“I profughi costituiscono un’occasione per ridisegnarci, perchè all’interno di questo incontro, che è anche incontro con i luoghi del conflitto, le responsabilità emergono”: con queste parole Agostino Zanotti, direttore di Adl a Zavidovici Onlus Impresa Sociale ha attualizzato gli intenti che portarono alla creazione delle Adl durante il convegno: “Sarajevo-Aleppo. Guerre, profughi, cooperazione e territori dagli anno ’90 a oggi”. Un momento di riflessione che si è tenuto venerdì 18 novembre al Polo del ‘900 di Torino, “un luogo non casuale, una struttura culturale di grande prestigio e che ci porta a dire che anche noi siamo una parte della storia del Novecento”, ha commentato William Bonapace che ha moderato il dibattito.

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L’occasione è stata la ricorrenza dei vent’anni delle Adl, che, come ha sottolineato Maria Perino del direttivo di Adl a Zavidovici Onlus Impresa Sociale, “oggi portano avanti il filone della cooperazione internazionale da cui si sono originate, sviluppando in aggiunta quello dell’accoglienza. Per questo il convegno vuole portare la riflessione anche sul presente, sulla continuità tra la cooperazione in Bosnia Erzegovina e la gestione dell’accoglienza”.

Su questa lunghezza d’onda si sono sintonizzati gli interventi dei relatori, persone da anni impegnate in prima persona sia nel pacifismo concreto sia nella riflessione che lo accompagna; una riflessione che ha portato Simona Sordo, anch’essa del direttivo di Adl a Zavidovici Onlus Impresa Sociale, a far valutazioni critiche sulla cooperazione oggi ma anche ad invitare ad uno sguardo “che abbia una prospettiva verso il futuro, ricordando che anche noi siamo cooperazione, come lo sono le azioni e i progetti che facciamo nei territori tutti i giorni”. La prospettiva del passato è stata delineata dallo storico esperto di Balcani Christian Costamagna, che ha cercato di dare una lettura dei conflitti dei Balcani degli anni Novanta utile per cercare di capire la guerra di oggi in Siria.

La dicotomia (e spesso i contrasti) tra cooperazione centralizzata e quella locale è stata ben analizzata da Enrico Da Vià, che nel suo intervento ha messo in luce le criticità e i punti di forza di entrambe, richiamando anche alcuni progetti di successo da lui seguiti con la cooperativa Isola (http://www.cooperativaisola.org) e alcune istituzioni piemontesi. A proposito di istituzioni al convegno era presente l’assessora alla cooperazione in Regione Piemonte Monica Cerutti, la quale ha riflettuto su come “l’accoglienza oggi sta provando, tra mille difficoltà, a trasformarsi da emergenziale a strutturale”.

Un obiettivo che rientra in quelli di Adl a Zavidovici Onlus Impresa Sociale, da raggiungere con uno sguardo allarmato verso “un Europa che oggi mette fili spinati ai suoi confini, gli stessi di Auschwitz. Che cosa ne è stato della casa comune che noi, assieme ad altri, volevamo costruire con il nostro impegno negli anni Novanta? Come son cambiati i luoghi del fare cooperazione? Come attuare la solidarietà vera, quella che che richiama sia una sua misura specifica sia un suo senso della giustizia?, come ha osservato Zanotti, richiamandosi anche agli spunti offerti dalla figura dell’intellettuale Luca Rastello”. Interrogativi lasciati alla riflessione dei numerosi partecipanti, che sono intervenuti al dibattito con entusiasmo e partecipazione. Interrogativi che necessitano approfondimenti e azione politica concreta tutti i giorni e che non sono naturalmente stati esauriti dal convegno proposto: l’impegno degli organizzatori è di tenere viva la discussione e di pensare ad altri momenti di confronto.

Tra questi alcuni sono già in calendario a Brescia, con il clou il 5 dicembre con l’inaugurazione della mostra “Paesaggi bosniaci” e la presentazione de “Il libro dell’esodo”. Per tutti gli appuntamenti si rimanda all’home page del sito e alla pagina Facebook.