Ho visto il sole a Sarajevo

  

Si è svolto presso il Centro Saveriano di Brescia l’incontro che ha visto Agostino Zanotti dialogare con Lorenza Auguadra per la presentazione di “Ho visto sorgere il sole a Sarajevo” Un racconto lungo o un diario di viaggio o, più ancora, un racconto costruito sul taccuino di viaggio dell’autrice, ripreso al rientro in Italia, tenuto per anni nel cassetto della memoria e del distacco emotivo, nell’incapacità di riuscire a narrare quanto visto, scrutando e ascoltando gli sguardi di chi quel conflitto l’ha subito.

Partenza, arrivo a Sarajevo, per approfondire il concetto di pace e della nonviolenza. Nella capitale bosniaca il confronto con quanto ha prodotto il conflitto bellico, l’assedio: il vissuto dei sarajeviti dal 1992 al 1995, che ha lasciato morti, e fra i sopravvissuti corpi mutilati, menti devastate, orfani, famiglie spezzate, donne violentate.
Più delle persone i protagonisti sono gli incontri stessi, che conducono l’io narrante, l’autrice, in un viaggio, che si rivelerà essere un processo di rivisitazione delle proprie certezze e priorità raggiunte e fin lì ritenute tali. Un viaggio in cui il lettore, da semplice spettatore, non potrà fare a meno di lasciarsi coinvolgere e trasportare.
La pubblicazione, che avviene in occasione del ventennale della fine della guerra in Bosnia Erzegovina, è dedicata al canzese Gabriele Moreno Locatelli, pacifista assassinato nella capitale bosniaca il 3 ottobre 1993, durante una manifestazione contro la guerra.

Lorenza Auguadra

Nel 2002 ho scelto di seguire un percorso organizzato dal Coordinamento Comasco per la Pace insieme ad una serie di associazioni tra cui “Sprofondo”, l’associazione di Don Renzo Scapolo, con cui poi sono andata a Sarajevo. Questo percorso metteva al centro l’accoglienza e le diversità: come creare dei ponti e non innalzare dei muri. La naturale prosecuzione è stata quella di scegliere Sarajevo come luogo in cui prendere parte a delle attività sul campo. Una città nel cuore dell’Europa, dall’altra parte dell’Adriatico, dove tra il 1991 e il 1995 degli uomini come noi compivano atrocità inenarrabili. Questo diario di viaggio, riposto nel cassetto per alcuni anni, riprende le memorie che avevo vissuto in quei giorni a Sarajevo. Nel mio piccolo volevo provare a condividere questa esperienza, e l’occasione è avvenuta nel 2015 in occasione del ventennale della fine della guerra in Bosnia. Cosa era cambiato rispetto al mio viaggio nel 2003?

Agostino Zanotti

“Ciò che unisce questo libro a Brescia e alla sua esperienza di solidarietà civile e ingerenza umanitaria è sicuramente la figura di Gabriele Moreno Locatelli, cui l’autrice ha dedicato questo libro, e la sua esperienza di vita terminata sul ponte Vrbanja il 3 ottobre 1993. Per un senso di solidarietà umana contro l’indifferenza di quel momento storico, Locatelli va a Sarajevo dove viene ucciso da un proiettile di artiglieria pesante durante un’azione simbolica di pace. A ricordarlo, uno scritto.”

“Vi prego
gridate
che qui la gente muore
di granate
di snajper (cecchini)
di malattie
ma anche
di paura
di angoscia
di disperazione
perché non c’è pace
non c’è pane
e l’inverno arriva
e nessuno crede
che non li abbiamo dimenticati.
Vi prego
gridate.”