Dopo Macerata, contro il razzismo

I fatti di Macerata hanno colpito tutti in questi giorni, e in questo momento in cui il linguaggio comune sembra escludere proprio i diretti interessati, a noi sembra importante dare voce prima di tutto proprio a loro, i migranti.
Ringraziamo Mahama e gli studenti del BUDD CAMP per questa intervista fatta domenica, il giorno successivo all’attacco di Macerata.

“Saluto chiunque stia guardando questo video. Mi chiamo Mahama, sono un ingegnere navale, ho 35 anni e vengo dalla Costa d’Avorio.”

Razzismo
Noi siamo le prime vittime del razzismo. Sono nato in Africa, e mi fa male vedere come nel 2018 ci siano ancora persone incapaci di convivere con la comunità nera. Mi ferisce quando sull’autobus le persone si rifiutano di sedersi accanto a me, solo perchè sono nero.

É vero che noi non siamo nati in italia, ma se siamo giunti qui è perché dietro c’è un motivo. Alcune persone pensano che siamo venuti qui per rubare il lavoro agli italiani. A queste persone mi piacerebbe dire che si sbagliano. Al contrario: questa non è mai stata la nostra intenzione.
Siamo qui per ragioni più delicate, non economiche.

Ad esempio, nel mio caso, io sono qui per ragioni politiche e molti africani vivono la medesima situazione.
Alcuni hanno dovuto lasciare la propria terra a causa della guerra.
Questo è il motivo per cui sto facendo questo filmato, per condannare il razzismo. Senza entrare troppo nei dettagli, a quelle persone che odiano in base al colore della pelle, vorrei semplicemente dire – scusate il termine – che siete degli ignoranti, perché il colore della pelle non determina chi è migliore. Questo è tutto quello che volevo dire in relazione al razzismo.”

Educazione
Per migliorare la situazione, le associazioni che ci aiutano dovrebbero fare il possibile per migliorare l’educazione dei giovani migranti. Perchè solo l’educazione può aiutarci ad integrarci all’interno della società italiana. Quando un giovane riceve un rigetto al cospetto della Commissione, il rischio è che l’unico modo per sopravvivere sia per mezzo delle attività illegali. Attività che non danneggiano solo la persona coinvolta, ma anche gli italiani. Quando a un giovane viene rifiutata la possibilità di ricevere un documento, significa che non può più girare nel paese, spingendolo così verso l’illegalità, come la prostituzione e lo spaccio.”

Noi
Sono contento della visita di questi studenti che sono qui vicino a me nella ripresa del video. É stato davvero un piacere passare del tempo con loro, ognuno da una parte diversa del mondo discutendo, condividendo idee sentendosi accettato. Mi hanno fatto sentire parte di una famiglia, e questa è una sensazione che non provavo da molto tempo.”