Ph. Davide Brunori – Comune di Brescia

La premessa

ADL è un acronimo che significa Ambasciata della Democrazia Locale. La proposta di creare delle ambasciate della democrazia locale fu una misura presentata nel 1993 dalla Conferenza permanente dei poteri locali e regionali d’Europa nella sua risoluzione 251 per incoraggiare il mantenimento e/o sviluppo di un processo democratico a livello locale che tenesse conto delle differenti realtà materiali e istituzionali in diversi punti del territorio europeo, creando degli  organismi in grado di finalizzare le azioni umanitarie e le relazioni bilaterali condotte dai comuni dei  paesi dello stesso Consiglio d’Europa. Questa finalità implicò un deciso impegno dei comuni partecipi a favore della difesa dei diritti dell’uomo, della democrazia pluralista, multiculturale, multireligiosa e tollerante.

Gli obiettivi delle Ambasciate (ora Agenzie) della Democrazia Locale si riassunsero nel favorire la conoscenza e la comprensione reciproca, nello sviluppo della società civile in vista di una coesistenza pacifica nei paesi con problemi di relazione tra le varie comunità linguistiche, culturali, etniche e religiose.

L’incontro

In quanto partner della Agenzia della Democrazia Locale di Mariupol – costituita nel 2014 – la nostra Associazione in collaborazione con ALDA (European Association of Local Democracy) ha favorito un importante incontro avvenuto nella giornata di ieri a Palazzo Loggia tra l’amministrazione del Comune di Brescia e una delegazione del Comune di Mariupol, attualmente in funzione e in esilio a seguito dell’escalation del conflitto avvenuto nel 2022.

In Loggia la delegazione ucraina – accompagnata da Antonella Valmorbida (Segretario Generale di ALDA) – è stata accolta dal vice sindaco Federico Manzoni, dal presidente del Consiglio comunale Roberto Rossini, dall’Assessore Marco Fenaroli e dalla presidente del Coordinamento degli enti locali per la pace e la cooperazione internazionale, Camilla Bianchi. Nell’aula del Consiglio  Comunale presenti anche alcuni consiglieri della Loggia, assessori e sindaci che aderiscono al Coordinamento.

Il Consiglio comunale di Mariupol – i cui delegati sono attualmente in visita in Italia per raccogliere solidarietà e aiuto – ha creato nel resto dell’Ucraina ventisette punti di aiuto per i concittadini sfollati. Aiuti alimentari, ricerca di alloggio, sostegno psicologico, assistenza e cura. Sessantamila le persone aiutate; l’intento è arrivare a centomila. «Facciamo tutto ciò perché vogliamo che i cittadini di Mariupol restino in Ucraina e non emigrino» ha dichiarato Denis Kochubei, vice sindaco di Mariupol, augurandosi la collaborazione delle altre città europee.

La visita della delegazione di Mariupol è stata organizzata proprio nella giornata che segna l’anniversario della storica dichiarazione in cui l’allora ministro degli Esteri francese Robert Shuman espose l’idea di una nuova forma di collaborazione politica in Europa, che avrebbe reso impensabile la guerra tra le nazioni europee. 

In linea inoltre con il primo manifesto per un’Europa libera e unità, quello di Ventotene firmato da Altiero Spinelli, è per noi fonte di soddisfazione aver favorito questo momento di incontro tra le due amministrazioni, convinti che per volere la pace è necessario continuare a preparare la pace, lavorando incessantemente in un’ottica di prevenzione dei conflitti e favorendo relazioni di dialogo per prevenire la continuazione di civili uccisi, territori devastati e la dissoluzione di qualsiasi legame sociale tra le comunità coinvolte nel conflitto.