Popoli In Movimento. La mostra di Francesco Malavolta in esposizione a Brescia

“Nei suoi scatti troviamo un’umanità dolente che continua a lottare senza soccombere alle ingiuste umiliazioni cui viene esposta, una umanità caparbia che un passo alla volta guadagna centimetri di libertà.”

Il Progetto Sprar (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) del Comune di Brescia “Brescia Articolo 2” promuove la mostra fotografica Popoli in Movimento di Francesco Malavolta.
La mostra è attualmente esposta presso l’atrio del Palazzo Comunale di P.le Repubblica 1, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 12.30 e dalle 14 alle 15.30. Le fotografie rimarranno in esposizione fino al 31.08.2018.

CHI È FRANCESCO MALAVOLTA

Francesco Malavolta è un fotogiornalista impegnato da vent’anni nella documentazione dei flussi migratori che interessano il nostro continente. Le foto esposte qui a Brescia, rappresentano una sintesi degli ultimi cinque anni di lavoro che sono stati segnati da un intensificarsi senza precedenti delle migrazioni stesse. Un lavoro svolto in un contesto spazio-temporale in costante mutamento che lo ha portato a viaggiare dallo Stretto di Gibilterra e le enclave di Ceuta e Melilla a Lampedusa, dalla Grecia e le sue isole alla Turchia fino alla cosiddetta “rotta balcanica”. Proprio quest’ultima è stata ampiamente documentata fra il 2015 e il 2016 quando più volte si è spostato fra Serbia, Fyrom Macedonia e Ungheria unendosi agli stessi migranti in alcuni tratti del loro cammino. Collabora da anni con la Comunità Europea, in particolare con l’Agenzia FRONTEX, l’Agenzia di stampa internazionale Associated Press., nonché organizzazioni internazionali quali UNHCR e OIM.

Al centro del suo lavoro ci sono quei popoli in movimento che segue a partire dall’esodo degli albanesi in fuga durante gli anni ‘90 testimoniando così quello che va considerato un tratto peculiare della natura umana: la migrazione, il movimento, lo spostamento. L’umanità infatti è da sempre in movimento e questo movimento assume tratti tanto più drammatici quanto più si cerca di ostacolarlo, ripiegando su paure e posizioni illogiche e anacronistiche.

Francesco Malavolta reca testimonianza non solo delle migrazioni in sé, ma anche del loro evolversi con una peculiare attenzione verso i loro protagonisti. Ogni scatto, un racconto. Ogni racconto, una storia. Ogni storia, un tentativo di salvare la peculiarità della Vita ritratta sfuggendo alla logica spersonalizzante che presenta le migrazioni come “fenomeni idraulici” e anonimi. Le sue foto testimoniano inoltre la tenace determinazione di questi viaggiatori per necessità che abbandonano la propria vita e il proprio paese nella speranza di salvarsi e costruire una vita più degna. Nei suoi scatti troviamo quindi una umanità dolente che continua a lottare senza soccombere alle ingiuste umiliazioni cui viene esposta, una umanità caparbia che un passo alla volta guadagna centimetri di libertà.