La nostra Associazione aderisce all’iniziativa di Un Ponte Per, oggi a 5 anni dalla sparizione di Giulio Regeni, torturato e ucciso dai servizi segreti egiziani, e a quasi un anno dall’inizio di una illegale detenzione preventiva per Patrick Zaki, studente egiziano all’Università di Bologna.

I genitori di Giulio non hanno mai smesso di chiedere giustizia, supportati dalla società civile italiana, da amministrazioni comunali che continuano ad esporre gli striscioni gialli che chiedono verità.

Il 9 dicembre durante il primo colloquio concessogli con la madre, Patrick ha affermato di essere fisicamente e mentalmente esausto. Riteniamo che Patrick George Zaki sia un prigioniero di coscienza detenuto esclusivamente per il suo lavoro in favore dei diritti umani e per le opinioni politiche espresse sui social media.

L’Italia e l’Europa devono dimostrare la loro fermezza democratica per la tutela dei più elementari ed inalienabili diritti umani; il diritto alla vita, il diritto al giusto processo, la libertà di espressione, la condanna della tortura. La difesa di quei Diritti richiede scelte precise, atti concreti, coerenza di comportamenti. Come ha detto il Presidente della Repubblica Mattarella, “l’intangibile dignità della persona è al di sopra di ogni forma di discriminazione e di ogni ordinamento”.

La dignità e la memoria di Giulio Regeni valgono più di qualsiasi affare; la libertà di Patrick Zaki e un giusto processo valgono di più di qualsiasi rapporto diplomatico.

Vogliamo dire alla famiglia Regeni e alla famiglia Zaki che non sono soli, e vogliamo dare un segnale al governo italiano.

Verità per Giulio Regeni, Libertà per Patrick Zaki!

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