preoccupazioni di Unicef Italia. Il decreto asilo mette a rischio i minori
Con l’abrogazione del permesso di soggiorno per motivi umanitari, molti di questi adolescenti saranno indotti a non domandare asilo in Italia e a tentare di continuare il loro viaggio verso altri Paesi europei in forme illegali, esponendosi al rischio di cadere vittime di sfruttamento, traffico di esseri umani e organizzazioni criminali.

Tutte le obiezioni al decreto Salvini
Il decreto Salvini su immigrazione e sicurezza approvato dal consiglio dei ministri il 24 settembre è stato molto criticato da esperti, giuristi e associazioni che ne hanno denunciato i punti più problematici. Ecco quali sono i nodi che potrebbero pesare anche nel dibattito parlamentare, quando le camere arriveranno a esaminare la norma, se il presidente della repubblica Sergio Mattarella darà il via libera. Mattarella potrebbe anche rimandare indietro il progetto di legge sollevando dei dubbi, in particolare sul ricorso allo strumento della decretazione di urgenza per regolare questa materia.

Nota giuridica sintetica ASGI
Sulla base del testo reso disponibile, anche in assenza di un articolato normativo certo e definitivo, l’ASGI ritiene di dovere sottolineare la pericolosità della situazione che deriverebbe dalla pubblicazione ed eventuale conversione in legge di un testo del genere. Ciò non solo per gli ampi profili di illegittimità propri della bozza di decreto, ma anche a causa della inopportunità di assumere scelte frettolose e fortemente ideologiche, avulse dalle necessità concrete del Paese e che generano gravi ricadute sociali.

Decreto Salvini, “sette motivi che rendono il provvedimento illegittimo”
L’Asgi analizza punto per punto il dl immigrazione e sicurezza: dal trattenimento alle norme sull’asilo fino alla cittadinanza: “Sottolineare la pericolosità della situazione che deriverebbe dalla pubblicazione ed eventuale conversione in legge di un testo del genere. Ampi profili di illegittimità”.

#Decreto(in)sicurezza (comunicato stampa dei missionari scalabriniani)
I missionari scalabriniani operanti in Europa e Africa sono preoccupati per quanto varato il 24 settembre 2018 con il decreto sicurezza dal Consiglio dei Ministri, noto anche come “decreto Salvini”, soprattutto per la congiunzione immotivata con il tema dell’immigrazione, in esso contenuto: unire i problemi della sicurezza interna dell’Italia, più ampi di quanto realmente generato dal fenomeno migratorio – si pensi solo alla criminalità organizzata o alla violenza imperante in molte periferie cittadine – appare la sintesi di una visione distorta.

Il decreto sicurezza immigrazione presenta o no problemi di costituzionalità?
Ma è possibile, da un punto di vista costituzionale, sospendere la domanda di asilo di un richiedente che non è ancora stato condannato in via definitiva ma solo in primo grado per determinati reati, e addirittura allontanarlo dal territorio nazionale?

Decreto Sicurezza: la stretta sui diritti che creerà nuove tensioni sociali
Il provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri il 24 settembre colpisce i richiedenti asilo e i titolari di protezione e smantella il modello diffuso di accoglienza. Per l’Asgi si tratta di “scelte frettolose e fortemente ideologiche, avulse dalle necessità concrete del Paese”. Ecco perché.

Intervista di Antonio De Caro, presidente ANCI
“Ci inquieta l’eliminazione del permesso umanitario. In assenza di rimpatri rischiamo solamente di aumentare il numero degli irregolari. L’altro problema è la chiusura dello Sprar”

Ecco perchè il Decreto Salvini è un Decreto Insicurezza
Daniela Di Capua, direttrice del Servizio Centrale dello Sprar dice al Ilfattoquotidiano.it: “Il decreto immigrazione abbassa i costi e quindi gli standard dei servizi di accoglienza. Il risparmio è apparente perché produrrà costi sociali a carico dei comuni e quindi dei cittadini. Un’accoglienza adeguata non va solo a vantaggio degli accolti ma anche dei territori, perché previene problemi d’integrazione, di marginalità sociale e anche di sicurezza”.

Effetto boomerang del Decreto Salvini
Il decreto sulla protezione dei rifugiati voluto da Salvini pone limiti rigidi alla protezione umanitaria. Tra il 2016 e il 2017 è stata concessa a quasi 40 mila persone, che ora rischiano di diventare irregolari. Alla faccia della lotta alla clandestinità.

Comunicato Stampa Centro Astalli Migranti: il decreto sicurezza che ci rende più insicuri
Il Centro Astalli esprime preoccupazione per gli effetti che le nuove misure introdotte dal Decreto varato oggi all’unanimità dal Consiglio dei Ministri potranno avere sulla vita dei migranti e sulla coesione sociale dell’intero Paese. L’unificazione del Decreto sicurezza e del Decreto immigrazione in un unico testo di legge ci pare fuorviante e sbagliata.
Ancora una volta si va a reiterare la nefasta equazione che assimila i problemi di sicurezza interna, come criminalità organizzata e terrorismo, al tema della gestione delle migrazioni e in particolare delle migrazioni forzate, che ben altro sforzo legislativo richiedono in termini di programmazione, gestione e integrazione dei migranti.

Decreto sicurezza. Le associazioni: “Così avremo tanti irregolari e molti ghetti”
C’è molta preoccupazione. C’è paura di nuovi ghetti, di stranieri considerati “diversi” e quindi persone di serie “B”. Si temono nuove tensioni sociali ma, soprattutto, si teme di cancellare con un colpo di spugna i diritti fondamentali degli stranieri. Società civile, terzo settore, enti ed associazioni impegnati da anni nell’accoglienza e nell’integrazione dello straniero non solo non nascondono i timori ma col decreto sicurezza e immigrazione varato dal Consiglio dei ministri si parla addirittura di elementi di incostituzionalità e illegittimi.

Il Decreto Sicurezza. Asilo, permessi umanitari, Sprar: ecco cosa cambia
Nei giorni scorsi, sui contenuti del provvedimento e sulla effettiva sussistenza dei requisiti di necessità e urgenza previsti dalla Costituzione per i decreti legge si erano addensati dubbi e perplessità non solo delle organizzazioni umanitarie e dell’Anci, ma anche degli uffici legislativi della presidenza della Repubblica.

Migranti, approvato il DL Salvini. Ecco tutti i nodi critici
Via la protezione umanitaria, sostituita da “permessi speciali”, tempi più lunghi e regole più stringenti per ottenere la cittadinanza (con possibilità di revoca), novità su accoglienza. Sono alcuni dei punti del decreto che fa discutere. Il ministro: “Si può migliorare”. Le associazioni: “Si creano più irregolari”

Cosa sappiamo del decreto “immigrazione e sicurezza”
Oggi il Consiglio dei ministri discuterà il cosiddetto “decreto immigrazione e sicurezza” che se approvato abolirà la cosiddetta “protezione umanitaria” e introdurrà altre restrizioni per gli stranieri che arrivano in Italia.

Oggi il decreto sicurezza. Salvini si smentisce sugli Sprar che vuole abolire
I centri Sprar «si pongono come ponte necessario all’inclusione e come punto di riferimento per le reti territoriali di sostegno, avviandosi, in tal modo, processi più solidi e più facili di integrazione». In essi viene «garantito ai richiedenti asilo un percorso qualificato, finalizzato alla conquista dell’autonomia individuale». Sono dunque «un modello che risponde all’esigenza di superare i centri di grandi dimensioni». E per questo i prefetti si sono attivati «per incentivare la graduale e progressiva adesione al progetto di diffusione di centri Sprar».
Lo scrive Matteo Salvini. È sua, infatti, la firma alla ‘Relazione sul funzionamento del Sistema di accoglienza predisposto al fine di fronteggiare le esigenze straordinarie connesse all’eccezionale afflusso di stranieri nel territorio nazionale’, inviata al Parlamento lo scorso 14 agosto.

L’appello. Galantino: no a misure «da ferro e fuoco»
No ad interventi «a ferro e fuoco», sì agli Sprar. Ieri monsignor Nunzio Galantino, presidente dell’Apsa e segretario Cei uscente, ha detto la sua sul decreto migranti, che arriverà domani al Consiglio dei ministri per l’approvazione: «Guardiamo negli occhi la storia delle persone e guardiamo la realtà italiana che non è così negativa da fare interventi da ferro e fuoco. C’è da capire cosa di bello hanno maturato gli italiani, con limiti, tra tanta confusione e lasciati soli da realtà internazionali come l’Europa ma guardiamo con realismo per smettere atteggiamenti curvaioli e da stadio che non ci fanno percepire il senso della realtà».

Decreto immigrazione: misure preoccupanti che segnano un passo indietro
“Questo decreto” sottolinea Fabiana Musicco, presidente dell’associazione che promuove l’accoglienza in famiglia di rifugiati e titolari di protezione “rappresenta un preoccupante passo indietro. Invece di potenziare il sistema di accoglienza diffusa gestito dagli enti locali, che ha favorito, in questi anni, reali processi di inclusione per richiedenti asilo e titolari di protezione, si sceglie di rafforzare la logica emergenziale dei grandi centri che, oltre a non garantire alcuna integrazione, genera spesso, a causa dei pochi controlli, abusi e malversazioni”.

Migranti e sicurezza: decreto lunedì in Cdm tra i dubbi di Colle e M5S
Allo stato di sicuro c’è solo che dai due decreti legge in materia di sicurezza ed immigrazione su cui da giorni il vicepremier Matteo Salvini tiene alta la pressione si passerà a uno. Anche se dal Viminale si negano modifiche alla sostanza dei provvedimenti i testi hanno subìto delle limature allo scopo di «rispondere pienamente ai requisiti di necessità e urgenza», questa la versione fatta trapelare. Tutti i segnali raccolti nelle ultime ore convergono tuttavia sul fatto che l’incoraggiamento ad andare «avanti spediti», pronunciato da Salvini al termine della riunione di governo a Palazzo Chigi, sta incontrando non poche resistenze all’interno della stessa maggioranza. 

Cosa prevede il decreto Salvini sull’immigrazione
L’abrogazione della protezione umanitaria per i richiedenti asilo e la riforma in senso restrittivo della cittadinanza sono i due principali provvedimenti contenuti nella proposta, visionata da Internazionale. La norma si comporrà di 15 articoli suddivisi in cinque capi: i primi tre saranno dedicati alle norme sull’immigrazione e la cittadinanza, il quarto riguarderà disposizioni in materia di giustizia, il quinto infine conterrà indicazioni finanziarie.

Il decreto immigrazione cancellerà lo Sprar, “sistema modello” di accoglienza
“lo Sprar – Spiega Gianfranco Schiavone (vicepresidente di ASGI) ha assicurato un ferreo controllo della spesa pubblica grazie a una struttura amministrativa centrale di coordinamento e all’applicazione del principio della rendicontazione in base alla quale non sono ammessi margini di guadagno per gli enti (associazioni e cooperative) che gestiscono i servizi loro affidati. Invece, da oltre un decennio,  il parallelo sistema di accoglienza a diretta gestione statale-prefettizia, salvo isolati casi virtuosi, sprofonda nel caos producendo un’accoglienza di bassa o persino bassissima qualità con costi elevati, scarsi controlli e profonde infiltrazioni della malavita organizzata che ha ben fiutato il potenziale business rappresentato dalla gestione delle grandi strutture (come caserme dismesse, ex aeroporti militari) al riparo dai fastidiosi controlli sulla spesa e sulla qualità presenti nello Sprar”.

Dl Salvini. Morcone (Cir): “Profili di incostituzionalità, va modificato”
“In un paese nel quale non esiste una via di ingresso legale per lavorare, non ha nessun senso impedire che quelli che lavorano e non hanno commesso reati non abbiano possibilità di emergere dall’irregolarità – spiega Morcone -. La strada dovrebbe essere diametralmente opposta a quella proposta nel dl Salvini: aprire dei  canale di ingresso legale e avere possibilità caso per caso per valutare situazione che possono essere accolte”.

Morcone: «Un testo incostituzionale così si creeranno cittadini di serie B»
“Se la protezione umanitaria venisse abolita ci priverebbe di uno strumento fondamentale, l’inclusione di chi si è comportato bene, ha trovato un posto di lavoro e conduce una vita normale partecipando allo sviluppo del Paese. In Europa la gestione è più flessibile. In Francia chi lavora e si reca con il datore allo sportello, ottiene il permesso temporaneo. E lo stesso avviene in Germania, dove la protezione umanitaria per chi la- vora vale sei mesi rinnovabili. Che interesse abbiamo ad abolirla in Italia nell’illusione – in buona o cattiva fede – di rimandare a casa migliaia di persone? Secondo noi, così si aumentano solo la marginalità e i con-flitti, favorendo percorsi di radicalizzazione. Si trasforma una situazione oggi gestibile in emergenza.”

Commissione Immigrazione Anci. Biffoni:”Il governo attivi un tavolo di confronto con le autonomie locali sui contenuti del decreto”
“Nel corso della riunione – dichiara Matteo Biffoni delegato Anci all’Immigrazione – è emersa forte e unanime preoccupazione per i contenuti dello schema di decreto, di cui si ritiene che non sia stata effettuata la necessaria valutazione in merito all’impatto immediato e di lungo periodo sui territori, anche in termini di ordine pubblico.

Lunedì il provvedimento del Cdm su protezione, Sprar e accoglienza dei rifugiati. Salvini: accetterò consigli, tutto è migliorabile.
dopo il possibile via libera del Cdm di lunedì, prima di andare in gazzetta ufficiale e diventare operative, le norme dovranno essere emanate dal presidente della Repubblica. Ed è immaginabile che gli esperti di legislazione del Quirinale vaglino con attenzione i contenuti dei due decreti, a partire dalla sussistenza dei requisiti di «necessità e urgenza» previsti dall’articolo 77 della Costituzione.

Lettera aperta al Presidente Mattarella
La lettera aperta al Presidente della Repubblica scritta da NAGA Milano, con il contributo di ASGI, e alla quale la nostra associazione ha aderito.
Tale lettera nasce a seguito dello schema di decreto-legge proposto dal Ministero dell’Interno “in materia di rilascio di permessi di soggiorno temporanei per esigenze di carattere umanitario nonché in materia di protezione internazionale, immigrazione e di cittadinanza”, recentemente reso noto dalla stampa.

“Salvini vuole sicurezza? Non smantelli lo SPRAR”
Matteo Biffoni, sindaco di Prato e referente dell’Anci, Associazione Nazionale Comuni Italiani) è convinto dell’efficacia dello SPRAR e ha toccato con mano quali sono i vantaggi di questa accoglienza diffusa gestita dai comuni e quali sono stati gli ottimi risultati ottenuti in fatto di integrazione a sicurezza.