
Nota dell’Associazione
In queste ore il Medioriente è infiammato da un conflitto che miete vittime da troppo tempo, senza assunzione di responsabilità da parte della comunità internazionale per un vero percorso di pacificazione e reciproco riconoscimento. Questioni che dovrebbero essere nel cuore delle agende politiche. L’escalation, agita da parte di Israele, in risposta all’attentato del 7 Ottobre 2023, ha perso i connotati della difesa rivelandosi cieca e crudele vendetta a discapito di un intero popolo, destabilizzando in seguito l’intera regione.
Dopo un anno di bombardamenti e più di 41.000 morti palestinesi ora il fronte si è esteso al Libano, con più di 1.000 vittime e migliaia di persone costrette ad abbandonare la propria casa e la propria vita nel giro di poche ore.
Come realtà della società civile impegnata da sempre nei percorsi di inclusione e convivenza, ribadiamo nel nostro piccolo l’urgenza di un cessate il fuoco incondizionato.
Questi ultimi 12 mesi ricordano che bloccare le armi e lavorare contro ogni guerra e a favore della pace, partendo dai nostri territori, può essere il solo e unico modo per evitare i conflitti. La violenza genera solo violenza, ulteriore insicurezza e vittime innocenti.



Foto di sfondo della nostra nota © Mohammed Ibrahim – Unsplash

