Un incontro per riflettere con i protagonisti del “pacifismo concreto” degli anni ’90, che contribuirono alla nascita delle Ambasciate della Democrazia Locale si impegnarono con i profughi della ex Jugoslavia e poi nella cooperazione decentrata con pratiche di cittadinanza transnazionale, svolgendo un’azione “politica”.


Oggi Adl a Zavidovići con i richiedenti protezione internazionale continua la strada iniziata vent’anni fa in quella cittadina della Bosnia Erzegovina. Quali sono le continuità tra cooperazione in Bosnia Erzegovina e gestione dell’accoglienza? Le esperienze dei comitati di accoglienza profughi di ieri sono riproducibili oggi?
I territori vent’anni fa si mobilitarono per i profughi, diedero vita a un progetto politico con iniziative di cooperazione decentrata diventando uno degli elementi ispiratori del modello SPRAR. Oggi le politiche di accoglienza avvengono tra attori e in contesti profondamente mutati, segnati da crisi e disintegrazioni regionali. Il rapporto tra cooperazione e accoglienza è venuto meno? Come sono cambiati gli obiettivi della cooperazione e con quali conseguenze? Com’è cambiata l’Europa?
Partiremo da una riflessione del contesto jugoslavo degli anni ’80-‘90 e dai successivi processi di “transizione”, e pur consapevoli delle trasformazioni strutturali che ci separano da quegli anni, cercheremo di capire se e come le vicende della ex Jugoslavia continuano ad essere paradigmatiche da diversi punti di vista.