Le modifiche del sistema di accoglienza italiano: dallo SPRAR al SIPROIMI

Dall’anno della sua nascita fino ad oggi il sistema di accoglienza italiano ha subito diverse modifiche che lo hanno cambiato nella sostanza e portato ad essere conosciuto con più nomi.

Venuto alla luce con la legge n.189/2002 come SPRAR, Sistema di Accoglienza per Richiedenti Asilo e Rifugiati, è divenuto SIPROIMI con il DL 4 ottobre 2018, n. 113 -convertito in Legge 1° dicembre 2018, n. 132- acronimo che voleva indicare il Sistema di Protezione per Titolari di Protezione Internazionale e per i Minori Stranieri non Accompagnati.

2020 e il nuovo sistema: il SAI

Il DL 130/2020 – convertito in Legge 18 dicembre 2020, n. 173- ha dato un nuovo nome al sistema chiamandolo SAI: Sistema di Accoglienza e Integrazione.

Ad oggi, quindi, SAI è l’acronimo di riferimento per indicare tutte quelle progettualità che  puntano all’integrazione e autonomia di persone beneficiarie e titolari di diversi status giuridici.

Un’importante modifica che contraddistingue il SAI dal SIPROIMI consiste nell’ampliamento del bacino dell’utenza che può usufruire dei servizi del SAI e con cui possono essere costruiti progetti personalizzati ed individuali.

L’utenza dei progetti SAI è infatti formata da: richiedenti asilo, titolari di protezione internazionale (status di rifugiato e protezione sussidiaria), titolari di protezione speciale, titolari di permesso per casi speciali regime transitorio (quella che era la protezione umanitaria), vittime di tratta, vittime di violenza domestica, vittime di sfruttamento lavorativo, vittime di calamità, migranti cui è riconosciuto un particolare valore civile, stranieri affidati al servizio sociale al compimento della maggiore età (prosieguo amministrativo) e titolari di permesso per cure mediche ex art.19.

La legge ha stabilito due livelli di servizi di accoglienza SAI.

  • Il primo livello, destinato a tutti i beneficiari e beneficiarie compresi i/le richiedenti asilo, comprende i servizi di assistenza sanitaria, sociale e psicologica, servizi di orientamento sul territorio, servizi di mediazione linguistico-culturale, somministrazione di corsi di lingua italiana e orientamento legale.
  • Il secondo livello è riservato ai soli titolari di protezione e comprende i servizi di orientamento al lavoro e alla formazione professionale.

Il progetto SAI è disposto dal Ministero dell’Interno, coordinato dal Servizio centrale e affidato agli Enti Locali, a differenza della prima accoglienza CAS (Centri Accoglienza Straordinaria) che è gestita a livello locale dalle Prefetture.

La nostra Associazione è ente gestore di diversi progetti SAI (ex SIPROIMI / ex SPRAR)

Nel susseguirsi degli anni sono stati attivati Progetti SPRAR (poi SIPROIMI, ora SAI) su più comuni della Provincia di Brescia e oggi i progetti SAI attivi in cui la nostra associazione è coinvolta come ente gestore sono 5: SAI Brescia, SAI Cellatica, SAI Passirano, SAI Collebeato, SAI Calvisano.