ll BUDDcamp è una full immersion di 3 giorni nella complessa realtà politica dell’ospitalità a Brescia, una città di medie dimensioni che è diventata nell’ultima decade una città migrante. Gli studenti hanno il compito di coinvolgere e farsi coinvolgere da vari attori urbani, osservare, esperire, raccontare e sviluppare strategie progettuali che portino alla luce aspetti della vita quotidiana e identifichino opportunità e spazi per la coesistenza e nuove pratiche di integrazione e abitazione. In questa edizione gli studenti della UCL si sono recati nei comuni di Roncadelle, Passirano, Gussago, Paderno e Collebeato.

Quest’anno l’organizzazione si è concentrata particolarmente sul tema della condivisione, cioè sul coinvolgimento diretto del maggior numero di operatori sociali/case manager dell’accoglienza e in un lavoro di preparazione che ha raccolto la disponibilità e attenzione di un significativo numero di beneficiari dei diversi progetti interessati all’esperienza. La preparazione delle giornate del BUDD camp è iniziata con una serie di incontri tra beneficiari e operatori finalizzati all’individuazione dei temi da sottoporre per il lavoro degli studenti e si è articolata in altrettanti incontri con i referenti territoriali ove viene praticata l’accoglienza diffusa e integrata nei contesti locali. In definitiva è stata applicata una delle attenzioni che l’ADL pone nei progetti di accoglienza che consiste nell’operare in relazione con le altre componenti della società/comunità.
Accoglienza diffusa, caratterizzata cioè da una distribuzione sul territorio di piccoli alloggi e non di grandi concentrazioni, accoglienza integrata in grado di operare una circolarità tra istituzioni, richiedenti asilo/ beneficiari, comunità e enti gestori dell’accoglienza.
Budd Lab report Volume 10

Gli studenti hanno potuto incontrare i diversi attori dell’accoglienza, sono stati in grado di apprendere e verificarne i limiti e anche le contraddizioni, hanno potuto conoscerne la complessità, si sono avvicinati agli elementi che caratterizzano la pratica dell’ADL, elementi sociali, culturali, etici e politici. Elementi che l’ADL cerca di maneggiare in un sistema istituzionale dell’asilo che agisce dentro opposti: controllo/ autonomia, minaccia/opportunità, discriminazione/tutela, invisibile/visibile, espulsione/inclusione.

É in questo ambito che prende corpo l’intenso, faticoso e passionale lavoro quotidiano di una associazione che opera senza secondi fini con l’intento di poter agire nei contesti con pratiche di accoglienza finalizzate all’affermazione di nuovi legami sociali positivi. Legami che fanno comunità, che veicolano solidarietà, cooperazione e relazioni di reciprocità, che cercano di gettare le basi per nuove forme di convivenza.

In definitiva è stata applicata una delle attenzioni che l’ADL pone nei progetti di accoglienza che consiste nell’operare in relazione con le altre componenti della società/comunità. Accoglienza diffusa, caratterizzata cioè da una distribuzione sul territorio di piccoli alloggi e non di grandi concentrazioni, accoglienza integrata in grado di operare una circolarità tra istituzioni, richiedenti asilo/ beneficiari, comunità e enti gestori dell’accoglienza.


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