Libri in Movimento – Andrea Staid a Brescia

Venerdì 23 febbraio 2018, alle 18.30, presso il circolo UISP Vivicittà di Brescia, nell’ambito della terza edizione della rassegna letteraria itinerante Libri in Movimento, ci sarà il quarto ed ultimo appuntamento della narrazione di febbraio, dedicata al tema “Metropoli”, insieme ad Andrea Staid, ricercatore antropologico all’Università di Genova, storico e archivista originario di Opera, ora docente di antropologia culturale e di teoria e metodo dei mass media presso la Nuova accademia di belle arti di Milano e consulente editoriale nonché direttore della collana antropologia per Meltemi Editore. Con l’autore e con il pubblico dialogherà Agostino Zanotti, direttore dell’Associazione ADL a Zavidovici ONLUS.

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Al centro dell’incontro la duplice dimensione della città e il rapporto tra quella legittima che pronuncia parole di paura e sospetto verso quella illegittima, pur ricorrendo a quest’ultima per un gran numero di servizi e prestazioni: dal lavoro domestico a quello in nero dei cantieri, dalla domanda dei vari tipi di prostituzione a quella di stupefacenti, gioco d’azzardo o credito illegale.
Ne I dannati della metropoli, Staid trascrive la sua esperienza di di vita trascorsa nel 2012 per più di un anno tra le mure milanesi di viale Bligny 42, un palazzo di cui la cronaca locale ha parlato spesso, ribattezzato da parte della stampa come fortino della droga.

Dice l’autore “Sono convinto che l’antropologia sia uno strumento che non deve restare confinato alle mura accademiche. E fin dal principio il suo intento è stato quello di ricostruire la realtà del luogo – andando oltre l’immagine trasmessa dalla stampa – attraverso contatti diretti pazientemente coltivati con gli inquilini dello stabile.

Andrea Staid racconta questo contrasto riagganciandosi all’approccio della scuola di Chicago e alle inchieste di Danilo Montaldi, realizzando quello che a tutti gli effetti è un pregevole studio di scienza sociale tramite il metodo dell’intervista non strutturata e partecipante. “Per intervistare un migrante che ha alle spalle un vissuto così complesso è necessario un tipo di intervista che riesca a toccare la profondità e rispetti l’individuo. Per fare questo, ci vuole tempo. Prima di tirare fuori il registratore, ero io che mi raccontavo a loro. Li incontravo più volte e solo dopo alcune settimane cominciavo a fare domande.”

Ne esce un grande lavoro antropologico militante, un saggio che non si limita a raccontare le storie dei singoli migranti che in viale Bligny hanno trovato rifugio, ma evidenzia come l’approfondimento etnografico e sociologico possa rivelare la drammatica diseguaglianza dei rapporti in campo e lo sfruttamento all’ordine del giorno, laddove uno sguardo superficiale intravede solo una ferita sul tessuto metropolitano pacificato.

Andrea Staid è docente di Antropologia culturale e Teoria e metodo dei mass media presso la Naba, dirige per Meltemi la collana Biblioteca / Antropologia. Per Milieu ha scritto Abitare illegale, I dannati della metropoli e Gli arditi del popolo. È autore anche dei saggi Le nostre braccia (Agenzia X) e I senza Stato (Bebert). I suoi libri sono tradotti, in Grecia e Spagna, e adottati in varie facoltà universitarie.

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