Il Dossier Statistico Immigrazione 2016 è uno strumento utile quando si vuole parlare o scrivere di immigrazione con consapevolezza di cosa si sta trattando, per lo meno dal punto di vista statistico.

I migranti nel mondo sono ulteriormente aumentati, salendo a 244 milioni, spostatisi volontariamente (in prevalenza per ragioni di lavoro e di famiglia) o meno. I migranti forzati nel 2015 sono risultati essere ben 65,3 milioni tra richiedenti asilo, rifugiati e profughi, un picco mai raggiunto in precedenza: tra costoro sono21,3 milioni i rifugiati e 3,2 milioni i richiedenti asilo in attesa di una decisione sulla loro domanda. Ogni minuto, secondo una stima dell’Unhcr, 24 persone nel mondo sono costrette a lasciare la propria casa per sfuggire a una situazione insostenibile di bisogno o per evitare il pericolo di morte o di privazione della libertà.

Nel 2015 gli sbarchi sulle coste meridionali europee hanno coinvolto più di 1 milione di persone (di cui 850mila in Grecia e 150mila in Italia), per il 49% cittadini siriani (all’incirca 1 su 3 di etnia curda), che hanno pagato da 2,5 a 8mila dollari per la traversata. Sul terreno dell’accoglienza dei richiedenti asilo e rifugiati, l’idea stessa di Unione europea, come soggetto di decisioni unitarie, è entrata in crisi. Sono venute a mancare sia la disponibilità volontaria a ripartire gli oneri dell’accoglienza in maniera solidale tramite le operazioni di relocation, sia una base condivisa per modificare la normativa in vigore, rivelatasi del tutto inadeguata (Regolamento di Dublino III).

I migranti forzati sono comunque una quota ridotta rispetto agli immigrati stanziali, da alcuni studiosi denominati “i migranti dimenticati”, nonostante il contributo che essi assicurano ai paesi di accoglienza e a quelli di origine.

L’ITALIA

Nel 2015, per la prima volta dopo molti anni, il numero di cittadini italiani residenti all’estero ha superato quello dei cittadini stranieri residenti in Italia. Sono infatti 5 milioni e 26 mila gli stranieri residenti nel nostro Paese nel 2015 contro i 5 milioni e 200mila italiani che risiedono fuori.

Tra i vari vantaggi economici derivanti dalla presenza degli immigrati in Italia, il Dossier analizza anche l’aspetto previdenziale: gli immigrati forniscono un copioso gettito contributivo (10,9 miliardi di euro nel 2015). I non comunitari titolari di pensione per Ivs gravano solo per lo 0,3% sul totale delle pensioni (39.340 su 14.299.048). Benché sia consistente l’aumento annuale dei nuovi beneficiari, il differenziale rispetto agli italiani sarà elevato ancora per molti anni e andrà a beneficio delle casse previdenziali.

ALTRI DATI CHE FANNO RIFLETTERE SI POSSONO TROVARE SULLA SINTESI DEL DOSSIER CHE PROPONIAMO QUI SOTTO.