DECRETO SALVINI

Ultimo aggiornamento: 11/10/2018

 

Documentazione

Schema DL 

Quadro sinottico

Nota di lettura ANCI 

Lettera al Presidente Mattarella 

Nota giuridica sintetica ASGI

Iniziative e materiali

Il decreto immigrazione toglierà diritti, fermiamolo! – DIRITTI, NON PRIVILEGI
Aumento dei contenziosi giudiziari, crescita della presenza di irregolari sul territorio italiano ed estensione della rete dei centri di accoglienza straordinaria, il sistema emergenziale che negli ultimi anni è stato più soggetto ad abusi. Saranno queste le conseguenze del decreto immigrazione presentato dal Governo che mira a stravolgere il diritto di asilo in Italia abrogando, di fatto, il riconoscimento umanitario e restringendo il sistema degli Sprar.

Cartolina generale Europasilo

Cartolina Tempi Europasilo

Articoli

Commissione Anci approva emendamenti da presentare al governo sul decreto Sicurezza e Immigrazione
“E’, perciò fondamentale” aggiunge la Presidente Melini “riprendere i lavori del Tavolo nazionale che garantiscano un coordinato e costante confronto tra l’ANCI e il Governo; recepire gli emendamenti di ANCI che richiedono che sia obbligatorio il consenso dei Sindaci per l’apertura di nuove strutture di accoglienza sul proprio territorio; che si continui ad accogliere anche i richiedenti asilo vulnerabili e i nuclei familiari con minori all’interno dello SPRAR, perché diversamente diventerebbero un costo sociale ed economico per il solo Comune; infine chiediamo con urgenza che vengano sbloccate le graduatorie per l’aumento dei posti della rete SPRAR, necessari a convertire i centri di accoglienza straordinaria, dove ad oggi ci sono ancora 130.000 persone accolte, che sfuggono alla gestione amministrativa dei Comuni. La conclusione della fase emergenziale è la migliore occasione per abbandonare ogni strumento di carattere straordinario, a partire dai CAS. E’ quindi del tutto insensato fare esattamente il contrario. Questi sono i contenuti di tutti gli interventi degli amministratori intervenuti oggi in Commissione”. 

“Provvedimento pericoloso, aumenterà il disagio sociale”
Da martedì il provvedimento che porta il nome del ministro degli Interni Salvini è all’esame della Commissione Affari costituzionali del Senato e per il 25 ottobre potrebbe arrivare in aula per il voto.

Osservazioni UNHCR sul Decreto legge in materia di protezione internazionale e immigrazione, e sicurezza pubblica
l’UNHCR esprime preoccupazione per alcune norme del Decreto Legge che appaiono in potenziale contrasto con la normativa internazionale sui rifugiati e sui diritti umani, rischiando di indebolire il livello generale di tutela con particolare riferimento alle persone vulnerabili e con esigenze specifiche. L’Italia tradizionalmente ha riservato un ruolo centrale al rispetto dei diritti umani e alla Convenzione di Ginevra, riconoscendo il fondamentale obbligo morale e legale di venire in aiuto alle persone in fuga dalla guerra, dalla violenza e dalle persecuzioni, in uno spirito di solidarietà e umanità.

DL Salvini, in Italia un arcipelago Gulag
Intervista al magistrato Domenico Gallo: c’è il rischio che venga creato “un oscuro circuito concentrazionario”. Da Mattarella un via libera con molte condizioni: “I giudici dovranno tenerne conto. Il contenzioso esploderà”.

Migranti e protezione umanitaria: con Salvini molti regolari sarebbe clandestini
“Non c’è motivo per cui gli possano negare il permesso per lavoro, ha tutti i requisiti richiesti, è una persona pienamente integrata”, riassume l’avvocata Stojanova. Secondo la legale, se tre anni fa fosse stato in vigore il decreto Salvini, Salim “avrebbe provato a trovare altre strade, ma avrebbe potuto anche essere espulso”.

Le gravi preoccupazioni di Unicef Italia. Il decreto asilo mette a rischio i minori
Con l’abrogazione del permesso di soggiorno per motivi umanitari, molti di questi adolescenti saranno indotti a non domandare asilo in Italia e a tentare di continuare il loro viaggio verso altri Paesi europei in forme illegali, esponendosi al rischio di cadere vittime di sfruttamento, traffico di esseri umani e organizzazioni criminali.

Tutte le obiezioni al decreto Salvini
Il decreto Salvini su immigrazione e sicurezza approvato dal consiglio dei ministri il 24 settembre è stato molto criticato da esperti, giuristi e associazioni che ne hanno denunciato i punti più problematici. Ecco quali sono i nodi che potrebbero pesare anche nel dibattito parlamentare, quando le camere arriveranno a esaminare la norma, se il presidente della repubblica Sergio Mattarella darà il via libera. Mattarella potrebbe anche rimandare indietro il progetto di legge sollevando dei dubbi, in particolare sul ricorso allo strumento della decretazione di urgenza per regolare questa materia.

Nota giuridica sintetica ASGI
Sulla base del testo reso disponibile, anche in assenza di un articolato normativo certo e definitivo, l’ASGI ritiene di dovere sottolineare la pericolosità della situazione che deriverebbe dalla pubblicazione ed eventuale conversione in legge di un testo del genere. Ciò non solo per gli ampi profili di illegittimità propri della bozza di decreto, ma anche a causa della inopportunità di assumere scelte frettolose e fortemente ideologiche, avulse dalle necessità concrete del Paese e che generano gravi ricadute sociali.

Decreto Salvini, “sette motivi che rendono il provvedimento illegittimo”
L’Asgi analizza punto per punto il dl immigrazione e sicurezza: dal trattenimento alle norme sull’asilo fino alla cittadinanza: “Sottolineare la pericolosità della situazione che deriverebbe dalla pubblicazione ed eventuale conversione in legge di un testo del genere. Ampi profili di illegittimità”.

#Decreto(in)sicurezza (comunicato stampa dei missionari scalabriniani)
I missionari scalabriniani operanti in Europa e Africa sono preoccupati per quanto varato il 24 settembre 2018 con il decreto sicurezza dal Consiglio dei Ministri, noto anche come “decreto Salvini”, soprattutto per la congiunzione immotivata con il tema dell’immigrazione, in esso contenuto: unire i problemi della sicurezza interna dell’Italia, più ampi di quanto realmente generato dal fenomeno migratorio – si pensi solo alla criminalità organizzata o alla violenza imperante in molte periferie cittadine – appare la sintesi di una visione distorta.

Il decreto sicurezza immigrazione presenta o no problemi di costituzionalità?
Ma è possibile, da un punto di vista costituzionale, sospendere la domanda di asilo di un richiedente che non è ancora stato condannato in via definitiva ma solo in primo grado per determinati reati, e addirittura allontanarlo dal territorio nazionale?

Decreto Sicurezza: la stretta sui diritti che creerà nuove tensioni sociali
Il provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri il 24 settembre colpisce i richiedenti asilo e i titolari di protezione e smantella il modello diffuso di accoglienza. Per l’Asgi si tratta di “scelte frettolose e fortemente ideologiche, avulse dalle necessità concrete del Paese”. Ecco perché.

Intervista di Antonio De Caro, presidente ANCI
“Ci inquieta l’eliminazione del permesso umanitario. In assenza di rimpatri rischiamo solamente di aumentare il numero degli irregolari. L’altro problema è la chiusura dello Sprar”

Ecco perchè il Decreto Salvini è un Decreto Insicurezza
Daniela Di Capua, direttrice del Servizio Centrale dello Sprar dice al Ilfattoquotidiano.it: “Il decreto immigrazione abbassa i costi e quindi gli standard dei servizi di accoglienza. Il risparmio è apparente perché produrrà costi sociali a carico dei comuni e quindi dei cittadini. Un’accoglienza adeguata non va solo a vantaggio degli accolti ma anche dei territori, perché previene problemi d’integrazione, di marginalità sociale e anche di sicurezza”.

Effetto boomerang del Decreto Salvini
Il decreto sulla protezione dei rifugiati voluto da Salvini pone limiti rigidi alla protezione umanitaria. Tra il 2016 e il 2017 è stata concessa a quasi 40 mila persone, che ora rischiano di diventare irregolari. Alla faccia della lotta alla clandestinità.

Comunicato Stampa Centro Astalli Migranti: il decreto sicurezza che ci rende più insicuri
Il Centro Astalli esprime preoccupazione per gli effetti che le nuove misure introdotte dal Decreto varato oggi all’unanimità dal Consiglio dei Ministri potranno avere sulla vita dei migranti e sulla coesione sociale dell’intero Paese. L’unificazione del Decreto sicurezza e del Decreto immigrazione in un unico testo di legge ci pare fuorviante e sbagliata.
Ancora una volta si va a reiterare la nefasta equazione che assimila i problemi di sicurezza interna, come criminalità organizzata e terrorismo, al tema della gestione delle migrazioni e in particolare delle migrazioni forzate, che ben altro sforzo legislativo richiedono in termini di programmazione, gestione e integrazione dei migranti.

Decreto sicurezza. Le associazioni: “Così avremo tanti irregolari e molti ghetti”
C’è molta preoccupazione. C’è paura di nuovi ghetti, di stranieri considerati “diversi” e quindi persone di serie “B”. Si temono nuove tensioni sociali ma, soprattutto, si teme di cancellare con un colpo di spugna i diritti fondamentali degli stranieri. Società civile, terzo settore, enti ed associazioni impegnati da anni nell’accoglienza e nell’integrazione dello straniero non solo non nascondono i timori ma col decreto sicurezza e immigrazione varato dal Consiglio dei ministri si parla addirittura di elementi di incostituzionalità e illegittimi.

Il Decreto Sicurezza. Asilo, permessi umanitari, Sprar: ecco cosa cambia
Nei giorni scorsi, sui contenuti del provvedimento e sulla effettiva sussistenza dei requisiti di necessità e urgenza previsti dalla Costituzione per i decreti legge si erano addensati dubbi e perplessità non solo delle organizzazioni umanitarie e dell’Anci, ma anche degli uffici legislativi della presidenza della Repubblica.

Migranti, approvato il DL Salvini. Ecco tutti i nodi critici
Via la protezione umanitaria, sostituita da “permessi speciali”, tempi più lunghi e regole più stringenti per ottenere la cittadinanza (con possibilità di revoca), novità su accoglienza. Sono alcuni dei punti del decreto che fa discutere. Il ministro: “Si può migliorare”. Le associazioni: “Si creano più irregolari”

Cosa sappiamo del decreto “immigrazione e sicurezza”
Oggi il Consiglio dei ministri discuterà il cosiddetto “decreto immigrazione e sicurezza” che se approvato abolirà la cosiddetta “protezione umanitaria” e introdurrà altre restrizioni per gli stranieri che arrivano in Italia.

Oggi il decreto sicurezza. Salvini si smentisce sugli Sprar che vuole abolire
I centri Sprar «si pongono come ponte necessario all’inclusione e come punto di riferimento per le reti territoriali di sostegno, avviandosi, in tal modo, processi più solidi e più facili di integrazione». In essi viene «garantito ai richiedenti asilo un percorso qualificato, finalizzato alla conquista dell’autonomia individuale». Sono dunque «un modello che risponde all’esigenza di superare i centri di grandi dimensioni». E per questo i prefetti si sono attivati «per incentivare la graduale e progressiva adesione al progetto di diffusione di centri Sprar».
Lo scrive Matteo Salvini. È sua, infatti, la firma alla ‘Relazione sul funzionamento del Sistema di accoglienza predisposto al fine di fronteggiare le esigenze straordinarie connesse all’eccezionale afflusso di stranieri nel territorio nazionale’, inviata al Parlamento lo scorso 14 agosto.

L’appello. Galantino: no a misure «da ferro e fuoco»
No ad interventi «a ferro e fuoco», sì agli Sprar. Ieri monsignor Nunzio Galantino, presidente dell’Apsa e segretario Cei uscente, ha detto la sua sul decreto migranti, che arriverà domani al Consiglio dei ministri per l’approvazione: «Guardiamo negli occhi la storia delle persone e guardiamo la realtà italiana che non è così negativa da fare interventi da ferro e fuoco. C’è da capire cosa di bello hanno maturato gli italiani, con limiti, tra tanta confusione e lasciati soli da realtà internazionali come l’Europa ma guardiamo con realismo per smettere atteggiamenti curvaioli e da stadio che non ci fanno percepire il senso della realtà».

Decreto immigrazione: misure preoccupanti che segnano un passo indietro
“Questo decreto” sottolinea Fabiana Musicco, presidente dell’associazione che promuove l’accoglienza in famiglia di rifugiati e titolari di protezione “rappresenta un preoccupante passo indietro. Invece di potenziare il sistema di accoglienza diffusa gestito dagli enti locali, che ha favorito, in questi anni, reali processi di inclusione per richiedenti asilo e titolari di protezione, si sceglie di rafforzare la logica emergenziale dei grandi centri che, oltre a non garantire alcuna integrazione, genera spesso, a causa dei pochi controlli, abusi e malversazioni”.

Migranti e sicurezza: decreto lunedì in Cdm tra i dubbi di Colle e M5S
Allo stato di sicuro c’è solo che dai due decreti legge in materia di sicurezza ed immigrazione su cui da giorni il vicepremier Matteo Salvini tiene alta la pressione si passerà a uno. Anche se dal Viminale si negano modifiche alla sostanza dei provvedimenti i testi hanno subìto delle limature allo scopo di «rispondere pienamente ai requisiti di necessità e urgenza», questa la versione fatta trapelare. Tutti i segnali raccolti nelle ultime ore convergono tuttavia sul fatto che l’incoraggiamento ad andare «avanti spediti», pronunciato da Salvini al termine della riunione di governo a Palazzo Chigi, sta incontrando non poche resistenze all’interno della stessa maggioranza. 

Cosa prevede il decreto Salvini sull’immigrazione
L’abrogazione della protezione umanitaria per i richiedenti asilo e la riforma in senso restrittivo della cittadinanza sono i due principali provvedimenti contenuti nella proposta, visionata da Internazionale. La norma si comporrà di 15 articoli suddivisi in cinque capi: i primi tre saranno dedicati alle norme sull’immigrazione e la cittadinanza, il quarto riguarderà disposizioni in materia di giustizia, il quinto infine conterrà indicazioni finanziarie.

Il decreto immigrazione cancellerà lo Sprar, “sistema modello” di accoglienza
“lo Sprar – Spiega Gianfranco Schiavone (vicepresidente di ASGI) ha assicurato un ferreo controllo della spesa pubblica grazie a una struttura amministrativa centrale di coordinamento e all’applicazione del principio della rendicontazione in base alla quale non sono ammessi margini di guadagno per gli enti (associazioni e cooperative) che gestiscono i servizi loro affidati. Invece, da oltre un decennio,  il parallelo sistema di accoglienza a diretta gestione statale-prefettizia, salvo isolati casi virtuosi, sprofonda nel caos producendo un’accoglienza di bassa o persino bassissima qualità con costi elevati, scarsi controlli e profonde infiltrazioni della malavita organizzata che ha ben fiutato il potenziale business rappresentato dalla gestione delle grandi strutture (come caserme dismesse, ex aeroporti militari) al riparo dai fastidiosi controlli sulla spesa e sulla qualità presenti nello Sprar”.

Dl Salvini. Morcone (Cir): “Profili di incostituzionalità, va modificato”
“In un paese nel quale non esiste una via di ingresso legale per lavorare, non ha nessun senso impedire che quelli che lavorano e non hanno commesso reati non abbiano possibilità di emergere dall’irregolarità – spiega Morcone -. La strada dovrebbe essere diametralmente opposta a quella proposta nel dl Salvini: aprire dei  canale di ingresso legale e avere possibilità caso per caso per valutare situazione che possono essere accolte”.

Morcone: «Un testo incostituzionale così si creeranno cittadini di serie B»
“Se la protezione umanitaria venisse abolita ci priverebbe di uno strumento fondamentale, l’inclusione di chi si è comportato bene, ha trovato un posto di lavoro e conduce una vita normale partecipando allo sviluppo del Paese. In Europa la gestione è più flessibile. In Francia chi lavora e si reca con il datore allo sportello, ottiene il permesso temporaneo. E lo stesso avviene in Germania, dove la protezione umanitaria per chi la- vora vale sei mesi rinnovabili. Che interesse abbiamo ad abolirla in Italia nell’illusione – in buona o cattiva fede – di rimandare a casa migliaia di persone? Secondo noi, così si aumentano solo la marginalità e i con-flitti, favorendo percorsi di radicalizzazione. Si trasforma una situazione oggi gestibile in emergenza.”

Commissione Immigrazione Anci. Biffoni:”Il governo attivi un tavolo di confronto con le autonomie locali sui contenuti del decreto”
“Nel corso della riunione – dichiara Matteo Biffoni delegato Anci all’Immigrazione – è emersa forte e unanime preoccupazione per i contenuti dello schema di decreto, di cui si ritiene che non sia stata effettuata la necessaria valutazione in merito all’impatto immediato e di lungo periodo sui territori, anche in termini di ordine pubblico.

Lunedì il provvedimento del Cdm su protezione, Sprar e accoglienza dei rifugiati. Salvini: accetterò consigli, tutto è migliorabile.
dopo il possibile via libera del Cdm di lunedì, prima di andare in gazzetta ufficiale e diventare operative, le norme dovranno essere emanate dal presidente della Repubblica. Ed è immaginabile che gli esperti di legislazione del Quirinale vaglino con attenzione i contenuti dei due decreti, a partire dalla sussistenza dei requisiti di «necessità e urgenza» previsti dall’articolo 77 della Costituzione.

Lettera aperta al Presidente Mattarella
La lettera aperta al Presidente della Repubblica scritta da NAGA Milano, con il contributo di ASGI, e alla quale la nostra associazione ha aderito.
Tale lettera nasce a seguito dello schema di decreto-legge proposto dal Ministero dell’Interno “in materia di rilascio di permessi di soggiorno temporanei per esigenze di carattere umanitario nonché in materia di protezione internazionale, immigrazione e di cittadinanza”, recentemente reso noto dalla stampa.

“Salvini vuole sicurezza? Non smantelli lo SPRAR”
Matteo Biffoni, sindaco di Prato e referente dell’Anci, Associazione Nazionale Comuni Italiani) è convinto dell’efficacia dello SPRAR e ha toccato con mano quali sono i vantaggi di questa accoglienza diffusa gestita dai comuni e quali sono stati gli ottimi risultati ottenuti in fatto di integrazione a sicurezza.