Passaggi bosniaci. Fratture e oltrepassamenti


Sguardi su paesaggi naturali, sociali, storici e culturali di Bosnia sono il risultato di una ricerca fotografica che ha visto lavorare insieme giovani e studenti di scuola superiore e di università, italiani e bosniaci, fotografi, ricercatori sociali che hanno percorso strade, attraversato città, osservato luoghi, discusso i segni di un territorio cruciale d’Europa.

Anteprima mostra

Coordinamento della ricerca
:
Maria Perino
, Piero Gorza


Coordinamento didattico:

Fabio Di Evangelista


Organizzazione:

Slađan Ilić


Autori:
Haris Bajrić, Federico Bellet, Alisa Ćatić, Dženan Ćatić, Leyla Degan, Sanjin Delić, Fabio Di Evangelista, Alberto Dotta, Claudio Dotta, Dženila Kebić, Anna Manzon, Claudio Massarente, Maid Milinikić, Maurizio Puato, Almedina Rahmanović, Faruk Sĕhić, Dino Sinanović, Adelisa Šušic.


Hanno contribuito:
Andrea Rossini, giornalista e documentarista;
Dragan Šimšić insegnante e poeta a Zavidovići;
Igor Sovilj, artista;
Slađana Miljević e Tommaso Acler, ADL di Prijedor.

Il lavoro è il risultato dell’impegno dell’Associazione per l’Ambasciata della Democrazia Locale a Zavidovići in tanti anni di percorsi di cooperazione nei Balcani, trae forza dai progetti di internazionalizzazione di una scuola superiore (Istituto di Istruzione Superiore “Des Ambrois” – Oulx, Torino) e si è costituito attorno alla collaborazione tra giovani, fotografi professionisti, ricercatori e docenti.
È una ricerca fotografica sui paesaggi di Bosnia che ha coniugato scatti individuali e condivisione delle prospettive di lettura del territorio tra tutti i componenti del gruppo, italiani e bosniaci. Essa sorge dalla scommessa di poter leggere insieme i segni di un paesaggio e di avviare pratiche interpretative capaci di descrivere pieghe e complessità della realtà bosniaca.
L’obiettivo è stato quello di superare la fissità dello scatto per cogliere gli elementi dinamici di continuità e frattura, di separazione e sovrapposizione, di accostamento e transizione inerenti ai confini temporali, storici, culturali, generazionali e di genere che solcano il territorio bosniaco.
Lo sforzo è stato dunque quello di cogliere gli spazi attuali della condivisione e dell’esclusione, dell’incontro e del conflitto. Un’innovativa attività didattica e una pratica di cooperazione decentrata hanno posto le basi per questa ricerca fotografica che è destinata a divenire materiale di discussione tra giovani, studiosi, cittadini di Italia e di Bosnia.