Le immagini della serata di martedì scorso al Cinema Nuovo Eden di Brescia per la proiezione del docufilm Footballization e la presentazione del volume Walking the Line.

Sul palco il nostro Stefano Fogliata, il produttore esecutivo Francesco Furiassi, il regista Francesco Agostini e Giacomo Bartolucci, presidente dell’associazione Tr3sessanta che ha prodotto il docufuilm.

Dall’incontro con le associazioni «Tr3sessanta» e «Apri gli occhi senza freni» (sulla cui pagina Facebook si trova già il trailer) è nata l’idea di «Footballization», lungometraggio dedicato alla vita quotidiana nel campo profughi di Bourj El-Barajneh, un chilometro quadrato in cui oggi vivono 45mila persone, la metà dei quali profughi palestinesi «storici» e l’altra metà, invece, arrivati dalla Siria negli ultimi sei anni. …e da campionato.

Filo conduttore è il calcio, con due campionati: «quello libanese ufficiale – dice Stefano – e quello invece dei rifugiati, in cui giocano le squadre che non possono partecipare alla competizione ufficiale. Il documentario racconta la storia di diversi calciatori: da un professionista in Siria che ora è costretto a usare documenti falsi a una leggenda del calcio libanese degli anni Settanta che ha giocato in tre diverse nazionali. Non manca, però, la drammaticità del quotidiano, come quella vissuta da un calciatore 27enne che sognava i campionati europei. Arrestato durante il viaggio in Turchia, è stato deportato prima in Siria, per poi riuscire fortunosamente a tornare in Libano».
Tratto dall’articolo del Giornale di Brescia

A seguire, la presentazione del libro Walking the Line con gli autori Christian Elia e Cecilia Dalla Negra.  Durante la serata, spazio anche per il buffet offerto dal ristorante I Nazareni.

Un viaggio lungo e attorno quella “Linea Verde”, come veniva chiamata la frontiera tra Israele e quello Stato di Palestina che milioni di persone aspettano ancora possa vedere la luce. Verde, come l’inchiostro usato per disegnarla sulla mappa durante le trattative per l’armistizio. Le evoluzioni della storia hanno lasciato macerie, cicatrici e memorie contrapposte di quei giorni. Gaza e il Sinai hanno avuto destini differenti, come il Golan. Lungo la Cisgiordania, invece, il conflitto si è mutato in un’occupazione permanente, uno dei pochi e ultimi casi della storia di presenza militare, che all’obiettivo coloniale unisce l’imposizione di uno stato di apartheid.
Tratto da Walking the line