L’ Associazione ADL a Zavidovici Onlus è ente gestore di diversi progetti SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati).

Nel susseguirsi degli anni gli SPRAR sono stati attivati su più comuni tra cui Brescia, Cellatica, Collebeato, Roncadelle, Azzano Mella, Flero, Passirano, Paderno, Calvisano, Castenedolo, Torbole Casaglia e Castelmella.

Attualmente i progetti SPRAR attivi in cui ADL è coinvolta come ente gestore sono 5: SPRAR Brescia, SPRAR Cellatica, SPRAR Passirano, SPRAR Collebeato e Flero, SPRAR Calvisano.

Nello specifico, ADL è stato ente gestore SPRAR per le annualità 2014, 2015, 2016, 2017 dei progetti:

  • SPRAR CELLATICA “A braccia aperte” (Comune capofila Cellatica)
  • SPRAR BRESCIA “Articolo 2” (Comune capofila Brescia)

Cos’è lo SPRAR?

Il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR) è costituito dalla rete degli enti locali che per la realizzazione di progetti di accoglienza di migranti forzati accedono volontariamente, nei limiti delle risorse disponibili, al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo, gestito dal Ministero dell’Interno e previsto nella legge di stabilità dello Stato.
È stato istituito dalla legge n.189/2002 – la c.d. legge “Bossi-Fini”.

Qual è il suo obiettivo?

L’obiettivo principale dello SPRAR è la presa in carico della singola persona accolta, in funzione dell’attivazione di un percorso individualizzato di (ri)conquista della propria autonomia, per un’effettiva partecipazione al territorio italiano, in termini di integrazione lavorativa e abitativa, di accesso ai servizi del territorio, di socializzazione, di inserimento scolastico dei minori.
La realizzazione di tali interventi avviene in maniera sostenibile per i territori coinvolti e con un forte protagonismo degli attori locali che per l’attuazione dei progetti su scala locale si avvalgono della collaborazione delle realtà del terzo settore, mentre il coordinamento dello SPRAR viene gestito da una struttura emanazione del Ministero dell’Interno – Il Servizio Centrale – in collaborazione con l’ANCI e con l’UNHCR, e prevede regole ben precise attraverso le quali l’accoglienza deve essere garantita.

Quali sono le sue caratteristiche e i servizi offerti?

Gli enti titolari dei progetti SPRAR sono gli enti pubblici. Secondo un manuale dettagliato e rigoroso deve essere garantita un’accoglienza “integrata”, prevedendo per i beneficiari in carico una mediazione linguistica e interculturale, l’orientamento e l’accesso ai servizi del territorio, la formazione e riqualificazione professionale, l’orientamento e l’accompagnamento all’inserimento abitativo e sociale, l’orientamento e accompagnamento legale e la tutela psico-socio sanitaria.
Per tutti questi servizi esistono una serie di voci di costo che gli enti aderenti allo SPRAR devono meticolosamente rendicontare al fine di ottenere il finanziamento.

La gestione dello SPRAR influisce negativamente sul bilancio comunale?

Una volta valutata positivamente la domanda di contributo, il Ministero dell’Interno ammette al finanziamento l’ente locale. Il finanziamento pubblico è pari al 95% del budget complessivo previsto, mentre il cofinanziamento da parte dell’ente locale corrisponde al 5%. L’accoglienza dello SPRAR non toglie quindi i finanziamenti destinati ad altre misure di intervento in favore delle differenti fasce della popolazione locale, che al contrario vengono rinforzate nel momento in cui la pianificazione delle azioni sociali si sviluppi secondo un’ottimizzazione delle varie risorse disponibili. La spesa per lo SPRAR non riduce in alcun modo le risorse economiche per la popolazione italiana in condizioni di difficoltà o vittima di catastrofi naturali, per le cui risposte sono previste differenti fonti di finanziamento e fondi specifici, che oltre a tutto non comportano interventi di carattere temporaneo e limitato nel tempo, come quelli previsti per l’accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati.

Quali sono i benefici che la comunità cittadina può guadagnare dallo SPRAR?

L’esperienza maturata in oltre quindici anni di attività permette di affermare come lo SPRAR abbia fattivamente contributo ad aumentare il livello di prestazioni dei servizi socio-sanitari, così come dell’offerta didattica per minori e adulti o dei trasporti locali.

Lo SPRAR ha consentito di rivitalizzare contesti territoriali destinati allo spopolamento, anche attraverso la locazione di immobili in zone a basso interesse per il mercato immobiliare; di promuovere progetti sociali in quartieri e aree cittadine; di ripristinare servizi non proseguibili (diverse scuole non sono state chiuse e scuolabus e linee di trasporto sono stati salvaguardati); di creare nuove opportunità di sviluppo locale; di far crescere l’offerta culturale e turistica del territorio. Lo SPRAR ha inoltre permesso di sperimentare interessanti pratiche di nuova cittadinanza, con esperienze di buon vicinato sfociate anche in attività a beneficio delle fasce della popolazione maggiormente vulnerabili, come le persone anziane o con disabilità.

Quali vantaggi conferisce lo SPRAR in termini di sicurezza e governo del territorio?

La titolarità nello SPRAR degli enti locali pone il Comune nella condizione di programmare, verificare, gestire e controllare direttamente le politiche di accoglienza sul proprio territorio. Consente inoltre al Comune di cogliere nello stesso SPRAR un’opportunità di sviluppo locale, anche in termini di prospettive di crescita e di occupazione di figure professionalmente qualificate, nonché di restituzione di dignità al lavoro dei tanti enti del privato sociale e del terzo settore che lavorano con onestà e impegno, selezionati dall’ente locale anche in base al requisito della loro pluriennale esperienza nel settore.

Quali sono gli SPRAR presenti a livello provinciale?

Tra i soggetti capofila nella provincia di Brescia si contano 9 comuni, la Provincia stessa e la Comunità Montana della Val Trompia per un totale di 11 progetti.
Oltre ai 9 comuni capofila si contano altri comuni coinvolti per un numero complessivo di 27.