Gabriele Del Grande è libero!


Lunedì 10 aprile Gabriele Del Grande, giornalista e documentarista (autore tra gli altri di Io Sto con la Sposa), è stato fermato in Turchia durante un controllo di polizia al confine con la Siria, nella provincia sudorientale di Hatay. Da allora, Del Grande, che il 19 maggio compirrà 35 anni, è in stato di fermo.

Lunedì 24 aprile: Ultimi aggiornamenti

Gabriele Del Grande è libero e sta rientrando in Italia! (Ansa)

Gabriele Del Grande è libero. Il reporter, regista e blogger di Lucca, di 34 anni, il 9 aprile scorso era stato fermato al confine con la Siria, dove stava facendo alcune interviste, e poi trattenuto in un centro di detenzione amministrativa in Turchia. Del Grande era giunto nel Paese il 7 aprile.

“Gabriele Del Grande è libero (VIDEO). Gli ho parlato adesso sta tornando in Italia. Ho avuto la gioia di avvisare i suoi familiari. Lo aspettiamo”. Lo ha scritto questa mattina il ministro degli Esteri Angelino Alfano in un tweet. “Questa notte il collega ministro degli Esteri Mevlut Cavusoglu mi ha comunicato la decisione. Lo ringrazio”, ha dichiarato il ministro degli Esteri. 
La notte e’ passata al lavoro, e’ stato un lavoro in realtà silenzioso in questi giorni, comunque e’ andata bene, sono molto soddisfatto di questo”: lo ha detto a Rai News 24 Alfano commentando la liberazione di Del Grande. “Sono davvero soddisfatto del lavoro che e’ stato fatto da tutti e del fatto che Gabriele torni ad essere un uomo libero”.

 

Giovedì 20 aprile:

Del Grande, il ministro Alfano al governo turco: “Liberatelo subito”

Turchia, forse domani visita consolare a Del Grande. La famiglia: “Il suo è grido d’aiuto disperato”

Gabriele Del Grande incontrerà alcuni rappresentanti diplomatici italiani

Manifestazione per il regista Gabriele Del Grande

Pagina Facebook di Io Sto Con La Sposa

Aggiornamento al  18/04:

Gabriele Del Grande al telefono dalla Turchia: «Sto bene, ma da stasera inizio lo sciopero della fame»

Il giornalista italiano fermato al confine con la Siria e trattenuto in un centro di detenzione amministrativa ha chiamato la compagna e alcuni amici

«Sto bene, non mi è stato torto un capello ma non posso telefonare, hanno sequestrato il mio cellulare e le mie cose, sebbene non mi venga contestato nessun reato». Lo ha detto al telefono Gabriele Del Grande, il giornalista italiano fermato in Turchia durante un controllo dalle autorità al confine con la Siria e trattenuto da alcuni giorni in un centro di detenzione amministrativa, riuscendo a chiamare in Italia dal telefono del Centro dove è detenuto. Mentre telefonava ha raccontato di essere circondato da quattro poliziotti.

«Invito tutti a mobilitarsi»

«Da stasera inizio lo sciopero della fame e invito tutti a mobilitarsi per chiedere che vengano rispettati i miei diritti» ha aggiunto Del Grande chiamando la sua compagna e alcuni amici. «I miei documenti sono in regola, ma non mi è permesso nominare un avvocato, né mi è dato sapere quando finirà questo fermo – ha aggiunto nella telefonata -. La ragione del fermo è legata al contenuto del mio lavoro. Ho subito interrogatori al riguardo. Ho potuto telefonare solo dopo giorni di protesta».

Aggiornamento al 14/04:

Contrariamente a quanto comunicato negli scorsi giorni il giornalista e documentarista italiano Gabriele Del Grande, fermato lunedì scorso in Turchia nella provincia di Hatay, vicino al confine con la Siria, è ancora trattenuto dalle autorità turche in un luogo non conosciuto. I colleghi e amici di Del Grande che si trovano in Turchia ritengono difficile che Del Grande possa essere liberato nelle prossime ore. Secondo quanto si apprende da fonti diplomatiche ad Ankara, l’espulsione pare essere al momento l’unico provvedimento che il 34enne rischia, mentre nella vicenda è impegnato in particolare il console di Smirne, Luigi Iannuzzi. Proprio fonti diplomatiche della città sul mar Egeo avevano comunicato nei giorni scorsi che il reporter sta bene e si trovava ad Hatay. Le fonti hanno precisato tuttavia che il provvedimento amministrativo non è ancora stato emesso, quindi al momento non è possibile sapere con certezza se sarà prevista soltanto l’espulsione. Negli ambienti diplomatici non è chiaro quale sia il motivo preciso del fermo. Nella zona in cui il giornalista è stato fermato i controlli sono ormai estremamente rigidi. Mentre un po’ di tempo fa, spiegano le fonti, bastava esibire una tessera stampa, ora per i giornalisti è necessario chiedere ulteriori autorizzazioni alle autorità locali. Non è noto, affermano ancora, se Del Grande ne fosse o meno in possesso, mentre la zona è fortemente sconsigliata dall’unità di crisi della Farnesina. In Turchia, sottolineano, “c’è uno stato d’emergenza con disposizioni di ordine pubblico che vengono applicate in modo rigoroso in tutto il Paese, e con maggior rigore in aree di confine”, ed è quindi possibile che “le autorità abbiano ritenuto che ci fossero gli estremi per un fermo”. Del Grande, toscano, 34enne, da anni è impegnato sul tema delle migrazioni. Fondatore del blog Fortress Europe, che dal 2006 racconta il Mediterraneo e le vittime dei confini, è fra i tre registi di ‘Io sto con la sposa’, documentario del 2014 finanziato dal basso che racconta il viaggio di cinque profughi siriani e palestinesi per raggiungere la Svezia dall’Italia. Del Grande era partito pochi giorni fa per la Turchia, per raccogliere materiale per il suo nuovo libro ‘Un partigiano mi disse’, che sta realizzando grazie al crowdfunding. L’idea, spiega lui stesso sul sito della raccolta fondi, è quella di “guerra in Siria e nascita dell’Isis raccontate attraverso l’epica della gente comune in un intreccio di geopolitica e storytelling”. Su Facebook, l’8 aprile il documentarista aveva fatto sapere di essere “di nuovo in viaggio, Istanbul, sulle tracce di una nuova storia per il libro”, mentre il 5 aprile aveva scritto: “Il giornalismo dovrebbe denunciare i crimini di guerra. Di tutti. Per farlo però c’è bisogno che ai corrispondenti di guerra siano garantiti l’ingresso sicuro e l’indipendenza del loro lavoro”.

 

Fonti: Repubblica, Redattore Sociale, Rai News, Corriere della Sera, Ansa.