Nello scorso novembre una delegazione di RiVolti ai Balcani – di cui la nostra Associazione è parte fondatrice – è andata in Bosnia ed Erzegovina per incontrare coloro che da anni portano avanti progetti solidali a sostegno delle persone in movimento. La rete quest’anno ne ha finanziati 11 grazie al crowdfunding attivato un anno fa.

Si tratta di volontari bosniaci o internazionali, operatori sociali, attivisti di Ong che tutti i giorni si spendono per dare un supporto concreto ai migranti bloccati nel Paese, farli uscire dall’invisibilità e aiutarli a “restare umani”. Da Tuzla a Velika Kladuša, da Sarajevo a Bihać. A seguire le informazioni su alcuni dei progetti finanziati, per un approfondimento completo è disponibile l’articolo di Altreconomia, pubblicato nel numero di dicembre a cura di Duccio Facchini e Manuela Valsecchi.


I volontari informali di Tuzla

Senad e Nihad sono due dei “volontari informali” di Tuzla. Da quattro anni distribuiscono cibo, acqua, medicine, vestiti ai migranti che transitano dalla stazione degli autobus e dei treni della città, nel tentativo di andare a Nord, verso l’Europa.

Nonostante le ostilità delle istituzioni e la diffidenza di una parte della comunità, ogni giorno assistono le persone in movimento, dando loro “quello che hanno nello zaino”.


Il centro diurno di Emmaus a Tuzla

Bere una tazza di tè caldo, farsi una doccia, lavare i vestiti, caricare il telefono o staccare un momento prima di rimettersi in viaggio verso l’Unione europea.

A Tuzla, in Bosnia ed Erzegovina, è possibile anche grazie alla Ong bosniaca Emmaus. L’organizzazione ha infatti aperto in città un centro diurno per dare un punto di appoggio alle persone in transito.

Nel 2021, grazie al contributo dal basso, la rete Rivolti ai Balcani ha finanziato Emmaus che ha potuto così rafforzare le attività culturali e laboratoriali, oltreché sportelli di sostegno psicologico e supporto legale. Lo ha raccontato un mese fa Dzeneta, parte della Ong, accogliendo la delegazione della Rete nel centro.


Center for community services di Puz a Tuzla

Agli occhi dell’Unione europea la Bosnia ed Erzegovina è solo un Paese dove confinare le persone in transito in condizioni degradanti. Una parte della società civile, solidale e resistente, non ci sta.

Lo dimostra il Center for community services della Ong Puz di Tuzla, che lavora sul territorio per sostenere anche i migranti che intendono presentare la domanda di asilo nel Paese.

Il suo progetto -finanziato da RiVolti ai Balcani nel 2021- ha permesso di creare dei percorsi di integrazione individuale e di prevenzione dell’uscita dal processo di asilo, garantendo l’accesso a una casa e strutturando attività per sviluppare competenze utili alla ricerca di un lavoro. Lo ha raccontato il coordinatore Daniel nella loro sede: “La nostra missione è garantire un posto sicuro a tutte e tutti”.


Il daily center di Kompas 071 a Sarajevo

Kompas 071 Sarajevo / ComPass 071 Sarajevo è un’organizzazione non profit bosniaca nata per dare un supporto concreto alle persone in movimento nel cantone di Sarajevo.

Dal novembre 2020 i volontari hanno aperto nella capitale un daily center dove offrono la possibilità a chi ne ha bisogno di fare una doccia, lavare i vestiti, ottenere cibo e assistenza legale. Nei primi sei mesi del 2021 sono state 7mila le persone assistite.

“Il nostro centro – ci ha raccontato Ilma, una delle volontarie che abbiamo incontrato durante la nostra missione- è aperto a ognuno, non importano etnia, nazionalità, religione, orientamento sessuale o politico. Vogliamo solo creare un luogo sicuro per chiunque ne abbia bisogno”.


Il negozio di occhiali di Hasan a Sarajevo

L’Europa solidale che resiste a muri e intolleranza ha casa nel negozio di occhiali di Hasan a Sarajevo. Lui, giovane rifugiato turco, collabora con i volontari della Ong Collective Aid per garantire visite mediche, lenti e montature a prezzi calmierati ai migranti che si trovano nei centri o negli insediamenti informali.

O non li hanno mai avuti oppure glieli hanno rotti/confiscati in qualche pushback.

RiVolti ai Balcani si è fatta carico del progetto, finanziandolo in primavera grazie alle vostre donazioni. È stato emozionante incontrare Hasan e vedere da vicino come funziona questa forma di solidarietà concreta e geniale.

La raccolta fondi è sempre attiva: sostiene progetti come questo nonché attività di monitoraggio, documentazione e tutela dei diritti fondamentali.

Ecco le coordinate dedicate alla raccolta di Rivolti ai Balcani:

IBAN: IT60 P050 1811 2000 0001 6941 767
Causale: Sostegno a RiVolti ai Balcani
Intestatario: Ass. ADL a Zavidovici Onlus