La tradizione dell’albero Kaki come simbolo di pace

E’ così che l’albero reduce di guerra si mette in cammino, fra le braccia di Ebinuma che passa il testimone ai bimbi di Nagasaki. La missione che affida loro è importante, i piccoli lo capiscono, prendendo in consegna i semi e diventando coltivatori di pace. Nell’agosto 1995, cinquanta anni esatti dopo lo sterminio di Nagasaki, grazie al contributo dell’artista Tatsuo Miyajima, nacque l’idea di “Revive time”
(il progetto dell’albero del kaki)

Domani nella consueta marcia della pace di Collebeato una parte fondamentale verrà dedicata al luogo simbolico dove venne piantato un albero Kaki. Ma qual’è la storia che si cela dietro questo gesto?

(Dal lavoro del Consiglio Comunale dei Ragazzi di Roncadelle)

La storia dell’albero sopravvissuto all’esplosione atomica di Nagasaki.
L’avvenimento qui descritto si riferisce al periodo della seconda guerra mondiale,una guerra che provocò 40 milioni di morti.
La guerra si combattè dal 1939 al 1945.
I protagonisti di questa storia sono un grande aereo e una piccola pianta di cachi.

La storia è ambientata in Giappone, precisamente nella città di Nagasaki.

Il pilota di questo grande aereo aveva il compito di sganciare una bomba molto potente sulla città.
La bomba si chiamava Fat Man che significa “uomo grasso”.

Quel giorno era il 9 agosto del 1945 .
La guerra durava oramai da sei anni

L’aereo era molto grande perché doveva trasportare una bomba di enorme potenza.

Giunto sulla città, alle ore 11,02 il pilota diede l’ordine di sganciare la bomba.

Lo scoppio della bomba fu tremendo:provocò una densa nube di polvere e gas…
La nuvola raggiunse l’altezza di 18 kilometri! Sembrava un fungo,enorme…


Quando la nuvola si diradò, ecco che cosa vide il pilota!

Lo scoppio della bomba provocò la completa distruzione della città.Ci furono moltissimi morti: 40 mila. Tra le vittime ci furono miglia di bambini e bambine innocenti. Altre 40 mila persone morirono nei mesi seguenti a causa delle ferite riportate


Sembrava che la bomba avesse distrutto qualunque forma di vita…
…Guardando bene, però, il pilota si accorse che , tra le macerie, era rimasto in vita un albero…


Il botanico giapponese Masayuki Ebinuma curò amorevolmente quel caco ferito, perché avrebbe dovuto rappresentare un simbolo di pace e speranza: la vita che riprende dopo la guerra.
Come prima cosa collocò un sostegno perché l’albero non cadesse.

Da quel momento dedicò la sua vita a far conoscere la storia di questo caco. Dai suoi semi,poi, fece nascere tante altre piante.
Ai bambini che andavano a trovarlo consegnava dei semi che provenivano dalla pianta curata da lui.


I semi delle piante “figlie” di quell’albero, vengono oggi distribuiti in tutto il Mondo per diffondere messaggi di pace e di speranza.

Questo albero è così diventato un simbolo per tutti, il simbolo della pace.
I suoi frutti possono essere considerati i gesti di pace che si compiono ogni giorno nel Mondo.

L’albero Kaki… A Roncadelle, dal 2012 ad oggi.