Budd Camp 2020 | Venerdì 7 – lunedì 10 febbraio 2020, Brescia

Cosa è il Budd Camp
Direttamente dallo UCL (University College of London), nell’ambito de “The Bartlett Development Planning Unit” gli studenti di questo master prendono parte a un’esperienza intensiva di tre giorni sul campo: il Budd Camp. Ogni anno, gli studenti visitano una città europea e intraprendono un workshop di design in collaborazione con un partner locale. Ciò comporta un breve esercizio di ricerca progettuale che consente agli studenti di osservare e sperimentare in prima persona e impegnarsi con le contestate questioni socio-spaziali di una realtà urbana rilevante.

Per l’undicesimo anno consecutivo, il BUDD Camp ha fatto tappa a Brescia, in collaborazione con ADL a Zavidovici. Ogni anno ci siamo concentrati sui diversi aspetti della città e dei suoi dintorni, cercando di mettere in relazione il modo in cui questa negozia la sua forma e vita con i suoi abitanti a scale diverse. L’edizione 2020 è dedicata in particolare al ruolo emergente dei Punti Comunità. In particolare:

  • Sito 1: Punto Comunità Don Bosco (Zona sud)
  • Sito 2: Punto Comunità Chiusure (Zona ovest)
  • Sito 3: Punto Comunità San Polo Cimabue (Zona est)
  • Sito 4: Circolo del Monco (Sant’Eufemia – Zona est)

L’Obiettivo
Attraverso un’analisi della situazione socio-spaziale esistente (attraverso interviste rivolte ai cittadini e agli stranieri che vivono nel quartiere in cui il Punto Comunità è inserito), l’obiettivo è quello di sviluppare suggestioni strategiche e idee per migliorare, arricchire e stimolare il tema della comunità locale e della partecipazione attiva dei cittadini.

I Punti Comunità
“L’idea dei Punti Comunità è nata dal desiderio di creare un’organizzazione che fosse in grado di coinvolgere tutte le associazioni presenti sul territorio permettendo loro di collaborare e connettersi all’area dei servizi sociali. Questo perché la disponibilità di diversi punti di vista nei confronti del cittadino in difficoltà può consentirci di capire meglio quale siano i suoi bisogni specifici e, conseguentemente, di condividere il miglior modo per fornire una risposta efficace. Nei punti comunità ci sono volontari rappresentativi delle associazioni che promuovono due tipologie di iniziative: lo sportello (il luogo di incontro con la cittadinanza), ed il lavoro di comunità (la promozione di attività ed eventi). L’obiettivo ideale consisterebbe nel promuovere la nascita di un Punto Comunità in ogni quartiere, visto che attualmente – a 3 anni dalla nascita del progetto – sono presenti in 18 dei 33 quartieri della città.”
Francesca Megni, responsabile Punti Comunità per il Comune di Brescia

Qualche spunto | Quartiere Don Bosco

Il Punto Comunità come un ufficio che incentivi la gente ad entrare, e che permetta alle comunità presenti di essere coinvolte direttamente nella gestione.
– Promuovere solidarietà tra i volontari
– Costruire un apprendimento mutuo e reciproco tra i diversi attori, fornendo anche un counceling di tipo psicologico ai partecipanti
– Costruire conoscenze e diffondere informazioni circa ciò che le comunità presenti ritengono valoriali
– Dare informazioni sulla navigazione della città

Qualche spunto | Quartiere Chiusure

Dal lavoro di indagine emerge la complessa condizione dei rifugiati e rifugiate ospitate presso Casa Marcolini: mancanza di autonomia, di scelta e di movimento.
Una possibile strategia potrebbe basarsi su:
Costruzione di una memoria
Un archivio delle memorie delle persone che sono passate dalla Casa e che hanno realizzato i propri obiettivi.
Queste persone potrebbero tornare per narrare la loro storia all’interno della Casa Marcolini generando un database delle testimonianze di chi è riuscito ad integrarsi nel vicinato. Un’idea cui gli studenti hanno pensato prendendo spunto dal Punto Comunità con la mostra “Chiusure: quartiere aperto” che ha raccolto le istantanee del quartiere fin dalla sua nascita. Una mostra simile potrebbe quindi essere integrata dal contributo delle comunità straniere che si sono progressivamente inserite nel tessuto locale: le generazioni passate dei migranti sono riuscite ad inserirsi ed a ritagliarsi un ruolo all’interno del quartiere.
Ci sono due luoghi chiave: la scuola e la parrocchia, quelli in cui si rafforzano le relazioni tra comunità già presenti e quelle nuove.
Il mediatore culturale, già esistente all’interno del Casa Marcolini, dovrebbe avere una maggiore rilevanza.

Qualche spunto | San Polo

La forza di un Punto Comunità risiede nella pre-esistenza delle associazioni che lo compongono ed alla loro presenza storica sul territorio con una struttura fortemente radicata. Tuttavia ciò che gli studenti riscontrano è una bassa soglia di visibilità unita ad un marcato divario generazionale. Il potenziale a disposizione è sufficiente, a cominciare da una serie di attività.
Da sviluppare:
– Le persone che lavorano nel centro espandano il loro raggio d’azione, il centro diventi un mediatore per la comunità.
Da osservare:
– Il Punto Comunità come istituzione, abbiamo cercato di capire come si connette con gli altri attori

Esempi di legami che si possono stabilire
– Le madri dei giovani calciatori che giocano a calcio al campo sportivo: un potenziale di connessione, così come i vicini di casa.
Luoghi funzionali: biblioteca e pista ciclabile

Obiettivo: aumentare la visibilità
Creare un’insegna più visibile per il Punto Comunità (conosciuto maggiormente come patronato, ma in realtà le attività in corso sono molteplici). Anche all’uscita dalla metropolitana sono necessarie migliori indicazioni.
– Offrire stage a studenti per migliorare la visibilità on-line e predisporre un’area social
– Con una miglior visibilità, organizzare un forum/ consultazione che coinvolga la cittadinanza locale per capire quali attività preferirebbero organizzare
– Salire di livello coinvolgendo giovani e promuovendo maggiormente iniziative originali ed efficaci come il CIBIBICI.

Qualche spunto | Sant’Eufemia

“Volevamo potenziare l’idea di come le associazioni potrebbero migliorare la loro efficacia se fossero collegate, magari migliorando l’interazione tra anziani e giovani. Un Punto Comunità potrebbe riportare in attività gruppi come quelli che nel recente passato avviarono un orto solidale.”

“Lo spazio qui è già pronto per accogliere le persone. Con una buona segnaletica che indichi la presenza di un Punto Comunità, tutto è quasi pronto.”

Budd Camp: le edizioni precedenti

I Punti Comunità a Brescia: il progetto Brescia città del noi