Jovan Divjak, il generale dei bambini. L’incontro al Liceo Calini

Jovan Divjak, il generale serbo che difese la città della Bosnia durante l’assedio sarà ospite a Brescia presso il Liceo Calini, lunedì 4 dicembre. Tra il 1991 e il 1993 lasciò la Jugoslav People Army e si unì alla Territorial Defence Force of the Republic of Bosnia and Hercegovina, diventandone comandante.


Divjak, il generale dei bambini (di Andrea Oskar Rossini)
“Io ero un bambino dopo la Seconda Guerra Mondiale, ricorda Divjak. I profughi, i problemi che c’erano in Vojvodina, mi erano rimasti nella mente. Durante quest’ultima guerra ho capito che dopo ci sarebbero stati altrettanti problemi, invalidi, orfani, e che bisognava fare qualcosa anzitutto per i bambini. Abbiamo cominciato a raccogliere fondi per borse di studio, creando questa associazione. Aiutiamo bambini delle scuole primarie, delle secondarie e ragazzi che vanno all’università. Inoltre aiutiamo gli invalidi e i ragazzi che mostrano particolari eccellenze. Quando possibile, creiamo partenariati con altre associazioni in Europa per scambi di giovani e di esperienze, abbiamo creato una grande famiglia.”

Jovan Divjak:”La mia Sarajevo” (di Gigi Riva)
“Jovan, serbo per nascita e cosmopolita per identità autocertificata, era un ufficiale dell’esercito jugoslavo quando la Storia lo mise davanti a un dilemma: seguire i suoi connazionali avendone in cambio onori e gloria; oppure difendere la popolazione civile di Sarajevo da un’aggressione che si trasformò nell’urbicidio della città. Non esitò a scegliere la seconda vita.”

Jovan Divjak è un uomo libero (Il Post)
Divenne il secondo ufficiale per importanza dell’esercito bosniaco, e uno dei principali eroi della resistenza di Sarajevo bombardata e assediata dall’esercito serbo e dalle milizie del criminale di guerra Radovan Karadzic

“Ho difeso Sarajevo dall’assedio. Ora voglio la Bosnia-Erzegovina nell’Ue” (Limes)
I filosofi di entrambi i grandi nazionalismi non hanno mai accettato che vi fossero i bosniacchi, ma solo i serbi e i croati. Hanno sempre ritenuto che i musulmani di Bosnia fossero originari di una delle due grandi “famiglie” balcaniche. Ma ciò ovviamente non è vero, è solo una posizione strumentale. Tant’è vero che noi abbiamo oggi tre lingue (quella bosniaca, quella serba e quella croata) praticamente uguali fra di loro, ma che chiamiamo in tre modi diversi.