ÀNCORA 2.0
Consolidamento e modellizzazione di interventi di comunità per l’autonomia dei titolari di protezione internazionale

Il progetto ÀNCORA 2.0 intende realizzare un sistema nazionale stabile e continuo di integrazione socio-culturale della popolazione rifugiata in Italia, a partire dalla elaborazione e implementazione di una strategia condivisa tra i partner di progetto, 16 Enti del Terzo Settore e 4 Comuni rappresentativi di 9 Regioni italiane.

Livello tecnico – metodologico

Attraverso lo studio analitico dei casi di integrazione in Italia è stata elaborata preventivamente una metodologia definita “percorsi – obiettivo” in grado di fornire all’intera rete nazionale strumenti professionali in grado di far comunicare i diversi territori, le diverse professionalità e i diversi servizi, fornendo alla rete nazionale una grammatica comune.

Livello operativo

La sperimentazione nel biennio 17-18 (Áncora) della figura del “tutor territoriale dell’integrazione” ha mostrato come l’attivazione comunitaria risulti strategica per una durevole integrazione e come sia applicabile quale modello di erogazione dei servizi il framework di integrazione di Ager & Strang (2008), che pone al centro la costruzione del capitale sociale.

Livello della governance

In un contesto nazionale caratterizzato da ampie variabilità ed altrettanto profonde “specificità” appare necessario individuare criteri di assessment in grado di favorire il match tra risorse e bisogni, incardinato in equipe multidisciplinari territoriali.

Obiettivi del progetto

  1. Diffondere un metodo di lavoro user-centred e creare le condizioni per la presa in carico individualizzata e pubblica dei percorsi; rendere coerenti e integrati gli interventi legittimando équipe multidisciplinari con funzioni di regia territoriale; individuare strumenti uniformi per il monitoraggio degli interventi, anche a livello sovra-provinciale.
  2. Sostenere i percorsi di integrazione lavorativa, abitativa, sociale dei destinatari attraverso interventi efficaci e coerenti con il percorso-obiettivo definito; dotare ciascun rifugiato di opportunità concrete e complementari con quanto già espresso nel territorio per completare il percorso di inserimento avviato nel SIPROIMI; aumentare la responsabilità individuale del rifugiato calibrando gli interventi alle sue risorse autoriconosciute.
  3. Potenziare la social interconnectedness dei destinatari, associando a ogni rifugiato un dispositivo socio-relazionale interculturale (tutor territoriale per l’integrazione) che sostenga il benessere e la resilienza individuale, in un’ottica di reciprocità e di progressiva emancipazione dalla dipendenza degli aiuti; favorire il radicamento affettivo e relazionale nel processo di settlement di medio-lungo periodo.
  4. Sviluppare una modellizzazione degli interventi, sensibile alle caratteristiche dei destinatari e dei territori, che renda evidente nelle sedi opportune i risultati dell’approccio proposto e la sua eventuale replicabilità – scalabilità – trasferibilità.

Destinatari diretti
380 titolari di protezione internazionale usciti da non oltre 18 mesi dal circuito dell’accoglienza nei territori operativi di progetto (15 Provincie in 9 Regioni).

Destinatari indiretti
Operatori dei servizi pubblici e degli enti del terzo settore operativi nei sistemi territoriali di tutela, accoglienza, integrazione di migranti

Durata intervento
Dal 1 giugno 2020 al 31 maggio 2022

Risultati attesi
Garantire ai destinatari – cittadini di paesi terzi titolari di protezione internazionale – un processo generativo di autonomia e integrazione in grado di perdurare nel tempo e adattarsi diacronicamente agli elementi di precarietà lavorativa, alloggiativa e di conservazione del capitale, promuovendo:

  • interconnesione sociale: il rifugiato ha un ruolo ed una identità nella rete territoriale riconosciuto
  • territorializzazione dei servizi: il sistema dei servizi è accessibile in caso di bisogno e non eroga risposte standardizzate e settoriali
  • gratuità e reciprocità dei rapporti interpersonali: la relazione si emancipa dal bisogno materiale e dalla univocità della relazione di aiuto
  • riduzione dello stress adattivo e acculturativo: la pressione al cambiamento va accompagnata con spazi e momenti di cura del se, espressione e svago

Referente nazionale di progetto / capofila
CIAC Onlus
Chiara Marchetti – chiara.marchetti@ciaconlus@.org

Referente di progetto / Ente parnter territoriale
ADL a Zavidovici
Maddalena Alberti – maddalena.alberti@adl-zavidovici.eu

Locandina progetto in PDF qui

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