Budd Camp

Budd Camp è un design workshop, ovvero una trasferta studio di tre giorni durante la qual gli studenti del MSc Building & Urban Design in Development dell'University College of London si misurano con le sfide urbanistiche di una specifica località. Questa esperienza permette loro di testare sul campo le nozioni teoriche acquisite lungo i corsi.
Dopo un introduzione al caso che avviene tramite letture e seminari, gli studenti affrontano tre giorni in cui esplorano gli spazi urbani e cercano di capire quanto e in che modo il design urbanistico influisce sull’integrazione, l’eguaglianza e l’inclusione sociale di coloro che vi abitano.
Negli ultimi anni gli studenti della UCL, guidati da Camillo Boano, hanno fatto tappa a Brescia e nei territori contigui dove ADL è attiva nei progetti di accoglienza SPRAR (ora denominati SAI), per cercare di valutare le criticità che contribuiscono a rendere difficile un percorso di interazione e integrazione dei richiedenti asilo e dei rifugiati.

Edizione 2020
Brescia e i Punti Comunità
Per l’undicesimo anno consecutivo, il BUDD Camp ha fatto tappa a Brescia, in collaborazione con ADL a Zavidovici. Ogni anno ci siamo concentrati sui diversi aspetti della città e dei suoi dintorni, cercando di mettere in relazione il modo in cui questa negozia la sua forma e vita con i suoi abitanti a scale diverse. L’edizione 2020 è dedicata in particolare al ruolo emergente dei Punti Comunità.
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Edizione 2019
Urban mobility: surveillance spaces and spaces of belonging
È possibile ripensare il trasporto pubblico, gli incroci urbani e le esperienza di mobilità urbana lungo dinamiche contemporaneemente  sicure ed accoglienti? Come questi spazi infrastrutturali possono essere un’opportunità per ricreare relazioni sociali di alterità positiva? Partendo dall’osservazione e dalla partecipazione alle esperienze quotidiane vissute dai rifugiati e dagli altri protagonisti, gli studenti si sono impegnati ad immaginare nuovi usi degli spazi urbani e disegnare innovative infrastrutture sociali all’interno della città di Brescia.
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Edizione 2018
The ethics of hospitality and the transformative role of migrants
Quest’anno l’organizzazione si è concentrata particolarmente sul tema della condivisione, cioè sul coinvolgimento diretto del maggior numero di operatori sociali/case manager dell’accoglienza e in un lavoro di preparazione che ha raccolto la disponibilità e attenzione di un significativo numero di beneficiari dei diversi progetti interessati all’esperienza.
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Edizione 2017
Dwelling practices in the city

Quali sono le questioni nel cercare di capire pratiche abitative in un contesto di abitare temporaneo? Come tali questioni che riguardano la sfera domestica e privata possono contribuire a capire le dinamiche di produzione della città nel contesto contemporaneo di migrazione forzata?
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Edizione 2016
Seeing the city anew: designing for refugee integration

L’edizione 2016 del BUDD CAMP è stata caratterizzata dall’analisi di come i richiedenti protezione internazionale e riconosciuti inseriti nel progetto di accoglienza SPRAR Cellatica “ A braccia aperte” interagiscono con i nuovi contesti urbani che abitano. Gli studenti del master, divisi in quattro gruppi di lavoro, hanno potuto incontrare i beneficiari del progetto SPRAR, conoscere gli operatori sociali, dialogare con i cittadini che abitano i territori dove sono inserite le strutture di accoglienza e confrontarsi con le autorità locali che amministrano i territori.
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Edizione 2015
Thinking doing Brescia

Pensare a strategie inclusive traendo ispirazione dalle Lezioni Americane di Italo Calvino: molteplicità, leggerezza, rapidità e visibilità
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Edizione 2014
Six Memos to interpret the cities

L'edizione 2014 Budd Camp rappresenta un punto di svolta. Prende infatti spunto dal libro di Italo Calvino Lezioni Americane, e sui principi contenuti in quest'opera si riallacceranno anche le due edizioni successive (2015 e 2016).
Le Lezioni americane offrono appunti utili per orientarsi nelle trasformazioni che apparivano davanti ai suoi occhi. L'informatica dei suoi anni è ancora configurata all'ambito numerico; ma Calvino ci offre spunti che vanno ben al di là di queste applicazioni. In tutte le Lezioni Calvino sottolinea la sua predilezione per testi brevi. Inoltre, Calvino offre suggerimenti meno ovvi, come quello della scrittura come sistema di controllo. E, ancora, sottolinea l'importanza del ritmo, anche nelle narrazioni in prosa.
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Edizione 2013
The city of Euphemia III

In the last three years of the BUDDcamp we tried to intertwine the three terms ‘city planning’, ‘politics’ and ‘ethics’ in one perspective aiming at investigating the concept of the fair city, as Camillo Boano pertinently pointed out during the conference “ Immigrants and Politics” on the 2nd of February 2013. Therefore, it is possible to affirm that the relection on the topic of a fair city is the focus of the social commitment of LDA Zavidovici and its activities. Social and urban justice, and social and political responsibility form the gaze, the lens, through which LDA's projects of the last years should be looked at.
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Edizione 2012
The city of Euphemia II

In this workshop, the process has been directed to enhance the usable aspect of the different socialization environments paying attention to the plurality of operating actors: associations, citizens, users of services. Spaces which are multipurpose, versatile and, at the same time, recognizable as occasions of meeting and cultural promotion. Moreover, they are sensible to the urban context where they are located and they are throbbing with purposes of comparison towards other cultures.
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Edizione 2011
The city of Euphemia

We live in more and more crowded cities, while the physical distance between persons decreases, the affective one increases. A cooperating community is a community that lives closeness, builds up relations based on reciprocity and dissolves its own fears through the strengthening of social cohesion between all citizens.
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Il potenziale trasformativo del quotidiano (di Camillo Boano)

L’obiettivo del BUDDcamp è di offrire ai partecipanti un’esperienza intensa all’interno di una realtà urbana, sperimentando nuovi metodi di progetto, camminando nei luoghi, osservando e interagendo con i residenti. Nonostante la sua natura estemporanea, il workshop rappresenta un’opportunità per avvicinare l’impura e mutevole realtà urbana quotidiana, con le sue piccole e invisibili storie e le sue grevi narrazioni.

Guidati dall’energia e dedizione dello staff dell’Associazione per l’Ambasciata della Democrazia Locale (ADL) a Zavidovici, il nostro partner locale, e accompagnati dalla lettura delle ‘Lezioni Americane’ di Calvino ed i concetti di Leggerezza, Velocità, Esattezza, Visibilità, Molteplicità e Coerenza, ai partecipanti è richiesto di immaginare progetti capaci di fare emergere o trasformare attività sociali esistenti, ed esplorare il potenziale della città inclusiva a venire.

Nel fare ciò, il BUDDcamp offre l’opportunità di ripensare i limiti dell’architettura, la sua dimensione politica, e il ruolo degli architetti e della società nella ricerca di futuri urbani alternativi alle contemporanee forme neoliberal di produzione dello spazio.

In questa introduzione voglio offrire due spunti per la riflessione. Il primo si allinea con il pensiero di Henri Lefebvre e riguarda il nesso fra coloro che controllano la produzione dello spazio e le relazioni sociali riprodotte al loro interno. Gli abitanti o utenti possono mettere in discussione le relazioni sociali appropriandosi dello spazio urbano, partecipando ai processi decisionali,

e determinando così i processi di trasformazione nella città. In altre parole, i modi in cui abitanti e utenti producono, riproducono, trasformano e mantengono lo spazio, permette loro di controllare o alterare le relazioni sociali, che sono presenti nello spazio stesso. Ciò richiede una ri essione sulla nozione del dimorare e dell’abitare, e sulle relazioni fra il corpo e lo spazio, che sono un prerequisito essenziale per la produzione dello spazio. Qualsiasi progetto rivoluzionario oggi deve includere la riappropriazione del corpo e dello spazio come componente non negoziabile. Il BUDDcamp è un’esperienza corporale e incorporata nell’urbano, e vede al centro della ri essione architettonica il corpo.

Il secondo punto riguarda una constatazione di Massimo Cacciari, secondo cui “la città non esiste, esistono solo diverse e distinte forme di vita urbana” (Cacciari, 2004). Il losofo suggerisce cioè l’impossibilità di un’unica universale de nizione di città. Ripercorrendo l’etimologia dei termini polis e civitas, Cacciare tenta di spiegare la natura di ciò che oggi chiamiamo città. Polis indica il luogo dove il genos, la stirpe, accomunata da tradizioni e usi, si radica. Civitas indica invece il luogo in cui un gruppo di persone sceglie di vivere seguendo un patto sociale. Mentre l’una difende i propri esclusivi con ni e identità, l’altra ha una evidente tendenza all’espansione, all’assorbimento di popolazioni e all’inclusione. Nessuna delle due idee di città prevale, poichè la città è essenzialmente con ittuale.

Le strategie progettuali presentate qui offrono una lettura alternativa della città contemporanea, rifuggendo la riduzione di una visione urbana unitaria.


Camillo Boano is Co-Director of the UCL Urban Laboratory and Director of the Building and Urban Design in Development MSc at The Bartlett Development Planning Unit (DPU).

In addition to these activities, Dr Boano is the Director of Communication in the DPU and coordinator of the DPUsummerLab initiative. Dr Boano’s interests are focused on urban development, contested urbanism, socio-spatial dialectics, design and urban transformations, and shelter and housing reconstruction in geographies of the global south. He is working on a series of interconnected research projects in South East Asia and the Middle East aiming to recalibrate design through dissensus.
Prior to joining UCL, Camillo worked in development and architectural practice for a number of years, became a research fellow at the Refugee Studies Centre in Oxford, joined the World Habitat Research Unit in Switzerland, and the Norwegian University of Science and Technology where I worked on a number of research and consultancy projects concerned with environmental forced migration, humanitarian urbanism, temporary shelters, post-disaster housing reconstruction, and communication in emergencies.