Il progetto
EPIC (European Platform of Integrating Cities): un progetto strutturato su base triennale finanziato dal programma FAMI dell’Unione Europea. L’obiettivo prefissato è quello di rivolgersi alle sfide legate all’integrazione dei migranti, focalizzandosi sulle città medio-piccole che sentono proprie le necessità di rafforzarsi e sviluppare competenze in specifici settori e servizi (come l’housing e le politiche di integrazione sociale e lavorativa), contrastare le narrative negative – allo stesso tempo – desiderano condividere le rispettive esperienze per supportare altre istituzioni e autorità locali.

La rete
Il progetto, coordinato da ALDA, coinvolge diversi partners: ADL a Zavidovici, Cooperazione Studio e Progetto 2, Jesuit Refugee Service Portugal, Jesuit Refugee Service Croatia, Kitev, Solidaridad sin Fronteras, i comuni di Brescia, Ioannina, Danzica, Oberhausen, Sisak, la città di Lisbona, l’University College di Londra e l’Associazione europea per l’informazione sullo sviluppo locale (AEIDL).

Obiettivi
Lo scopo finale di EPIC è avviare un network tra le autorità locali e le ONG/associazioni coinvolte che renda possibile la condivisione di conoscenze, e know-how, competenze e risorse umane nell’ambito di integrazione dei migranti. Uno scambio finalizzato allo sviluppo di modelli locali in grado di migliorare i servizi di accoglienza e integrazione presenti nelle aree coinvolte.

Incontro di lancio
L’evento di presentazione è iniziato con un incontro tecnico della durata di due giorni (dal 29 al 31 gennaio 2020) durante il quale i rappresentanti dei partner si sono incontrati, hanno discusso e pianificato la direzione delle fasi successive del progetto. Il terzo giorno a Santorso si è tenuta  la conferenza “Il progetto EPIC e altre esperienze per creare comunità inclusive” per presentare ufficialmente il progetto a un pubblico più vasto.
L’evento pubblico ha consistito in una mattinata molto fruttuosa con i discorsi di benvenuto e di introduzione da parte di Franco Balzi, sindaco di Santorso e di Antonio De Martin, coordinatore di progetto del progetto RECOV, a cui è seguito un dibattito sul tema “I presupposti per la creazione di comunità inclusive attraverso l’accoglienza, la digitalizzazione e la narrazione”.

A moderare la discussione è stata Dolinda Cavallo, coordinatrice di progetto di ALDA per il progetto EPIC, con l’intervento di Daniela Zago, Il Mondo nella Città; Marta Siciarek, Città Metropolitana di Danzica; Alessandra Dal Pozzolo, Cooperativa Sociale Studio Progetto; e Ron Salaj, attivista multidisciplinare. La conferenza si è conclusa con l’intervento della Segretario Generale di ALDA Antonella Valmorbida sulla sua esperienza di cooperazione tra le associazioni locali e la società civile per le comunità inclusive, mentre l’eclettico esperto ALDA Marco Boaria ha condotto il “World Café” collettivo su come migliorare le pratiche di accoglienza e di integrazione per i cittadini di paesi terzi (TCN).

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