Giovedì 1 ottobre 2026, dalle 10.00 alle 16.00, l’Auditorium del Liceo Guido Carli di Brescia (via Stretta 175) ospiterà la conferenza internazionale “Integrazione come continuazione del governo coloniale” (Integration as a Continuation of Colonial Governance), promossa nell’ambito del progetto europeo REMAP – Remembrance and Mapping of Colonial Legacies in Migration and Integration Policies.

L’iniziativa rientra nel programma CERV della Commissione Europea (Call CERV-2025-CITIZENS-REM-HISTMIGRATION, progetto n. 101296910) e propone una riflessione su come le continuità coloniali — in particolare le pratiche di assimilazione, categorizzazione e controllo — continuino a influenzare le politiche di inclusione rivolte alle persone migranti e rifugiate.

Il programma della mattina (10.00–12.20) prevede contributi teorico-scientifici e un momento di Q&A, moderati da Raisa Labaran, con tre relatrici e relatori:

  • Marie Moïse (John Cabot University di Roma) — Disattivare la colonialità. Potere, relazioni e pratiche del quotidiano. Filosofa politica, ricercatrice, docente e attivista femminista decoloniale italo-haitiana, insegna Communication and Media Studies alla John Cabot University di Roma. Il suo intervento indaga la riproduzione continua della colonialità del potere e le possibilità di disattivare tale meccanismo nelle relazioni quotidiane.
  • Roberto Bertolino (Associazione Frantz Fanon) — Disfare l’accoglienza. Asilo, sofferenza psichica e violenza istituzionale. Psicologo e psicoterapeuta, lavora da molti anni nell’ambito dell’etnopsichiatria critica e delle migrazioni, con un focus sui percorsi di persone richiedenti asilo, rifugiate e vittime di violenza e tortura in condizioni di vulnerabilità psichica. L’intervento riflette sulle contraddizioni dell’“accoglienza”: tra protezione e dispositivi di attesa, dipendenza, classificazione e sorveglianza.
  • Camillo Boano (Politecnico di Torino) — Abitare senza integrarsi. Spazio, rifugio e colonialità del governo urbano. Architetto, urbanista e teorico dell’architettura, Professore Ordinario di Progettazione Architettonica e Urbana al Politecnico di Torino. Il suo intervento interroga criticamente l’idea di rifugio a partire dalle forme spaziali attraverso cui le persone rifugiate vengono accolte, gestite e governate nello spazio urbano, mobilitando l’orizzonte della fuggitività come pratica decoloniale.

Il pomeriggio (14.00–16.00) sarà dedicato a un workshop condotto da Marie Moïse, che partirà dalle riflessioni della mattina sulle continuità coloniali per arrivare a costruire, insieme ai partecipanti, delle note di indirizzo su come interrompere tali continuità nel lavoro con le persone rifugiate.

Pranzo offerto e gratuito, in loco presso la mensa, dalle 12.20 alle 13.20: la registrazione è necessaria.

Iscrizioni entro il 20 settembre, tramite modulo Google (conferma della partecipazione al pranzo e indicazione di eventuali intolleranze):

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