Mons, 19 marzo 2024. La premiazione con la partecipazione del presidente del Comitato Europeo delle Regioni Vasco Ilìdo Alves Cordeiro – © European Union / Fred Guerdin

Nella giornata di ieri 19 marzo 2024 a Mons (Belgio) durante il 10° Summit Europeo delle Regioni e delle la nostra Associazione ha ricevuto il premio Adamowicz Award

L’assegnazione dell’edizione 2023 di questo premio, istituito dal Comitato europeo delle regioni in collaborazione con la città di Danzica e la Rete internazionale delle città di rifugio (ICORN), era stata presentata a Danzica lo scorso 13 gennaio. Il riconoscimento viene assegnato annualmente ai leader locali — in politica o nella società civile — che lottano contro l’intolleranza, la radicalizzazione, l’incitamento all’odio e la xenofobia. Riconosce il lavoro di tutti i rappresentanti eletti, funzionari, organizzazioni e cittadini comuni che, nonostante i rischi, cercano di far funzionare la democrazia a livello locale, sostenendo comunità migliori e più aperte.

La cerimonia è stata introdotta dagli interventi sul palco di Vera Jourova, vicepresidente della Commissione europea responsabile per coordinare le politiche sui valori e la trasparenza, Alexsandra Dulkiewicz, Sindaca di Danzica, Chair del Ukrainian Working Group, Magdalena Adamowicz, membro del Parlamento europeo e Patrick Molinoz, vice-presidente del consiglio regionale Bourgogne-Comté e Chair della Commissione CIVEX del Comitato Europeo delle Regioni.

Discorso di ringraziamento
Maddalena Alberti
Direttrice Ass. ADL a Zavidovici

Rappresento oggi con profonda riconoscenza e senso di responsabilità l’Associazione ADL a Zavidovici. A suo nome intendo ringraziarvi: è per noi un grande onore ricevere il Pawel Adamowicz Award.

Questo riconoscimento ci impone di dare continuità all’eredità di Pawel Adamowicz – un’eredità che riassume i valori dei diritti umani e della democrazia. Dall’eguaglianza alla libertà; dal rispetto e dalla tolleranza all’aiuto reciproco e soprattutto alla solidarietà. Questi valori non devono e non dovrebbero fungere solo come figure retoriche nelle questioni politiche quotidiane, ma devono essere valorizzati attraverso azioni e politiche concrete.

Viviamo in tempi di incertezza in cui i nostri valori fondamentali vengono messi in discussione. La posta in gioco è alta e le decisioni ulteriormente improcrastinabili. 

Viviamo in una fase di “policrisi”. Un quarto della popolazione umana è coinvolto in 55 guerre e conflitti nel mondo, inclusa l’Europa con l’Ucraina, in Palestina e in altri scenari. Cresce la sfiducia nelle democrazie mentre una nuova ondata di politiche isolazioniste aleggia sull’Europa. Sembra una situazione disperata, ma dobbiamo trovare il coraggio, ispirandoci a quello espresso in passato da chi ha già affrontato grandi avversità. Lo stesso coraggio che donne e uomini hanno trovato proprio a Danzica, negli anni ’80, quando insorsero per i propri diritti e le proprie libertà.

Nel 1993, lo Standing Conference of Local and Regional Autorithies of Europe adottò la risoluzione 251 che supportò la creazione della Embassy of Local Democracy (Ambasciata della Democrazia Locale). Tre anni dopo, nel 1996, la Local Democracy Embassy (LDA) fu istituita nella città di Zavidoviçi in Bosnia e fin dalla sua nascita l’ADL a Zavidovici è stata membro di ALDA (European Association for Local Democracy) che ha svolto un’attività di promozione della democrazia locale in Europa. Noi siamo profondamente grati per il loro costante impegno.

Da più di vent’anni ADL a Zavidovici si trova in prima linea nel sostegno a richiedenti asilo e rifugiati, con un’attività di cooperazione a livello locale, nazionale e internazionale per rispondere alle molteplici emergenze, come quella recente legata ai rifugiati in arrivo dall’Ucraina. Alla luce di quanto sta accadendo a Gaza, siamo preparati ad estendere il nostro supporto e la nostra ospitalità a chiunque sia costretto a fuggire in cerca di rifugio e sicurezza.

A livello locale, assieme al Comune di Roncadelle e di altre municipalità, stiamo attualmente coprogettando e coordinando servizi e reti legati alla tematica dell’antidiscriminazione. Dal 2022 abbiamo istituito un centro per vittime di violenza e discriminazione per motivi di orientamento sessuale ed identità di genere.

E se a livello internazionale continuiamo le attività di promozione della democrazia locale nella città di Zavidovići, al contempo stiamo cercando di espandere la nostra partnership attraverso progetti innovativi come EPIC, in cui il Comune di Danzica si è rivelato uno dei partner più funzionali. Assieme al Comune di Danzica condividiamo anche la partnership all’interno di ALDA supportando la LDA Mariupol ed i suoi cittadini in questi tempi difficili.

Ma, ancora una volta, viviamo afflitti dalla minaccia della guerra in Europa.

Una minaccia che si infiltra nelle politiche nazionali che danno priorità ai muri, alle barriere e alla messa in sicurezza delle frontiere. Stiamo costruendo una “Fortezza Europa” invece che un Europa aperta, la cui identità si trova nell’universalità dei diritti umani e nella creatività della democrazia. 

È preoccupante leggere, ad esempio, le ultime notizie condivise da numerose organizzazioni di difesa dei diritti umani in relazione all’approvazione dell’’EU Artificial Intelligence Act. Questa parte di legislazione non estende le proibizioni ai sistemi di intelligenza artificiale al contesto migratorio. Questa esclusione permette l’utilizzo di tecnologia AI alle frontiere, dove – allo scopo di rafforzare i confini europei – si ignorano i falsi positivi attivati da questa tecnologia quando applicata a sistemi lie detector. Queste nuove metodologie di controllo rappresentano un ulteriore pericolo per il futuro.

Non dovremmo dimenticare il passato. Come dice il proverbio: “La storia si ripete sempre due volte: la prima volta come tragedia, la seconda come farsa”. Quando la tragedia si materializza è sempre troppo tardi. Dobbiamo farci trovare pronti ed essere un passo avanti, resistendo alle politiche dei muri, del controllo e delle espulsioni.

In questi tempi non basta essere coraggiosi, ma resilienti e perseveranti. I risultati non giungono immediatamente, ma il cambiamento è il risultato di un impegno costante e a lungo termine. Cambiamenti strutturali richiedono sforzi strutturali, lenti nella loro attuazione ma durevoli nel tempo. Come la storia ci insegna, il coraggio è una virtù caratterizzata dalla “perseveranza nell’ambito dell’impossibilità”.

Facciamo in modo che l’impossibile diventi possibile.


Discorso di ringraziamento
Agostino Zanotti
Ex presidente e direttore, tra i fondatori dell’Ass. ADL a Zavidovici

Vi ringrazio per questo importante riconoscimento che ci rende onorati nel riceverlo.

L’Associazione ADL viene costituita nel 1996 come esito di un impegno di volontariato iniziato nel 1992 a sostegno delle vittime del conflitto nella ex Jugoslavia.

Nel 1992 ero a Sarajevo insieme ad altre 500 persone per chiedere la fine della guerra e portare la voce dei cittadini e delle cittadine europee agli abitanti sotto assedio. Abbiamo abbracciato donne e uomini, abbiamo pianto con loro e abbiamo dato senso a quella fratellanza umana fondamento della casa comune d’ Europa.

Il conflitto non ha risparmiato i tre volontari uccisi nell’eccidio del 29 maggio del 1993 Giudo Puletti, Fabio Moreni e Sergio Lana. Ero con loro mentre aprivano il fuoco, un eccidio che avrebbe fermato il primo corridoio umanitario dentro quell’atroce conflitto. Anche a loro dedico questo riconoscimento.

Da allora abbiamo continuato a soccorre le vittime dei conflitti nei vari luoghi dai quali scappano le persone per cercare salvezza. Abbiamo continuato a realizzare progetti di cooperazione decentrata sempre nella convinzione che spetta a ciascuno di noi fare la propria parte.

La capacità dell’ADL di durare nel tempo è frutto dell’importante connubio tra società civile e enti locali finalizzato alla costruzione di percorsi concreti di solidarietà, difesa dei diritti umani, impegno civile per un mondo migliore. A dare forma e rilevanza al nostro impegno sono anche volontari, operatrici ed operatori che hanno compreso e condiviso la base valoriale che è fondamento dell’ADL.

Il rispetto della dignità umana, la condivisione delle singole aspirazioni, l’importanza di dare a ciascun individuo uguaglianza sociale ed economica, sono le tracce di un percorso che continua nel tempo con nuove energie e continue fatiche.

Non smetteremo mai di essere al fianco delle vittime dei vari conflitti o delle varie ingiustizie.

Dove la vita umana perde valore e sacralità, dove la democrazia, la libertà e l’uguaglianza soccombono alle logiche del profitto, della sopraffazione dell’uomo sulla donna, dell’uomo sulla natura, noi ci saremo per denunciare, tutelare, lottare per restare umani.

Insieme chiediamo CESSATE IL FUOCO in ogni luogo di guerra.