Cinque per mille 2022

Cos’è il 5 per mille?

Il 5 per mille è una quota d’imposta calcolata in base al reddito che con la tua dichiarazione dei redditi puoi decidere di destinare a sostegno di un ente non profit. Se non esprimi nessuna preferenza, il tuo contributo verrà assegnato allo Stato.

Non spenderai nulla, ma con la tua firma ci aiuterai a sostenere la nostra progettualità.

Perché scegliere la nostra associazione?

Ci poniamo da sempre in primo piano nella denuncia delle violazioni dei diritti umani e nell’advocacy per il diritto di asilo

Quasi trent’anni fa, nel 1992 un gruppo di pacifisti riuniti nel Coordinamento Bresciano Iniziative di Solidarietà cominciava a realizzare operazioni di soccorso e aiuto umanitario a favore della popolazione civile e allo stesso tempo ad accogliere in Italia profughi e sfollati.

É da questo spunto di volontariato e denuncia di ogni violazione dei diritti umani che nasce poi la nostra Associazione: presentatasi inizialmente come associazione di associazioni per rodare al meglio il modello di cooperazione dal basso che era stato avviato in maniera spontanea, dal 2014 si è trasformata in Impresa Sociale, dotandosi di un nuovo Statuto e di un nuovo Consiglio Direttivo.

Dal minuto 18:40 un’anteprima delle attività della nostra Associazione grazie al video di SMK Factory nell’ambito del progetto EPIC

Come farlo

  • Compila la scheda sul modello 730 o Redditi (ex Unico);
  • Firma nell’apposito riquadro (sostegno del volontariato, delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale, ecc…)
  • Indica nel riquadro il codice fiscale di ADL a Zavidovici

98071100170

Le scadenze per presentare la dichiarazione dei redditi?

Per il modello 730: 30 settembre 2022
Per il modello Redditi (ex Unico): 30 novembre 2022


Esempio di azioni e progettualità che puoi sostenere con il tuo 5 per mille

Emergenza Ucraina

L’invasione russa dell’Ucraina, iniziata nel febbraio 2022, ha provocato una delle più gravi crisi umanitarie della recente storia d’Europa. La guerra in corso sta lasciando un crescente numero di vittime, distruzione e sfollamenti all’interno e all’esterno dei confini dell’Ucraina.

Solo nel mese di aprile a Brescia sono stati più di 5000 i profughi ai quali è stata data ospitalità nel Bresciano.

Fin dall’inizio dell’emergenza la nostra Associazione – in quanto parte del Coordinamento SAI Provincia di Brescia – ha fatto parte di una cabina di regia per gestire la situazione assieme alla Prefettura, alla Provincia, al Comune, ATS e ASST.
(SAI è l’acronimo di Sistema di Accoglienza e Integrazione ex SPRAR e SIPROIMI. Puoi approfondire qui)

Le azioni intraprese dalla cabina di regia:

  • A partire dal mese di marzo è stata inserita in Questura una rappresentanza della Protezione Civile in modo da registrare le persone in arrivo.
  • É stata disposta la presenza di una postazione ATS ASST per tamponi e vaccini.
  • Sono stati messi a disposizione degli operatori dedicati alla traduzione e raccolta dei documenti e alla creazione di un database per la registrazione delle domande e la classificazione in casi rossi, gialli e verdi in base alla contingente situazione abitativa.
  • Le nostre operatrici ed operatori – inseriti all’interno del Coordinamento SAI – avevano già svolto nell’ambito dell’Emergenza Afghanistan un’attività di indagine sul territorio per il reperimento di disponibilità relativa a strutture ricettive e all’accoglienza in famiglia.
  • Abbiamo contributo alle operazioni di smistamento chiamate e l’aggiornamento in tempo reale di file per ogni singolo comune su cui erano emerse disponibilità abitative.
  • In vista degli ampliamenti annunciati nell’ambito del SAI, è stata svolta un’attività di programmazione preventiva dei posti sul territorio provinciale.
  • Oltre ad aver creato un indirizzo mail dedicato abbiamo gestito una linea telefonica grazie alla quale abbiamo fornito alla cittadinanza informativa in tempo reale, mappando e raccogliendo disponibilità da parte di privati e richieste di informazioni da parte di enti locali circa i requisiti per l’adesione al SAI. Questa attività di informazione continua ad essere attualmente fornita.
  • Abbiamo continuato a collaborare con la prefettura e – dal mese di aprile – il personale del nostro ufficio legale ha svolto in presenza un’attività di analisi per aggiornare il database presenze della popolazione ucraina in arrivo e verificare se i casi più urgenti in termini di bisogni (codici rossi) fossero rimasti tali in modo da mantenere aggiornato il sistema ideato dalle segnalazioni ricevute fin dall’inizio dell’emergenza.
  • Per i casi urgenti rimasti tali abbiamo sollecitato la presa in carico all’interno di posti CAS e SAI rimasti liberi in seguito all’ampliamento Afghanistan).
  • Abbiamo facilitato la presa in carico di nuclei familiari presenti sui comuni in base al principio di territorialità e ad i posti SAI disponibili.
  • Per il Comune di Brescia continuiamo a svolgere attività di chiamata ai nuclei segnalati sul territorio comunale per fornire informazioni e ricevere richieste di presa in carico e segnalazione di bisogni specifici.
  • Per il Comune di Gussago stiamo fornendo attività informativa e colloqui conoscitivi.
  • Abbiamo inoltre realizzato e gestiamo gli aggiornamenti del sito Emergenza Ucraina in cui è possibile trovare informativa aggiornata, documentazione in italiano e in ucraino per quanto riguarda il contesto legale, burocratico, sanitario e sociale.
  • Per i comuni SAI con cui collaboriamo continueremo ad organizzare incontri dedicati per fornire informativa legale sulla documentazione necessaria per la richiesta di protezione da parte della popolazione ucraina presente e coordinarsi con la disponibilità delle associazioni locali.

Emergenza Afghanistan

Nel corso della drammatica crisi afghana dell’Agosto 2021, che ha visto il ritorno al potere del regime talebano e l’attivazione di una imponente operazione civile e militare da parte del governo italiano, in pochi giorni sono arrivati in Italia 4.890 cittadini afghani: l’Italia risultò il paese dell’Unione Europea che aveva accolto il numero più alto di persone.

A Brescia la nostra Associazione ha lavorato sull’ampliamento dei posti SAI. In particolare:

  • Abbiamo svolto attività di indagine sul territorio allo scopo di reperire alloggi tramite la diffusione di un numero e un indirizzo mail dedicato. In questo modo è stato possibile raccogliere la disponibilità di appartamenti e controllare la loro ripartizione all’interno della provincia bresciana.
  • Tramite un indirizzo mail ed un numero telefonico dedicato è stato possibile raccogliere anche la disponibilità di privati che segnalavano le rispettive raccolte fondi.
  • É stato svolta un’attività di informazione, reindirizzamento e messa in rete delle disponibilità emerse tra associazioni e realtà in grado di prendersi in carico singoli o nuclei familiari.
  • Abbiamo svolto attività di segreteria di coordinamento per l’inserimento dei nuclei familiari in accordo con ed in base alle segnalazioni ricevute dalla Prefettura di Brescia. Il passaggio successivo è stato coordinare l’ingresso dei nuclei familiari negli appartamenti messi a disposizione e comunicando al servizio centrale SAI le richieste di ingresso.
  • Abbiamo quindi continuato a raccogliere dati a livello provinciale e ad organizzare eventi gratuiti di sensibilizzazione e informazioni rivolte alla cittadinanza che ha visto arrivare nel proprio comune nuclei afgani.

Il legame con Zavidovići e il sostegno agli Orti Familiari

Il progetto Orti Familiari prevede il supporto alla coltivazione orticola e frutticola – per lo più destinata all’autoconsumo – di gruppi di donne che vivono nelle Comunità Locali della Municipilità di Zavidovići attraverso l’organizzazione di incontri formativi da parte di un agronomo, la donazione di sementi e visite in campo per monitorare la produzione.

Il progetto è iniziato nel 2014 quando la Bosnia Erzegovina fu colpita da violenti alluvioni. Tutta l’area del Comune di Zavidovići (Bosnia Centrale, Cantone di Zenica Doboj) subì violente inondazioni e frane mai viste prima su questo territorio. Molte strade, regionali e locali, furono distrutte dalle esondazioni dei torrenti e dalle vaste piogge. Numerose frane distrussero abitazioni – 1000 persone evacuate – e misero in pericolo persone e beni. Nelle zone rurali – 21 Comunità Locali (di seguito CL) della Municipalità di Zavidovići – l’acqua distrusse molti campi agricoli, l’unica fonte di reddito per molti abitanti (cereali, ortaggi e frutteti di piccole dimensioni). La nostra ambasciata per la democrazia locale si propose di portare un aiuto concreto per il sostegno e la ripresa di un certo numero di famiglie indigenti colpite dal disastro. Si trattò quindi di un progetto post-emergenza a beneficio di persone particolarmente svantaggiate, nuclei famigliari delle zone rurali agricole.

Da questa esperienza nacque un progetto strutturato, finanziato negli anni da:

  • Fondazione Intesa San Paolo, Onlus
  • Consulta per la pace, Brescia
  • Enti per la pace, Provincia di Cremona
  • Il nostro 5 per mille

Il progetto è rivolto alle donne che già praticano l’orticoltura per l’autoconsumo familiare e per il piccolo commercio.

Obiettivi

L’obiettivo è di migliorare la qualità e la produttività con tecniche agricole apprese mediante laboratori collettivi e visite “sul campo”.

La sicurezza alimentare, la sostenibilità e la produttività del lavoro agricolo familiare costituiscono infatti una risorsa fondamentale per molte famiglie, in un contesto di stagnazione economica e di grave deprivazione di ampie fasce della popolazione.

Gli effetti della pandemia di covid-19 hanno spinto in particolare le donne, che in tanti casi hanno i loro familiari all’estero, ad aumentare la produzione di ortaggi e frutta per l’autoconsumo. In questi anni in generale l’orticoltura e la frutticoltura su piccoli appezzamenti di terreno sono state incrementate nelle aree rurali. In Bosnia Erzegovina infatti, la povertà rimane una realtà preoccupante, con il peggioramento delle condizioni dei meno abbienti, un rapido invecchiamento della popolazione e un tasso di emigrazione tra i più alti al mondo.

Il progetto svolge inoltre una fondamentale funzione di rete con le associazioni locali ed è integrato con altre attività promosse e coordinate da ADL, tutte caratterizzate da una lunga relazione con il territorio e da una rara continuità di azione (ad es. la sensibilizzazione sui temi della violenza domestica, l’animazione per i bambini promossa dal ludobus…). L’individuazione delle persone da coinvolgere avviene spesso grazie ad associazioni femminili attive nelle diverse Comunità locali che diventano riferimento per molte donne e promotrici di attività di incontro in contesti in cui per distanza dal centro cittadino e lo spopolamento, le occasioni di socializzazioni sono molto limitate.

Azioni

Ogni anno sono selezionate alcune Comunità Locali in modo che possa beneficiare di queste attività il maggior numero possibile di persone, le quali successivamente potranno continuare autonomamente ad applicare gli apprendimenti appresi.

La modalità operativa utilizzata, molto apprezzata dalle partecipanti, è caratterizzata da semplicità di esecuzione e forte impatto relazionale. Abbiamo infatti rilevato, come precedentemente citato, una buona ricaduta anche sulle forme di socializzazione e collaborazione tra le donne che hanno aderito al progetto, articolato nelle seguenti fasi:

  • incontri collettivi con un agronomo nelle sedi delle comunità locali selezionate
  • visite tecniche “sul campo”
  • contributo per acquisti di materiale vario necessario alla coltivazione elargito alle donne che hanno frequentato la formazione

È evidente che il progetto non ha l’ambizione di controllare tutta la filiera produttiva ma di incentivare a forme di agricoltura più attente alla qualità dei prodotti, mediante una formazione durante le varie fasi di coltivazione.

Nell’ambito dello stesso finanziamento, contemporaneamente alle varie fasi di realizzazione delle specifiche attività, si è deciso di raccogliere in 4 anni diversi, una serie di dati socio demografici sulle donne e le loro famiglie, per delineare un quadro delle condizioni sociali in cui si trovano le abitanti delle comunità locali di Zavidovići beneficiarie del progetto. 

I rapporti del progetto si possono leggere qui

Orti Familiari: obiettivi per l’anno 2022

Per l’anno 2022 si vorrebbe porre l’attenzione sulla qualità e il risparmio nella lotta ai parassiti. Il problema di costi in particolare delle sostanze pesticide si è accentuato, pertanto la sviluppo di competenze sull’uso di preparati naturali comporterebbe un risparmio e sarebbe un forte incentivo a un’agricoltura più pulita e di qualità. 


Scopri gli altri progetti e le attività della nostra associazione qui

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