Foto di Croce Rossa Italiana

I primi micro-progetti finanziati grazie alle donazioni della campagna Vite Sospese

Grazie al Comune di Brescia il gruppo Io Accolgo Brescia – di cui la nostra associazione è realtà parte e promotrice – ha convocato questo martedì una conferenza stampa in cui ha presentato i primi risultati della raccolta fondi avviata ormai mesi fa, al termine dello scorso novembre.

Vite Sospese era nata per alzare la soglia d’attenzione su una rotta migratoria – quella balcanica – ignorata da troppo tempo. Quando la rete Rivolti ai Balcani ha contribuito nel corso del 2020 ad alzare il velo sulle violazioni dei diritti umani in corso in quell’area, Io Accolgo Bs ha deciso di organizzare una raccolta indumenti (33 bancali di materiale meticolosamente selezionato e arrivato a Bihać in Bosnia a febbraio) ed una raccolta fondi che ad oggi ha raggiunto una quota vicina ai 32.000€.

Grazie alle indicazioni della Croce Rossa Italiana, presente in loco a supporto della Croce Rossa Bosniaca, e al coordinamento congiunto del Comitato bresciano della Croce Rossa Italiana in contatto con la Croce Rossa di Bihać e del cantone dell’Una-Sana è stato possibile valutare con rapidità su quali progetti investire i fondi raccolti grazie alle numerose donazioni ricevute.

A marzo Io Accolgo Brescia ha subito investito una prima tranche di 15.000€ per la realizzazione di un progetto di approvvigionamento cibo nel campo di Lipa. Grazie a questo contributo è stato possibile supportare i volontari del cantone di Una-Sana nell’acquisizione di riserve di cibo e acqua (compresi gli ingredienti necessari per cucinare i piatti caldi nelle cucine della Croce Rossa Bosniaca), permettendo così la distribuzione dei pasti a circa 1.000 persone ospitate nel campo per 10 giorni continuativi. Si tratta di una donazione che ha permesso di finanziare anche i costi di trasporto dei team della Croce Rossa locale, necessari per trasferire le razioni di cibo coprendo i 25km di distanza tra le cucine dei volontari di stanza a Bihać e il campo localizzato sull’altopiano di Lipa.

Circa 3.780€ sono stati spesi per la logistica e l’invio del carico di aiuti arrivato a Bihać all’inizio dello scorso febbraio.

Un ulteriore obiettivo che Io Accolgo Brescia si è prefissato è stato quello di andare oltre la dimensione di aiuto emergenziale, creando ponti e legami indissolubili in grado di consolidarsi nel lungo periodo, connettendo la generosità bresciana con il tessuto locale del cantone di Una-Sana. In questo senso la Croce Rossa Italiana ha segnalato l’attività di uno sparuto comitato di volontari composto da non più di 5 persone capitanate da “Mamma Sonja”.

Questo gruppo sta faticosamente portando avanti la propria attività a Bosanski Petrovac, un paesino piccolissimo tra Bihać e Lipa. In questo luogo i volontari si muovono per portare soccorso non solo ai migranti rifugiatisi negli squat (per lo più fabbriche abbandonate e dismesse), ma anche le persone anziane, cittadini residenti e locali abbandonati dalle istituzioni e bisognosi di cure.

Il gruppo si sposta – solo a volte – con una automobile privata e si riunisce in una sede che normalmente non potrebbe essere agibile. Si è quindi deciso di investire 8.000€ in questo progetto – chiamato per l’appunto “Mamma Sonja” – grazie al quale sarà possibile acquistare una ventina di uniformi e un computer per il loro ufficio. Con la stessa somma a disposizione verranno poi procurati kit di primo soccorso, 150 pasti pronti e 180 kit igienici da distribuire a Bosanski Petrovac.

 Infine c’è da sottolineare l’enorme generosità di una famiglia bresciana che – decidendo di rimanere anonima – ha voluto donare 20.000€. Questa cifra verrà investita nell’acquisto di una unità mobile a favore della Croce Rossa di Bosanski Petrovac, permettendo al gruppo di Mamma Sonja di spostarsi in modo sicuro ed efficace garantendo un migliore trasporto di attrezzature sanitarie e generi di assistenza.

La collaborazione con la Croce Rossa Italiana è stata fondamentale: ha permesso l’attivazione della sua rete di cooperazione internazionale, con analisi dei bisogni e report forniti celermente dai suoi delegati attivi in loco.

Per ora il gruppo di coordinamento di Io Accolgo Brescia non può che continuare a ringraziare i donatori: solo grazie a loro è stato possibile concretizzare ogni appello degli scorsi mesi in questi primi micro-progetti in grado di avere un impatto immediato e duraturo.

Il gruppo di coordinamento di Io Accolgo Brescia continua a riunirsi periodicamente e a distanza per programmare le prossime azioni.
Al momento l’idea più suggestiva in cantiere è quella di realizzare – nel momento in cui le condizioni sanitarie lo permetteranno – una missione di monitoraggio e incontro con gli attori locali in Bosnia Erzegovina al fine di consolidare il profondo legame emotivo venutosi a creare negli ultimi mesi.

Approfondimento: com’è nata la campagna Vite Sospese

È possibile continuare a seguire gli aggiornamenti della campagna sulla pagina Facebook di Io Accolgo Brescia

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