
Un atto inaccettabile che mina i diritti umani
In risposta alla recente attuazione del piano di trasferimento delle persone migranti e richiedenti asilo dall’Italia verso l’Albania, esprimiamo la nostra ferma opposizione a una misura che riteniamo profondamente iniqua e lesiva dei diritti umani.
Un approccio inumano e ingiusto
La decisione di spostare i migranti verso un paese terzo, come l’Albania, solleva gravi preoccupazioni di carattere etico, politico e giuridico. Questo approccio non solo allontana le persone vulnerabili dal nostro territorio, ma mina i principi di solidarietà e accoglienza sui quali l’Unione Europea e il nostro Paese si sono impegnati. È inaccettabile delegare la gestione di persone in difficoltà e in cerca di protezione a paesi Terzi che non applicano le normative Europee.
Rischi per i diritti umani e la dignità delle persone
Come sottolineato da Gianfranco Schiavone (ASGI), nei centri usati come hotspot in Albania è previsto il trattenimento dei richiedenti asilo sottoposti alla procedura accelerata di frontiera. Ma il principio cardine del diritto europeo è proprio il divieto di trattenimento generalizzato e l’obbligo di «una valutazione caso per caso” (Direttiva 2013/33/UE articolo 8) se attuare il trattenimento «solo dopo che tutte le misure non detentive alternative al trattenimento sono state debitamente prese in considerazione». La procedura accelerata di frontiera che si prevede di realizzare in Albania esclude del tutto la possibilità di valutare una misura diversa dal trattenimento, che si configura dunque come l’unica opzione possibile. Dunque si tratta di procedura in radicale contrasto con il diritto europeo che aggira del tutto istituendo esattamente ciò che è vietato, ovvero un trattenimento generalizzato.
Un piano fallimentare per la gestione dell’immigrazione
Questa strategia dimostra l’incapacità di sviluppare soluzioni a lungo termine e sostenibili per la gestione dei flussi migratori. Invece di investire in politiche di integrazione, l’Italia e l’Europa stanno scegliendo di scaricare la responsabilità su paesi esterni, come l’Albania. La politica governativa sul diritto di asilo continua ad essere improntata al respingimento. Il Sistema di Accoglienza e Integrazione nazionale viene scientemente precarizzato e svilito. Le lacune e criticità presenti potrebbero essere affrontate riprendendo il concetto della microaccoglienza e dell’equa ripartizione delle persone richiedenti asilo sul territorio nazionale tramite un deciso coinvolgimento di ogni ente locale.
Il nostro impegno per un’accoglienza dignitosa e rispettosa dei diritti umani
Ribadiamo il nostro impegno per un’accoglienza che metta al centro la dignità delle persone, il rispetto dei diritti umani e la ricerca di soluzioni condivise. Invitiamo il Governo italiano a riconsiderare immediatamente questa scelta, e a lavorare per politiche migratorie che rispettino la nostra Costituzione e i valori di solidarietà e umanità che hanno sempre contraddistinto il nostro Paese.








Foto di sfondo della nostra nota © engin akyurt – Unsplash

