Il Tribunale Permanente dei Popoli e la Sessione sulle violazioni dei diritti dei migranti

Dare visibilità a quei popoli vittime di violazioni dei diritti fondamentali enunciati nella Dichiarazione Universale dei Diritti dei Popoli (Algeri, 1976). Il Tribunale Permanente dei Popoli (TPP) nacque nel 1979 fondato da Lelio Basso per scrutinare le modalità delle suddette violazioni al duplice scopo di denunciare all’opinione pubblica i loro autori e intervenire laddove le legislazioni nazionali e internazionali non difendano il diritto dei popoli.
Da allora vengono presi in esame casi di grave e sistematica violazione dei diritti umani commessi dagli Stati, da autorità non statali, da gruppi o organizzazioni private. Il TPP si pronuncia su crimini di Stato, crimini di genocidio, crimini contro la pace e l’umanità, sulle violazioni gravi e sistematiche dei diritti e delle libertà degli individui, dei popoli e delle minoranze.

Nella scorsa estate il Transnational Institute di Amsterdam, il Transnational Migrant Platform-Europe, associazioni e ong, con l’adesione di associazioni e movimenti europei e numerose comunità di migranti hanno avanzato la richiesta per l’esame delle politiche adottate dall’UE e dai suoi stati membri. Queste manovre violano il diritto delle persone migranti e rifugiate?
Il TPP ha accolto questa richiesta e ha avviato la Sessione sulle violazioni dei diritti delle persone migranti e rifugiate. Dopo il primo dibattimento a Palermo tra il 18 e il 20 dicembre, in cui le politiche europee sulle migrazioni e l’asilo sono state riconosciute come lesive dei diritti fondamentali delle persone e del popolo migrante (qui il dispositivo), ora il TPP si riunisce, proprio in questi giorni, a Parigi.
La sentenza della giuria del Tribunale sarà presentata il 7 gennaio 2018.

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Parigi, 4-5 gennaio 2018: terza tappa della Sessione sulle violazioni dei diritti delle persone migranti e rifugiate

La sentenza del Tribunale Permanente dei Popoli