Gussago: la nuova serra delle Scuole Medie Venturelli

“Senza di loro non sarebbe stato possibile, ci hanno dato una grandissima mano nel rifacimento del tetto: era bucato, l’hanno grattato, ripulito e ritinteggiato.”

A Gussago è Giacomina la prima ad accoglierci nel campo antistante le Scuole Medie Venturelli, un ambiente rigoglioso dove quest’anno è stata inaugurata la nuova serra, presentata con una veste più luminosa ed accogliente per l’utilizzo di numerosi strumenti.
Al momento dell’inaugurazione c’era il Sindaco Giovanni Coccoli ed con alcune classi prime e seconde. L’amministrazione aveva dato il via a questa rinnovata attività scolastica che con la competenza di alcuni professori è riuscita a coinvolgere i ragazzi in questo laboratorio.

Tra vasetti con sementi di piante carnivore e essenze varie, mangiatoie per uccelli e spaventapasseri era intervenuto anche il prof Vincenzo Ferraresi, “padre” di questa serra che più di 30 anni fa l’aveva realizzata.

 

Il lavoro di sistemazione è consistito nel rifacimento del tetto a cura di un genitore, nella verniciatura delle travi arrugginite, la sostituzione dei vetri rotti e la realizzazione di porta-attrezzi.
Attività eseguite da Idrissa e Ibraim del Malì, Erich del Camerun, Blessing della Nigeria e Jobes: richiedenti asilo inseriti nei progetti dell’associazione ADL a Zavidovici.
Una collaborazione iniziata più di un anno fa che li ha visti anche impegnati – al fianco degli stessi studenti – nelle attività della serra e dell’orto e nell’imbiancatura delle cabine elettriche, fino al ritinteggiamento delle ringhiere, come quella in Via Martiri della Libertà.

Circa un mese fa, Giacomina – anima del progetto e coordinatrice instancabile – ci ha presentato due docenti che hanno usufruito delle nuove funzionalità di questa serra per stimolare in maniera innovativa l’interesse degli alunni.

Prof. Giorgio Guindani (referente del progetto per la scuola)
“I beneficiari dell’associazione ADL a Zavidovici era già stati coinvolti un anno fa. Noi abbiamo accolto favorevolmente il fatto che partecipassero alle nostre attività. Hanno portato avanti i lavori più impegnativi dal punto di vista fisico.

Il progetto era già stato ideato da altri insegnanti, tra cui la professoressa Baresi. Quest’anno abbiamo deciso di dare una piccola svolta: senza nessun tipo di fondo, ma cercando la collaborazione di alcune persone, è stato possibile sistemare il tetto. Avevamo bisogno di un ambiente che permettesse di allevare le piante carnivori e insettivore.
Un amico ce le ha regalate e ci ha insegnato a moltiplicarle per via radicale: in questo modo da ogni vasetto ne abbiamo ricavate 4 o 5. Quattro specie diverse, funzionali all’interesse scientifico di tipo evoluzionistico: ovvero cercare di capire come mai nel corso del tempo queste piante si siano trasformate in mangiatrici di insetti. Siccome se n’è occupato anche Charles Darwin, abbiamo ritenuto che l’esempio pratico potesse essere estremamente interessante per i nostri alunni.

Inoltre, la serra è anche il luogo da cui si possono iniziare le semine in maniera precoce, in periodi estremamente freddi. Quest’anno abbiamo seminato al suo interno piselli, fave e solo in seguito le abbiamo messe a terra quando le condizioni climatiche sono migliorate.
L’orto tuttavia è ancora in fase sperimentale, ma l’obiettivo ideale per l’anno prossimo sarebbe cercare di creare una sezione di piante medicinali, sia per un interesse storico, sia per la comprensione delle proprietà chimiche: infatti solitamente al primo anno si studiano gli organismi, mentre al secondo si comincia lo studio del corpo umano. Si tocca quindi il discorso della salute e dei principi alimentari, e disporre di queste piante ci permetterebbe di far comprendere al meglio che ogni verdura, ogni specie vegetale, fornisce un apporto vitaminico differente e specifico.”

 

Francesco Tortorici, docente di Matematica e Scienze
La serra ha una duplice funzione: ci permette di coltivare piante carnivore e di fungere da nursery per le piante da seme. Ad esempio, qui vengono seminati i pomodori che poi – solamente quando hanno raggiunto una certa dimensione – vengono trasferiti sul campo.

L’orto è diviso in due parti. Un lato per le piante leguminose (prevalentemente piselli), l’altro per piante più “sfruttatrici” come cipolla e aglio.

I richiedenti asilo coinvolti nel progetto sono stati fondamentali: ci sono infatti alcune attività che noi insegnanti non possiamo gestire e non possiamo assegnare agli alunni. La ristrutturazione della serra è stata possibile grazie alla loro presenza coordinata da un genitore degli alunni.Qui sono stati coinvolti nelle attività almeno una volta a settimana, il loro apporto è stato importante anche per motivi di tempistica: le condizioni meteorologiche non permettono di calendarizzare molte azioni, e una risposta immediata è quindi sempre necessaria.

Il tetto era bucato ed è stato completamente risistemato: Idrissa, Ibraim, Erich, Blessing e Jobes hanno aggiunto delle grondaie per la raccolta dell’acqua piovana e si è trattato di un intervento provvidenziale a nostro scopo didattico. Le piante carnivore infatti non possono essere irrigate con l’acqua del rubinetto a causa dell’alto contenuto di cloro. Per questo motivo, da quando la serra è stata rinnovata, è possibile ricorrere all’acqua piovana immagazzinata all’interno della cisterna.

Questo progetto non ha solo arricchito gli studenti, ma ha incrementato il livello d’intesa e di organizzazione di noi insegnanti, ed è stato possibile grazie alla presenza e alla disponibilità di Giacomina.

 

Si ringrazia la disponibilità di Giancarlo e Giacomina, volontari imprescindibili per il coordinamento delle attività.