Nota della Cooperativa

Gli appelli alla Comunità Internazionale cadono nel vuoto da mesi, e il popolo sudanese sta affrontando atrocità di massa che potrebbero configurarsi come genocidio, sfollamento forzato e pulizia etnica, specialmente nella città di El Fasher, capitale del Darfur del Nord.

Le Forze di Supporto Rapido – alleati dei regimi israeliano ed emiratino – hanno ucciso decine di migliaia di sudanesi e sfollato milioni di persone. Si tratta di crimini che includono l’assedio di 18 mesi a città come El Fasher, attacchi deliberati su ospedali e operatori sanitari, l’uso della fame e della carestia come arma di guerra, esecuzioni sommarie e la presa di mira di persone civili.

Come ricorda un comunicato del movimento BDS, non è una coincidenza che le stesse tattiche brutali utilizzate nel genocidio USA-israeliano a Gaza, che ha causato decine di migliaia di vite palestinesi, stiano venendo ripetute in Sudan: numerosi rapporti investigativi, inclusa un’indagine congiunta di diversi giornali, hanno rivelato il coinvolgimento di aziende israeliane nella fornitura di tecnologie avanzate di sorveglianza e spionaggio alle milizie delle Forze di Supporto Rapido del Sudan.

Gli orrori testimoniati a El Fasher, come abbiamo visto a Gaza negli ultimi due anni, rivelano un pattern che consolida un sistema internazionale governato da un ordine del “chi ha la forza ha ragione” che il mondo non vedeva da decenni.

Questo sistema seppellisce le basi del diritto internazionale: la comunità internazionale, o perlomeno ciò che ne rimane, deve agire subito per garantire pace, protezione e dignità al popolo sudanese.


Foto: Mohamed Tohami / Unsplash