
L’ottava edizione del Festival della Nonviolenza e della resistenza civile/Eirenefest vuole offrire alle pratiche di dissidenza, disobbedienza, diserzione in atto nella società civile l’opportunità di trovare dignità di parola e ascolto perché possano convogliare intorno a sé ulteriori forze.
Il quadro internazionale è andato sempre più deteriorandosi negli ultimi anni, con l’aggravamento delle crisi globali: dal riscaldamento climatico, alla normalizzazione della guerra come unico strumento per affrontare i conflitti, al di là di ogni norma del Diritto Internazionale, alle crescenti diseguaglianze sociali, frutto di un capitalismo di rapina, finanziario e neoliberista senza limiti.
Parallelamente in Italia e non solo, stiamo assistendo a un progressivo deterioramento degli spazi democratici dove il dissenso verso le scelte governative viene sempre più criminalizzato, alcuni luoghi di partecipazione giovanile chiusi e la voce di chi denuncia queste crisi non ha la possibilità di farsi sentire con tutta la sua forza.
Siamo di fronte a una serie di cambiamenti inquietanti: governi che fanno dell’esclusione e dell’espulsione il fondamento del loro agire politico e amministrativo, della produzione di armi la forza motrice di un’economia che lascia milioni di persone sotto la soglia di povertà, del silenzio il mezzo per celare la complicità nella guerra e per compiere genocidi alla luce del sole, della militarizzazione del territorio l’unica risposta per costruire una presunta sicurezza, della repressione lo stile per affrontare il dissenso e i bisogni reali dei cittadini.
Nuove forme di autoritarismo non solo in Italia minacciano i principi universali di eguaglianza e rispetto dei diritti umani, nuove tecniche di propaganda culturale legate alle nuove tecnologie e al loro monopolio stanno delineandosi per costuire forme di identità collettive sempre più etnocentriche e intolleranti
Occorre resistere a questa situazione che si sta diffondendo a livello planetario, cancellando ogni legittimazione alle istituzioni internazionali e concentrando tutto il potere nelle mani di attori macro-economici che stravolgono e svuotano il concetto stesso di democrazia.
La società civile mondiale, sollecitata dalla situazione genocida a Gaza, ha sentito urgente la volontà di non sottostare più alla narrativa ufficiale, vedendo ciò che avveniva sotto gli occhi di tutti. Si sono riempite le piazze di cittadini di ogni età e appartenza sociale a reclamare l’osservanza del diritto internazionale e per l’Italia, in particolare, il rispetto della nostra Costituzione, che sancisce il rifiuto della guerra per risolvere le controversie tra le nazioni.
Il tentativo di criminalizzare le piazze manifestanti si è espresso in molti modi, utilizzando i nuovi strumenti normativi messi a disposizione dal governo. Nonostante alcuni episodi durante le manifestazioni che hanno visto l’intervento delle forze dell’ordine, le quali hanno fatto uso di strumenti di tipo militare nello stile di Genova 2001, il dissenso ha voluto mantenere forme pacifiche, consapevole che comportamenti aggressivi avrebbero solo aiutato a giustificare forme di repressione ancora più dure.
Di fronte a questi cambiamenti inquietanti noi vogliamo “restare umani”, continuare a Esistere e R-Esistere a queste politiche della violenza e dello sfruttamento praticando la dissidenza, la disobbedienza, la diserzione, l’obiezione ai regimi e alle regole imposte.
Per questi motivi l’ottava edizione del Festival della Nonviolenza e della resistenza civile/Eirenefest vuole offrire alle pratiche di dissidenza, disobbedienza, diserzione in atto nella società civile l’opportunità di trovare dignità di parola e ascolto perché possano convogliare intorno a sé ulteriori forze.
L’evento a cui collaboriamo in questa rassegna
Dialogo sui seguenti testi:
- Didier Fassin, Anne-Claire Defossez, Umanità in esilio. Cronache dalla frontiera alpina, traduzione di Lorenzo Alunni, Feltrinelli, 2025
- Goffredo Fofi, L’immigrazione meridionale a Torino, Aragno Editore, 2008.
🗓️ Sabato 3 ottobre, dalle ore 10.00 alle 12.00
📍 Sala Poli, Torino, 10122
Con la partecipazione di Michael Eve, un Museo delle migrazioni a Torino, in collaborazione con Porta delle culture
Intervengono:
William Bonapace, On Borders
Gianfranco Crua, Carovane Migran
Maria Perino, Adl a Zavidovici Soc.Coop.Soc, On Borders

