Jovan Divjak al Liceo Calini di Brescia

Jovan Divjak, il generale serbo che difese la città della Bosnia durante l’assedio è stato ospite a Brescia presso il Liceo Calini lo scorso lunedì 4 dicembre. Tra il 1991 e il 1993 lasciò la Jugoslav People Army e si unì alla Territorial Defence Force of the Republic of Bosnia and Hercegovina, diventandone comandante.


Il generale Divjak al Calini: “L’impegno per i bimbi”

Dall’articolo di Irene Panighetti per il Bresciaoggi

Sarajevo, mon amour”. Il senso dell’agire del generale Jovan Divjak sta tutto nel titolo del suo libro intervista: amore per una città, per i suoi cittadini e le persone al di là delle appartenenze etniche, religiose, culturali.

Divjak, serbo classe 1937, è diventato famoso perché cresciuto nel clima antifascista del dopoguerra e maturato nella Jugoslavia di Tito, difese Sarajevo tra il 1991 e il 1993. Per questo gli studenti bresciani lo hanno incontrato nel contesto pedagogico e di educazione alla cittadinanza quale è l’iniziativa “Un treno per l’Europa”, ha spiegato Lorena Pasquini, ideatrice dell’iniziativa e oltre che di “Un treno per Auschwitz”.

Il generale Divjak ha ricambiato la visita negli scorsi giorni al liceo Calini, in un appuntamento durante il quale sono state proiettati foto e video di classi del Mantegna e del Leonardo, recatesi a Sarajevo ad incontrare Divjak, in un viaggio documentato anche da Bresciaoggi.

L’ospite d’onore era Divjak “un giusto che al tempo del male ha fatto la scelta opportuna – lo descrive Agostino Zanotti, che l’ha più volte incrociato nelle sue esperienze di solidarietà in Bosnia -: un uomo semplice, che ama il suo paese e le donne”. “Prima le donne”, lo ha bonariamente corretto l’arzillo 80enne, accompagnato da due ragazze dell’associazione L’educazione costruisce la Bosnia da lui fondata per i bambini orfani di guerra e per la loro istruzione.

Durante la guerra ho capito che si doveva fare qualcosa anzitutto per i bambini. Abbiamo raccolto fondi per borse di studio, creando l’associazione – ha detto -. Aiutiamo bambini delle scuole primarie e secondarie, universitari, invalidi e ragazzi che mostrano particolari eccellenze. Creiamo partenariati con associazioni europee per scambi di giovani ed esperienze: abbiamo creato una famiglia.”.