La nostra Associazione è ente gestore del progetto SAI Collebeato di cui il Comune di Borgosatollo è ente partner. Le festività pasquali sono un’occasione per riportare di seguito l’articolo di Elisa Chiaf, Vicesindaca e Assessora, sui tre anni di progetto appena trascorsi e le prospettive presenti e future con un nucleo famigliare recentemente accolto dalla Somalia.

Accogliere, ripartire, esserci

di Elisa Chiaf

In questo mio articolo provo a raccontarvi parte della nostra attività degli ultimi mesi. Vi scrivo mentre siamo ripiombati in una “terza ondata” dell’emergenza Covid-19. Lo dico in assoluta sincerità: non avrei mai pensato di ritrovarmi nel marzo 2021 come nel marzo 2020, con le scuole chiuse e alcuni concittadini in ospedale. Speravo che le vaccinazioni potessero alleviare il tema; purtroppo le stesse non stanno ancora funzionando come vorremmo. Vi scrivo mentre pochi over 80enni hanno ricevuto la prima dose, e, a parte categorie specifiche (sanitari e docenti), il vaccino langue. Come Comune abbiamo dato la disponibilità ad ASST di fare un punto vaccinale a Borgosatollo (abbiamo proposto il Palazzo Facchi, grazie alla disponibilità della Parrocchia, luogo che per le vaccinazioni antinfluenzali era stato molto funzionale). Alla nostra proposta è stato comunicato che i vaccini Covid-19 non verranno fatti a Borgosatollo: i nostri cittadini andranno a Brescia o in altri HUB che verranno comunicati. Per il resto, continuiamo con la nostra vicinanza ai cittadini che hanno bisogno di spese, medicinali o del ritiro dei rifiuti perché sono in quarantena, e con tutto quanto riguarda “l’esserci da vicino” in questa difficile fase.

Alla difficoltà del periodo, però, vogliamo affiancare alcuni segni di sguardo al futuro, e soprattutto continuare a raccontarvi progetti e attività che abbiamo realizzato e che stiamo realizzando.

Per questo parto da “lontano”, per presentare un progetto di accoglienza per persone titolari di protezione internazionale, protezione umanitaria e richiedenti asilo a cui abbiamo aderito nel 2018. Capofila del progetto è il Comune di Collebeato e partner, oltre a noi, è il Comune di Gussago (in una prima fase c’era anche il Comune di Flero).

Il progetto è durato dal 2018 al 2020 e ora è stato rinnovato per il triennio 2021-2023. Parlare di protezione internazionale e richiedenti asilo nel 2018 era senza dubbio un tema difficile, su cui anche oggi l’opinione pubblica si trova fortemente divisa. Noi siamo sempre stati convinti che l’accoglienza si possa giocare su numeri piccoli, suddivisi su più̀ Comuni, in modo da renderla sostenibile.

Nei tre anni di progetto scorsi, infatti, senza che il Comune abbia sostenuto alcun costo e senza puntare il tema “sotto i riflettori”, a Borgosatollo sono state accolte nove persone: quattro ragazzi tra i 20-25 anni, tre tra i 26-30 anni e due tra i 30-35 anni. L’accoglienza è avvenuta nell’appartamento di un privato cittadino, un appartamento da tre posti, che ha permesso di accogliere i ragazzi per periodi di tempo differenti (quattro di loro per meno di un anno, altri quattro per 12 mesi, uno per 23 mesi). La provenienza delle persone accolte è l’Africa: Mali, Camerun,

Senegal, Ghana, Costa d’Avorio, Somalia e Nigeria. Tutti i ragazzi accolti hanno frequentato corsi durante il periodo di accoglienza (corso come addetto alle pulizie, corsi di italiano, patente di guida, corso HCCP, ecc.). Tutti loro hanno lavorato o svolto tirocini durante il periodo di accoglienza: operaio edile, addetto sicurezza, mediatore linguistico, operaio di fabbrica, pulizie, aiuto cuoco. Al termine del periodo trascorso a Borgosatollo, sei di loro si sono trasferiti in altri paesi della provincia di Brescia, dove lavorano; tre fuori provincia. Tutta l’attività di accoglienza è stata affiancata da operatori specializzati, in questo caso dall’Associazione ADL Zavidovici di Brescia, che ha seguito i beneficiari accolti in questo progetto e risolto quesiti, dubbi e problematiche sorte durante il percorso. Anche Borgosatollo è stata un’opportunità per queste persone, che hanno trascorso qui un breve periodo della loro vita, dopo aver cambiato continente e “attraversato il mare”.

Ora il progetto nella sua prima fase si è concluso e, come Amministrazione, abbiamo dato la disponibilità a cambiare tipo di accoglienza e rivolgere un’opportunità a una famiglia che arriva dalla Somalia ed è composta dai genitori e da una bambina piccola, nata nel 2019, per cui Borgosatollo resterà un tratto di vita e percorso. Come all’avvio della prima fase, anche per questa seconda parte di progetto abbiamo invitato tutti i Consiglieri e le associazioni di Borgosatollo di stampo sociale a una serata di presentazione, per spiegare il progetto e le sue finalità.

Certamente, tre persone su un paese di 9.200 abitanti sono un numero piccolo, piccolissimo. D’altro canto, in alcuni so già che spunterà il pensiero: “Ma non facciamo già fatica abbastanza? Ma era proprio necessario?”.

Crediamo che a noi stia anche la responsabilità di fare un piccolo passo per dare delle opportunità a chi fa fatica, e siamo certi che la Comunità di Borgosatollo possa diventare casa, quantomeno per un periodo di tempo, anche per queste tre persone.

Concludo augurando a tutti una buona Pasqua e usando le parole del Papa quando dice: «Troviamo il coraggio di aprire spazi dove tutti possano sentirsi chiamati a permettere nuove forme di ospitalità, di fraternità e di solidarietà».

Impegniamoci tutti a rendere Borgosatollo luogo di ospitalità, fraternità e solidarietà.


Qui il link per leggere il numero di marzo di “Comune Aperto”

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