Identificare le barriere e mappare i bisogni locali: Evidenze e risultati dal Progetto PACT (WP3)

Nell’ambito del Work Package 3 (WP3) del progetto Participatory Action for Community Transformation (PACT), il consorzio ha condotto tavole rotonde di consultazione nazionale che hanno coinvolto funzionari comunali, organizzazioni della società civile (OSC), gruppi guidati da minoranze e resideni. L’obiettivo era identificare e analizzare gli ostacoli strutturali locali incontrati dalle minoranze sottorappresentate nelle comunità locali in Europa e mappare i bisogni locali.




I workshop e i risultati chiave
ADL Zavidovici – Italia (Brescia)
In collaborazione con il Comune di Brescia e l’Associazione Studenti Musulmani di Brescia, è stata organizzata una tavola rotonda per collegare la politica migratoria europea — nello specifico il Nuovo Patto sulla Migrazione e l’Asilo e il Piano d’Azione dell’UE sull’Integrazione e l’Inclusione 2021–2027 — alla vita democratica locale.
Le consultazioni con la comunità musulmana locale e i residenti con un background migratorio hanno rivelato che le comunità di minoranza si sentono insufficientemente ascoltate dalle autorità locali. Le barriere linguistiche sono emerse come il principale ostacolo all’accesso ai servizi pubblici e alla comprensione delle procedure amministrative. Altre barriere includevano la discriminazione, narrazioni pubbliche negative che inquadrano le minoranze in modo polarizzato o le usano come “capri espiatori” politici, la complessità amministrativa e la mancanza di rappresentanza delle minoranze negli organi decisionali. I partecipanti hanno sottolineato la necessità di passare da un modello basato sull’adattamento a uno di reciproco riconoscimento, riconoscendo le minoranze come co-creatrici attive piuttosto che come mere beneficiarie di servizi.
Fons Català de Cooperació al Desenvolupament – Spagna (Barcellona)
Si è tenuta una conferenza per esaminare le sfide della partecipazione politica nel quadro del Patto dell’UE sulla Migrazione, i processi di regolarizzazione spagnoli e l’intersezionalità.
Rifugiati e individui con uno status amministrativo irregolare hanno identificato tale condizione come una grave barriera strutturale che incide sulla salute mentale e impedisce l’accesso ai diritti fondamentali e agli spazi democratic. Altri ostacoli chiave includono la crescita della retorica escludente della “priorità nazionale”, le politiche europee dall’alto verso il basso che danno priorità alla cartolarizzazione/sicurezza rispetto alla partecipazione dei migranti, e le pratiche istituzionali che trattano i gruppi di minoranza come entità monolitiche, ignorando la diversità interna e i divari generazionali. Tra le esigenze chiave identificate vi sono l’adozione di approcci intersezionali, il contrasto ai discorsi d’odio tramite attività locali e il coinvolgimento diretto delle associazioni di migranti nella definizione delle politiche pubbliche.
KMOP – Grecia (Piraeus) | Co-organizzato con l’organizzazione culturale giovanile Cultterra, un workshop ha coinvolto educatori, operatori giovanili, ricercatori e cittadini in discussioni su casi di studio basati su scenari.
Comunità di migranti, giovani e operatori giovanili hanno analizzato i principali ostacoli alla partecipazione, tra cui l’esclusione digitale, le barriere linguistiche, la complessità dei formati di consultazione pubblica e la sistematica sottorappresentanza delle voci delle minoranze negli affari comunali. Per superare queste lacune, i partecipanti hanno formulato raccomandazioni prioritarie incentrate sulla combinazione di metodi di partecipazione digitali e offline, sulla fornitura di documentazione multilingue e sulla creazione di meccanismi proattivi di sensibilizzazione in collaborazione con le organizzazioni della comunità locale.
PLACE Network – Francia (Parigi)
Una tavola rotonda intitolata “Rompere il soffitto di vetro: l’accesso delle minoranze alle cariche elettive tra rappresentanza e legittimità” ha messo a confronto diretto rappresentanti eletti delle minoranze, politologi e organizzatori comunitari.
Il “gatekeeping” strutturale e l'”ignoranza organizzata” all’interno dei sistemi politici sono stati al centro della discussione, nello specifico i divari mantenuti deliberatamente nella conoscenza istituzionale, nelle reti e nella rappresentanza che escludono i candidati di minoranza. Per affrontare queste barriere, i partecipanti hanno sottolineato la necessità di demistificare i processi politici e hanno evidenziato il successo di adeguamenti pratici, come la scelta di Sarcelles (Francia) di spostare le riunioni del consiglio all’interno dei quartieri locali, triplicando la partecipazione dei cittadini.
CID – Macedonia del Nord (Kumanovo) | Focalizzata sulla comunità albanese e sui giovani di Kumanovo, una tavola rotonda ha mappato i meccanismi decisionali comunali, tra cui le udienze consiliari, le consultazioni sul bilancio e gli organi consultivi giovanili.
La minoranza etnica albanese locale ha identificato quattro barriere principali alla partecipazione dei giovani: 1) mancanza di consultazione preventiva prima della finalizzazione delle decisioni; 2) calendari delle riunioni non annunciati o poco pubblicizzati; 3) lacune linguistiche/di traduzione; 4) bassa fiducia nelle istituzioni. I partecipanti hanno concluso che i seggi formali negli organi comunali non garantiscono una reale influenza se non sono supportati da pratiche inclusive quotidiane, trasparenti e accessibili.
KONKÁV – Ungheria (Budapest) | Tenutosi presso il Ferencvárosi Művelődési Központ, un workshop sulla mappatura dei problemi locali ha utilizzato la metodologia “World Café” per favorire il dialogo tra amministrazione comunale, OSC, autogoverni delle minoranze e residenti.
La consultazione con la comunità Roma insieme ai residenti con background migratorio ha evidenziato significative lacune nella sensibilizzazione comunale e la limitata accessibilità dei forum pubblici per i residenti Roma e con background migratorio. Tra gli ostacoli principali vi sono stati la riqualificazione urbana e la segregazione scolastica, insieme a sistemi di orientamento frammentati tra uffici di assistenza sociale comunali, servizi di supporto alle famiglie, polizia e scuole. I partecipanti hanno sottolineato la necessità di de-burocratizzare i servizi comunali, colmare i silos inter-agenzia e costruire piattaforme di coordinamento continuo tra le autorità locali e le organizzazioni della società civile di base
I risultati di queste consultazioni dimostrano che le barriere alla partecipazione sono interconnesse e derivano dall’interazione tra fattori istituzionali, procedurali, sociali ed economici. Il progetto PACT è stato progettato per identificare, analizzare e sensibilizzare su tali barriere, con l’obiettivo finale di promuovere la partecipazione delle minoranze sottorappresentate in Europa, per un’unione più equa e inclusiva.
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