
La presentazione delle attività svolte dal nostro Centro antidiscriminazioni nella serata al Cinema Nuovo Eden di martedì scorso
È stato un anno e mezzo davvero impegnativo, ma anche ricco di soddisfazioni per il Centro Aristofane, prima realtà bresciana dedicata alle vittime di discriminazioni legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere. Si tratta di un servizio unico e innovativo sul territorio provinciale, che è potuto nascere a metà del 2022 grazie al supporto dell’Ufficio nazionale antidiscriminazioni (Unar) e ai fondi Pon Inclusione del Fondo sociale europeo.
Artefici di questo progetto sono le associazioni ADL a Zavidovici e Arcigay Orlando e la Cooperativa Butterfly: queste tre realtà bresciane hanno costituito un’associazione temporanea di scopo che ha permesso di unire competenze, esperienze e risorse da mettere a disposizione dell’utenza.
Dalla sua apertura, avvenuta nel settembre del 2022, al maggio del 2023 il centro Aristofane ha accolto 44 domande di supporto, che sono andate aumentando: da dicembre 2023 agli inizi del novembre 2024 le richieste giunte sono state 72, «ma ne stiamo ricevendo molte anche in questi giorni, quindi il numero complessivo è destinato ad aumentare fino alla fine dell’anno» afferma la coordinatrice del progetto, Paola Arcari di ADL a Zavidovici. Ma chi sono le persone che si rivolgono a questo servizio? «Nel primo periodo sono stati soprattutto i giovanissimi, anche minorenni accompagnati dai genitori – spiega Arcari –, che si interrogano rispetto a loro identità di genere e orientamento sessuale e purtroppo non hanno modo di confrontarsi su questi temi nei luoghi tradizionali, come la scuola. Ora invece l’utenza è più eterogenea: adulti e non, italiani e persone di altre nazionalità».
Il servizio più richiesto è quello di supporto psicologico, poi c’è quello relativo all’orientamento e alla ricerca lavorativa seguito dalla consulenza legale e sanitaria e la ricerca di una casa. «I nostri servizi sono tutti gratuiti – aggiunge Arcari -. Questo perché i fondi ricevuti ci permettono di erogarli non a pagamento: ora siamo in attesa di sapere se verremo rifinanziati». Il centro Aristofane si trova al civico 72 di via Vittorio Emanuele II ed è aperto dal lunedì al venerdì con orari diversi a seconda del servizio. Per appuntamenti: 3783037939 o centroaristofane@gmail.com.
Si ringrazia Barbara Fenotti e il Giornale di Brescia per l’articolo
Il centro Aristofane aperto a tutti. Due anni contro le discriminazioni
Richieste di aiuto non solo dai giovani, per superare le fatiche quotidiane
Articolo di Federica Pacella per Il Giorno Brescia
Sono state 116 le persone che, in meno di due anni, si sono rivolte al Centro Aristofane, centro bresciano contro le discriminazioni motivate da orientamento sessuale e identità di genere.
Lo sportello era partito nel 2022 grazie a un progetto promosso dal Dipartimento per le Pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri e Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazione) e finanziato coi fondi Pon Inclusione Fse 2014-2020. Capofila è l’associazione Adl a Zavidovici insieme ad Arcigay Orlando Brescia e Centro antiviolenza Butterfly, che hanno deciso di mettersi in gioco per rispondere alle necessità del territorio bresciano, privo di un servizio adeguato e di supporto per persone Lgbtqia+ vittime di discriminazione.
I dati evidenziano che il centro ha intercettato un bisogno che rischia di essere sottostimato: l’underreporting è una caratteristica dei fenomeni discriminatori, compresi quelli motivati da identità di genere e orientamento sessuale.
Nei primi 9 mesi sono stati 44 i contatti e gli accessi allo sportello, con 16 richieste di supporto psicologico, 2 nella domanda di protezione internazionale, 10 di ricerca lavorativa, 14 legale. Le 72 richieste da dicembre scorso a oggi hanno riguardato supporto psicologico (23), ricerca lavorativa (21), ma anche supporto sanitario (3), consulenza con esperta (1).
Tra le grandi novità del 2024, la collaborazione con un medico andrologo ed endocrinologo, che ha permesso di supportare due persone in transizione di genere nella presa in carico per la terapia ormonale. «Molte persone sono arrivate anche dalla provincia – spiega Viola Perrini, di Adl a Zavidovici – che è più lontana e chiusa. Nel primo anno c’è stata molta utenza giovane, ma con la maggiore conoscenza del centro sono arrivate anche persone più adulte».
Più della metà delle persone arrivate al Centro sono transgender, che più subiscono discriminazioni e accusano a livello emotivo più fatiche. Le discriminazioni riportate sono su tutti gli aspetti della vita personale e pubblica: a casa, sul luogo di lavoro, negli ospedali, a scuola e sui mezzi pubblici. Finito il bando, i servizi proseguiranno a ranghi ridotti, in attesa di un altro finanziamento.






