
Harraga in arabo significa “bruciare”: è il termine usato per raccontare chi “brucia” le frontiere, chi attraversa il mare lasciandosi alle spalle la propria terra. A Brescia, però, questo ‘bruciare’ cambia direzione, trasformandosi in un’energia che accorcia le distanze urbane. Si chiama Harraga Vibes la cargo bike che da novembre attraversa Brescia con un’équipe multidisciplinare di educatori ed educatrici: è il cuore mobile di Urban Bloom, il nuovo progetto di contrasto al disagio giovanile promosso da una cordata che vede come capofila La Rete Cooperativa Sociale, insieme a ADL a Zavidovici, il Comune di Brescia e la Parrocchia dei Santi Faustino e Giovita.
Un nuovo modo di fare educativa di strada
L’iniziativa, presentata oggi all’Urban Center Brescia, mira a trasformare i luoghi di ritrovo informali in spazi di espressione, intercettando i bisogni dei ragazzi laddove nascono e offrendo loro strumenti creativi per raccontarsi. E l'”officina itinerante” di Harraga Vibes è per questo dotata di strumentazione tecnica d’avanguardia che le consentirà di ovunque si fermi, in uno studio di registrazione per la webradio e il podcasting. Questa flessibilità permette agli educatori di ‘agganciare’ i giovani direttamente nelle piazze o nei punti di ritrovo abituali, superando le barriere dei servizi tradizionali per instaurare un contatto immediato e spontaneo proprio lì dove i ragazzi scelgono di stare.
Il progetto si inserisce organicamente in un percorso di partecipazione che parte dal basso: Urban Bloom valorizza infatti il “Patto di collaborazione per Piazza Vittoria” e si pone in continuità con l’Agenda degli Stati Generali dei Giovani. L’obiettivo è rendere la piazza e le aree limitrofe luoghi più partecipati, sicuri e accoglienti, trasformando la percezione di uno spazio monumentale in un luogo vissuto attivamente dalle nuove generazioni.
L’innovazione metodologica di questa “Fase 2” nasce da un incrocio virtuoso di risorse: l’équipe multidisciplinare e la stessa Cargo Bike sono infatti il frutto del progetto europeo “Epic-Up”. Grazie a questa sinergia tra fondi europei (per le dotazioni e il personale) e fondi regionali del bando Giovani SMART (per le attività di Urban Bloom), la città può contare su un servizio di educativa di strada moderno e strutturato. Proprio l’Urban Center rappresenta la “nuova entrata” nella rete insieme all’oratorio di San Faustino. Urban Bloom è infatti la “fase 2” del percorso avviato lo scorso anno con Space Up, finanziato dal bando regionale Giovani SMART, che aveva lavorato sull’abitare giovanile nelle periferie. Oggi l’attenzione si sposta verso il centro, in particolare nell’area che va dall’oratorio di San Faustino a Piazza Vittoria. “Stiamo sperimentando una nuova forma di educativa di strada, che oggi richiede di essere aggiornata e rimessa in campo”, ha sottolineato l’assessora alle Politiche giovanili Anna Frattini. “A Brescia lo facciamo con una forma inedita: una cargo bike con cui l’équipe multidisciplinare si sposta e accompagna i ragazzi, anche grazie all’alleanza con l’oratorio di San Faustino”.



I laboratori: identità, immagini, città
Il primo ciclo di attività, rivolto ai giovani tra i 15 e i 25 anni, è dedicato all'”autorappresentazione emotiva”. Dal 13 marzo al 3 aprile gli incontri si terranno alla biblioteca UAU (in via Milano), mentre dal 10 aprile all’8 maggio sarà l’oratorio di San Faustino a ospitare il percorso, sempre dalle 16 alle 18.
Obiettivo: lavorare sull’immagine di sé nei luoghi urbani e sui meccanismi di rappresentazione mediati dai social. Un laboratorio che prova a smontare stereotipi, a giocare con le identità, a rielaborare emozioni senza censurarle. In autunno, poi, spazio al video-lab “Tre scene, una vita”, mentre da marzo a settembre prenderanno forma i “Dialoghi urbani” con Harraga Vibes, fino a culminare in un intervento di abbellimento in una zona della città, tra street art e riappropriazione creativa degli spazi.

L’oratorio: prevenzione e inclusione
L’oratorio di San Faustino, insieme a San Nazaro e Sant’Agata, coinvolge circa 50 adolescenti per ciascun presidio, per un totale di circa 150 ragazzi ogni settimana. Una realtà composita, dove tra il 20 e il 30% dei frequentanti è di origine straniera, e dove – come è stato ribadito – l’obiettivo non è creare ghetti ma favorire convivenza naturale e accoglienza.
“La parola d’ordine è prevenzione”, ha spiegato il responsabile dell’oratorio e coordinatore del Cag Daniel Massa. “Vogliamo intercettare anche chi fatica ad accettarsi o non trova il proprio spazio. Il gruppo chiama il gruppo: se un ragazzo si trova bene, porta altri amici”. L’idea è rafforzare la continuità educativa, agganciare chi vive l’oratorio solo come campo da calcio o punto di ritrovo e accompagnarlo alla scoperta delle opportunità che la città offre.

Un logo nato da giovani partecipanti
Le attività sono già iniziate con la creazione partecipata del logo di Urban Bloom: una ventina di proposte elaborate dai ragazzi, tra richiami floreali, sagome urbane e reinterpretazioni della Vittoria Alata, poi sintetizzate graficamente in un’immagine unitaria. Un primo passo di coinvolgimento concreto, che anticipa l’evento pubblico di giovedì 19 alle 19 all’oratorio: durante la serata un artista decorerà dal vivo il cassone in legno della cargo bike insieme ai giovani presenti.
Un gesto simbolico e operativo insieme: la città che si fa tela, la strada che diventa laboratorio, le emozioni che trovano spazio. Nei prossimi mesi, Urban Bloom proverà a far “fiorire” relazioni e identità proprio nei luoghi dove spesso emergono fragilità e solitudini. E a rimettere in movimento, su due ruote, una nuova idea di educativa di strada.






Ringraziamo Brescia Today dal cui articolo Brescia: presentato oggi all’Urban Center “Urban Bloom”, il nuovo progetto per il contrasto al disagio giovanile è tratto questo post

