Chiude il centro per l’emergenza Ucraina, ma restano i molti bisogni

Il punto della situazione grazie all’articolo di Salvatore Montillo sul Giornale Di Brescia pubblicato nell’edizione di ieri, venerdì 23 dicembre 2022.

Quasi seicento famiglie ucraine seguite e oltre novemila pacchi alimentari distribuiti, per adulti, adolescenti e bambini. Il centro di distribuzione generi di prima necessità per il sostegno ai rifugiati ucraini di via Chiappa ha chiuso i battenti dopo otto mesi.

Con la graduale riduzione dell’arrivo dei profughi – dall’ondata dei primi giorni, subito dopo lo scoppio della guerra, si è passati ai 20 circa che oggi vengono registrati in Questura – anche il clamore dell’emergenza si è attenuato. Ma non il bisogno di chi, lontano da casa, ha perso tutto e fatica a ricostruirsi una vita.

I numeri
In provincia di Brescia sono arrivati in tutto circa 8mila ucraini da
quando, il 24 febbraio scorso, Vladimir Putin ha deciso di invadere il Paese dell’Est. Nei mesi successivi, circa 2.500 sono rientrati in patria e sono rimasti tra noi oltre 5mila persone, gran parte dei quali sono ospitati in famiglie, sostenute solo dalle comunità e dalle parrocchie.

«Lo Stato – si sfoga l’assessore ai Servizi Sociali, Marco Fenaroli – dopo aver dato trecento euro per tre mesi ad ogni profugo, non si è preoccupato di altro. Lasciando alle Prefetture la difficile gestione dei rifugiati. Chi ospita queste persone dovrebbe avere un aiuto, un sostegno pubblico che non possono sobbarcarsi i Comuni».

Per far fronte a tutto questo, palazzo Loggia da subito ha attivato una rete con le associazioni che hanno continuato a seguire queste persone. «Dall’inizio dell’emergenza ad oggi – afferma Maddalena Alberti, direttrice di Adl a Zavidovici – abbiamo fatto più di mille telefonate per mantenere i contati con queste famiglie.
Adesso stiamo incontrando coloro che con più assiduità si sono rivolti al centro di via Chiappa per dei colloqui di secondo livello. Con il permanere sul nostro territorio i loro bisogni stanno cambiando».

Per l’acquisto di generi alimentari e dei beni di prima necessità Palazzo Loggia ha impegnato 130mila euro, cui vanno aggiunte le donazioni dei privati e 10mila euro da parte di Brescia mobilità. In città sono 1.066 le famiglie che ospitano rifugiati, mentre 250 persone si trovano nei Cas (centri di accoglienza straordinaria) e 100 sono inseriti nel progetto del comune di Brescia denominato Sai (sistema accoglienza e integrazione) attivo in collaborazione con ADL a Zavidovici, cooperativa K-Pax e cooperativa La Rete.

La Loggia ha messo a disposizione circa 15mila euro per l’erogazione di buoni spesa a 70 nuclei familiari ucraini.


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Video di Tg Teletutto 12.30 giovedì 22 dicembre 2022