Richiedenti Protezione Internazionale in relazione all’orientamento sessuale e all’identità di genere

Alcuni momenti dell’evento di venerdì scorso (Richiedenti Protezione Internazionale in relazione all’orientamento sessuale e all’identità di genere) organizzato congiuntamente con il Comune di Brescia, l’associazione K-Pax, la Cooperativa Tempo Libero e Asilo in Europa  con l’approvazione dal Servizio Centrale dello SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati), nell’ambito del Brescia Pride.

L’introduzione di Agostino Zanotti e i saluti del comitato organizzatore del Brescia Pride. L’invito alla cittadinanza è per il corteo finale del 17 giugno.  Nel frattempo gli appuntamenti continuano (qui per il calendario).

L’intervento di Benedetta Gigante (Asilo in Europa) ha affrontato la situazione di Afghanistan, Pakistan, e Gambia, paesi a maggioranza musulmana e fortemente omofobi. In Afghanistan l’omosessualità è considerata un reato punibile penalmente con “lunga detenzione” e la legge non punisce le discriminazioni basate su orientamento sessuale o identità di genere. Per quanto riguarda il Gambia, l’omosessualità è un reato e dal 2014 la legge ha introdotto delle aggravanti per chi lo commette, che può essere punito con la pena maggiore, l’ergastolo. In Pakistan viene perseguito chi ha relazioni con persone dello stesso sesso, la comunità LGBT subisce minacce e violenze fisiche e psicologiche, perciò chi ne fa parte è costretto a nascondersi o fuggi.
Qui le slides dell’intervento.

Silvia Zarrella (Asilo in Europa) ha presentato i riferimenti normativi a livello internazionale, europeo e nazionale, per la tutela dei rifugiati LGBTI. Ha illustrato parte della casistica giurisprudenziale europea ed italiana maggiormente rilevante in materia, evidenziando l’evoluzione dei criteri di valutazione adottati dai giudici nell’esame delle richieste di asilo fondate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere.
Qui le slides dell’intervento.

Jonathan Mastellari (MigraBo), ha raccontato l’esperienza di questa associazione nata nel 2012 e attiva a Bologna. Lo scopo di MigraBo è quello di aiutare e assistere persone immigrate LGBTQUI (Lesbiche, gay, bisessuali, transessuali, transgender, queer e intersessuali) provenienti da altri paesi nel loro processo di integrazione in Italia e nel mondo LGBTQI. Nata originariamente in collaborazione con Arcigay, questa associazione è diventata indipendente e attualmente lavora principalmente nel raggio dell’Hub regionale di Bologna a favore delle minoranze più vulnerabili delle comunità LGBTQI. Tra i servizi offerti gratuitamente c’è l’assitenza nella procedura di protezione internazionale per motivi SOGI (sexual orientation – gender identity). MigraBo collabora anche con le cooperative locali che si occupano dei progetti di accoglienza.

Roberto Bertolino: psicologo, psicoterapeuta, attuale presidente dell’associazione Frantz Fanon di Torino e giudice onorario presso il Tribunale dei Minori del Piemonte.
Il suo intervento, focalizzato sulla logica classificatoria esportata in Africa durante il periodo coloniale e l’auto-rappresentazione nel dispositivo di protezione che i richiedenti asilo devono affrontare lungo il percorso che li conduce al colloquio davanti alla commissione territoriale, è disponibile qui.