Sostiene Sylvie 

Pensieri sparsi dopo l’esperienza in un progetto di accoglienza SAI in Italia e a Brescia

Dopo le iniziative organizzate in presenza a Brescia e in provincia per il mese del Rifugiato, cerchiamo di dare voce anche alle persone che hanno beneficiato direttamente dei servizi forniti dai progetti SAI (Servizio di Accoglienza e Integrazione).

Lo vogliamo fare consapevoli del fatto che l’attuale dibattito sulla figura del migrante continua a ridursi ad un pro o contro privo di basi solide per costruire un dialogo costruttivo sull’attuale crisi migratoria. Come sottolineato dalla giornalista Oiza Obasuyi in un suo recente articolo, “spesso si finisce per parlare dei migranti come di semplici numeri, o nei casi peggiori, come di pacchi da rimbalzare da uno Stato a un altro. Spesso ci dimentichiamo che i migranti hanno una vita, aspirazioni, formazione e un’identità e non sono solo i detenuti di un campo in Libia e i naufraghi di un barcone in mezzo al Mediterraneo”.

Quello che abbiamo cercato di fare con questo video quindi, è di presentare una testimonianza non prettamente legata alle esperienze traumatiche che un viaggio migratorio comporta, ma legata anche alle aspirazioni personali, alle preferenze e le passioni che caratterizzano individualmente una persona.

Nella chiacchierata con Sylvie – che all’uscita da un nostro progetto SAI è riuscita a concretizzare una lunga ricerca occupazionale con la firma di un contratto a tempo indeterminato – c’è stato spazio per provare a parlare di tutto: dalla potenza di un determinato passaporto alle ricette preferite; da “Romeo e Giulietta” alla capacità di ascoltare le altre persone. Dal rapporto instaurato con un’operatrice di progetto all’autonomia progressivamente riconquistata.

Altre informazioni sui nostri progetti e attività qui