Lo Spazio Comune di Brescia è realizzato in attuazione di un programma nazionale dell’UNHCR al quale aderiscono 14 città italiane firmatarie ad oggi della Carta per l’Integrazione, con la quale si sono impegnate a rendere le città accoglienti e fruibili per i richiedenti asilo e i rifugiati. Con lo Spazio Comune di Brescia sono 7 i centri multiservizi aperti fino ad oggi in Italia. Oltre a Brescia, sono a Bari, Bologna, Milano, Napoli, Roma e Torino.

Lo Spazio Comune di Brescia offre, fin dal suo avvio, una serie di servizi rivolti alle persone rifugiate, richiedenti asilo e alle famiglie, e che saranno progressivamente ampliati e rafforzati. Tra le attività previste ci sono un servizio di informazione e orientamento sulle procedure di protezione internazionale e sul rinnovo dei documenti, un servizio di supporto alla genitorialità e uno di assistenza alle pratiche di segretariato sociale gestiti dalla Cooperativa ADL a Zavidovici, la Cooperativa K-Pax e Cooperativa La Rete e finanziati anche dal Progetto FAMI FaR Centro.

Saranno inoltre attivi lo sportello per l’orientamento al lavoro, che si avvale della figura del Welcome Liaison Officer del partner ActionAid, lo sportello per il rilascio del Passaporto Europeo delle Competenze, e il servizio di riconoscimento dei titoli di studio, insieme alle attività di Community Matching per favorire relazioni positive tra cittadini e persone rifugiate. All’interno dello spazio avrà sede operativa il Progetto FAMI FaR Centro, di cui il Comune di Brescia è ente capofila, in partenariato con il Comune di Collebeato, K-Pax, La Rete e ADL a Zavidovici.

«Il valore di questo luogo è in chi, qui, si incontra»

Sono le parole che la sindaca di Brescia Laura Castelletti ha usato, ieri, durante l’inaugurazione del nuovo «Spazio Comune», un centro multiservizi, al 90 di via Repubblica Argentina, per l’integrazione e la cittadinanza. Questa è la prima realizzazione concreta dopo l’adesione di Brescia, quattordicesima città italiana, alla Carta per l’integrazione delle persone rifugiate: «Siamo convinti che vada eretta– ha aggiunto la prima cittadina – una strategia nazionale, che oggi non c’è, che costruisca appartenenza». «Spazio Comune» è di più, è il simbolo della collaborazione tra pubblico e privato: i locali, di proprietà di Intesa Sanpaolo, sono stati affidati in comodato d’uso gratuito alla Cooperativa ADL a Zavidovici che con il Comune, e le Cooperative K-Pax e La Rete, assieme all’Agenzia Onu per i rifugiati UNHCR, dà vita al settimo centro italiano di questo tipo dopo quelli di Bari, Milano, Napoli, Palermo, Roma e Torino.

Non è un caso che dopo capoluoghi di regione ci sia Brescia: durante la cerimonia di inaugurazione l’assessore Marco Fenaroli ha ricordato che «la città ospita 55mila stranieri, 18 mila dei quali con la cittadinanza italiana», e che in provincia ci sono 160mila persone di origine straniera. «Siamo ai vertici italiani per numeri – ha detto -, ma anche per inclusione».

Francesca La Chioma, dirigente dell’Ufficio Immigrazione della Questura, ha sottolineato come nel 2024 siano state presentate 3.600 richieste di protezione internazionale e che nel 2025, a ieri, si è già a 3.300. Questo fa pensare che si supereranno i dati dell’anno scorso. «Di questi – ha aggiunto – il 10% chiede un aiuto perché non ha un luogo dove stare; noi ci interfacciamo con la Prefettura per trovare strutture adeguate. Ad oggi sono 1.600 le persone ospitate in strutture del Sistema di accoglienza e integrazione. In crescita anche i minori non accompagnati: 324 nel 2024 e ad oggi sono 342. Noi, a differenza di altri uffici – ha concluso – ci troviamo di fronte alle persone e grazie al lavoro di squadra, alla rete di questa Provincia e alla conoscenza personale tra i diversi attori in campo, si trova una soluzione».

Cosa si fa

In questo spazio, che la direttrice della Cooperativa ADL a Zavidovici, Maddalena Alberti, ha definito «co-costruito» da ieri, trovano casa, tra i tanti servizi (spaziocomune.bs@gmail.com; 378.3019854), lo Sportello richiedenti asilo, il supporto alla genitorialità, lo Sportello di rilascio del passaporto europeo, del riconoscimento dei titoli di studio. Il tutto in un luogo piacevole, arredato grazie a Ikea, abbellito dai murales di Leonardo «Leo» Montemanni.

All’ingresso anche una lavagna. Per fare in modo che ogni persona possa passare e lasciare un segno, questo oggetto di arredamento è stato suggerito proprio da Bashir, psicologo e rifugiato di origine pakistana, che ieri ha evidenziato l’importanza di luoghi come questo «per andare oltre le preoccupazioni e guardare al futuro».

«L’integrazione rappresentauna leva disviluppo e coesione, indispensabile per una crescita equilibrata del nostro Paese» ha concluso Paolo Bonassi, Chief Social Impact Officer di Intesa Sanpaolo.